Victoria. L’espresso conquista Melbourne — Lombardi nel Mondo

Victoria. L’espresso conquista Melbourne

“Tutti hanno con passione e coraggio contribuito a quella che ora chiamiamo Melbourne’s cafè culture”, spiega Sandra Makris, autrice del volume “Journeys of Melbourne’s Coffee Pioneers- Trailblazing Passions” presentato presso la ditta Leonard Joel di South Yarra

“Questo libro doveva essere semplicemente un capitolo di un altro libro, ma mi son ben presto resa conto che le storie dei pionieri della tradizione del caffè espresso meritavano di essere raccontate più ampiamente, Il mio è un omaggio fatto con gioia, passione a tutti coloro che sono stati i protagonisti di queste storie affascinanti che mi hanno spinta a documentare le loro esperienze. Tutti hanno con passione e coraggio contribuito a quella che ora chiamiamo Melbourne’s cafè culture”, spiega Sandra Makris, autrice del volume “Journeys of Melbourne’s Coffee Pioneers- Trailblazing Passions” presentato domenica 14 novembre presso la ditta Leonard Joel di South Yarra, da Sir James Gobbo, in contemporanea alla mostra delle antiche macchine del caffè della collezione di Daniel Di Paolo “Enduring Passions”.

Un’occasione quella di domenica, che ha raccolto la crème de la crème delle famiglie, la maggior parte italiane, che grazie alla tradizione del caffè espresso e alla cucina italiana, hanno cambiato enormemente le abitudini della società australiana e dato vita ad una fiorente industria.

Sono loro i pionieri del caffè che venuti in Australia con l’ondata di immigrazione in seguito alla seconda guerra mondiale, hanno nonostante le difficoltà di una nuova lingua, cultura e stile di vita, trovato la forza di seguire le loro idee e di affrontare i rischi e le incertezze per ciò che fermamente credevano.

Il primo capitolo del volume è riservato ai pionieri ormai scomparsi e fra questi Agostino Monici che con Sergio Coperchini e Vic Paniettieri diede vita nel 1953 a Mocopan, un nome formato dalle iniziali dei tre fondatori e che con l’avvento di Charlie Pellegrino e Salvatore Dimattina divenne l’azienda leader del settore del caffè per oltre trenta anni grazie alla visione dei fratelli Dimattina: Joe e Anthony e di altri membri della famiglia.

L’influenza italiana continua nel viaggio di trasformazione di Melbourne da città del tè a città del caffè, con nomi come Rino Benassi del The Arab cafè di Lorne e del Tamani Bistros, o Alfio Genovese, Bruno Coruzzi, i Fratelli Cantarella, Eros Milani, padre di Gianni e Elena che fondarono l’University Cafè in seguito acquistato da Giancarlo Caprioli, e proprietario di Università Restaurant.

Il secondo capitolo racconta come alcune ditte realizzarono il potenziale commerciale nell’importazione, distribuzione, vendita e preparazione del caffè nel mercato australiano grazie alla presenza degli immigrati e sostituirono il tè con il caffè quale loro principale prodotto: la ditta H. A. Bennett & Sons, la Cottle Coffee, e la famiglia Griffith. Seguono quindi i racconti dei pionieri del caffè la cui attività continua ancora oggi: i Bancroft che importarono le prime macchine del caffè espresso; Mario Berra che fondò Coffee Mio; Giancarlo Giusti di “Grinders” di Lygon St. Verso la fine degli anni 50 e negli anni 60 e 70 i “new Australians” sentivano fortemente il bisogno di continuare le abitudini della loro terra d’origine, fra cui quella di incontrarsi in modo informale, di riunirsi in un ristorante per mangiare insieme, per fare due chiacchiere con gli amici, dando vita ai primi bar e ristoranti di Melbourne dove si poteva gustare una vera tazza di caffè espresso come da: Fernando e Elena Donnini, dai fratelli Pellegrini: Vildo e Leo che aprirono l’Arcadia cafè di Healesville e Pellegrini di Bourke St. Alcuni di quei primi ristoranti e cafè sono spariti, ma il loro ricordo è ancora vivo proprio perché hanno avuto un ruolo importante nell’evoluzione del gusto e dello stile di vita della società australiana.

Il primo espresso bar di Lygon St, Carlton è stato il Caffè Sport Bar, di Mario e Sandra Brunelli, in seguito acquistato da Giancarlo Caprioli; e altri come: il Nando’s Espresso Bar a Elgin St, Carlton, di Fernando Varrent; The Green Room con Silvano Bizzarri situata in quello che nel 1954 era il Myer Emporium con ben tre La Pavoni macchine per il caffè espresso! Ciccio’s, in Rathdowne St. Carlton di Fancesco e Rosetta Pricolo. The Legend di Eon Nicolades in Bourke St.; il Nino’s Espresso Bar in Chapel St. Prahran dove facevano bella mostra i murali (distrutti negli Anni 90) dell’artista Robert Ingpen ed infine The Studio in Chadstone, di Theo Conos e Goldy’s in Little Collins St di Abe e Cesia Goldberg.

La rivoluzione del caffè non sarebbe stata possibile senza le macchine apposite: le Gaggia, le Faema, le Pavoni ,le Duchessa, La Cimbali ecc. e senza gli uomini che le importarono o le costruirono come i Bancroft e come Flavio Vedelago che continua oggi a occuparsi delle preziose macchine. Ed è grazie a Daniel Di Paolo, appassionato ammiratore e collezionista, che queste splendide macchine non sono andate perdute; Daniel ne ha ben 120 di cui 50 sono state restaurate, mentre 20 fanno parte della mostra presso la ditta Leonard Joel, 333 Malvern Rd, South Yarra fino a questa domenica 21 novembre.

“Journeys of Melbourne’s Coffee Pioneers- Trailblazing Passions” è un volume affascinante: ricco di storia e di storie, di fotografie e immagini, un libro che documenta un periodo importante dello sviluppo della società australiana e l’enorme contributo della comunità italiana i cui pionieri del caffè si sono guadagnati un posto speciale nella storia di Melbourne e la cui influenza continua attraverso le generazioni.

GABRIELLA G. HUBBARD

“Journeys of Melbourne’s Coffee Pioneers- Trailblazing Passions” di Sandra Makris è edito da Culture Collection

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