Milano Expo 2015 (nona puntata) — Lombardi nel Mondo

Milano Expo 2015 (nona puntata)

La fatica di Marco Zamboni si focalizza sul grande evento dell’Expo 2015 di Milano. Storia, analisi, impatti culturali, ambientali, politici e mediali sono alcuni degli aspetti e capitoli dedicati all’Expo 2015

4. Gli attori del processo decisionale

In questo paragrafo vengono definite le caratteristiche degli attori più influenti che sono intervenuti durante la fase di candidatura all’Expo 2015 di Milano (la terza fase del processo studiato). Come dice Regonini [2001, p. 316] “identificare le categorie di attori più rilevanti in un dato processo di policy significa innanzitutto verificare chi davvero ha ricoperto ruoli significativi nella fitta trama di consultazioni, pressioni, negoziazioni, conflitti, boicottaggi che accompagnano la produzione di una politica pubblica, dalla sua prima formulazione alla sua implementazione e valutazione”.

Gli attori possono essere individui o gruppi, appartenere al settore pubblico o alla società. Ognuno partecipa al processo di policy-making per raggiungere i propri obiettivi (1). Lo scopo è presentare il profilo di ciascun attore rispetto alle seguenti variabili:

          tipologia (es. politici, burocrati, esperti, interessi economici o diffusi);

          percezione del problema e delle opportunità legate all’Expo 2015;

          tipo di obiettivo perseguito (es. di contenuto o di processo);

          livello territoriale dell’interesse coinvolto nel processo di policy making (es. nazionale, regionale, provinciale, locale, sub-locale);

          azioni rilevanti compiute per influenzare l’esito del policy making;

          risorse utilizzate (es. denaro, struttura organizzativa, consenso, conoscenze, prestigio, visibilità, tempo, posizione strategica);

          strategia utilizzata nel processo decisionale.

 

La tabella contiene i principali attori per tipo e livello di interesse.

 

Immagine – figura a (in fondo al testo)

 

4.1 Il Comitato di candidatura Expo 2015

Il comitato Expo 2015 è l’organismo ad hoc che è stato creato per gestire il processo di candidatura, permettere lo scambio delle informazioni e la condivisione delle strategie tra gli attori istituzionali. Le sue attività principali hanno riguardato la preparazione degli incontri ufficiali con il BIE (le presentazioni a Parigi, i forum tematici, la visita degli ispettori), la redazione del dossier e l’organizzazione delle missioni internazionali per promuovere la candidatura.

Il comitato è formato da 6 enti pubblici e si divide in due livelli. Il primo livello decide le azioni da compiere ed è formato dai rappresentanti dei seguenti enti, a cui si sono aggiunti due osservatori:

          il Sindaco di Milano, Letizia Moratti (presidente);

          il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta (talvolta hanno partecipato anche il Ministro del Commercio Internazionale, Emma Bonino e il Sottosegretario agli Esteri, Vittorio Craxi);

          il Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati;

          il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni;

          il Presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli;

          il Presidente Fondazione Fiera Milano, Luigi Roth;

          i sindaci di Rho e Pero, in qualità di invitati permanenti (2).

 

Il livello tecnico è guidato da Roberto Daneo – l’imprenditore di policy e ideatore del progetto di candidatura all’Expo – ed è formato da 14 persone, alcune delle quali provengono dal team che aveva lavorato alle Olimpiadi di Torino del 2006, altre sono distaccate dagli enti che fanno parte del comitato. La presenza di professionisti nell’organizzazione dei grandi eventi è stata molto importante, poiché ha messo a disposizione informazioni, know-how, conoscenze uniche sui problemi (cosa bisogna fare) e strategie utili (come anticipare i comportamenti degli altri attori).

Le attività del Comitato sono state finanziate tramite i contributi dei soggetti fondatori e la sponsorizzazione da parte di alcune imprese e aziende municipalizzate (3). Come indica la tabella nel 2007 sono stati messi a disposizione per la candidatura oltre 4 milioni di euro, ma se consideriamo anche i contributi ricevuti nel 2008 il totale raggiunge circa 8 milioni di euro (Il Sole 24 Ore, 26/03/08).

 

Immagine – figura a (in fondo al testo)

 

Nello svolgimento dei suoi compiti istituzionali il comitato di candidatura è stato affiancato dai seguenti organismi creati ad hoc:

          il Comitato Scientifico – composto da esperti italiani e internazionali –  si è occupato del tema dell’alimentazione e dei suoi i contenuti, contribuendo alla realizzazione dei due forum tematici;

          Il Comitato istituzionale (4) e il Comitato Città di Milano (5) – composti rispettivamente da soggetti di livello nazionale e locale – hanno permesso di coinvolgere tutti i principali stakeholder (istituzionali, scientifici ed economici) interessati al progetto Expo 2015, allo scopo di raccogliere idee, proposte e risorse a supporto della candidatura.

 

Il dossier è stato elaborato “in segreto” allo scopo di non avvantaggiare la città di Smirne – unica avversaria nella competizione per ospitare l’Expo – e di limitare l’interferenza delle critiche “a priori” che potevano indebolire la candidatura. Le informazioni a disposizione del Comitato di candidatura sono state utilizzate in modo strategico, cioè scegliendo le notizie da dare ai mass media per rafforzare la propria posizione. Per questo motivo il dossier è stato presentato al pubblico – e pubblicato sul sito – dopo che è stata completata la versione definitiva e gli ispettori del BIE hanno visitato la città.

4.2 Il Comune di Milano

Il Comune di Milano è stato uno dei protagonisti principali del processo di candidatura. Per comprendere il ruolo che ha avuto dobbiamo analizzare separatamente le sue diverse componenti, cioè il sindaco (insieme alla giunta), il consiglio comunale e le strutture tecniche.

Il progetto dell’Expo è partito dopo le elezioni amministrative del maggio 2006, quando il sindaco neoeletto ha posto subito in cima all’agenda istituzionale la candidatura al grande evento. La questione è stata ereditata solo in parte dal passato, poiché il cambio di amministrazione ha creato una situazione favorevole in termini di sponsorship politica e di tempo a disposizione per lavorare ad un progetto di medio-lungo periodo (6).

Il sindaco ha avuto un ruolo generale durante il processo decisionale, giustificando la candidatura all’Expo 2015 da diversi punti di vista: culturale, turistico, ambientale e urbanistico (7). Il suo obiettivo principale è stato quello di ottenere l’evento per:

          aumentare la visibilità della città, facendola diventare un luogo di attrazione per turisti, media e imprese di tutto il mondo;

          trasformare e riqualificare la città in vista dell’evento, ottenendo finanziamenti e poteri speciali che non sarebbero stati possibili in situazioni di normalità.

 

Il sindaco ha accentrato su di sé molte competenze (è stata presidente del Comitato Expo 2015), partecipando direttamente agli incontri ufficiali di presentazione della candidatura davanti al BIE e alle iniziative inerenti la candidatura. Per questo motivo ha conquistato molta visibilità sui mezzi di informazione, attraverso articoli e interviste. Per rafforzare il progetto di candidatura ha prestato molta attenzione agli aspetti ambientali collegati alla realizzazione dell’evento.

La strategia del sindaco è stata quella essere la principale interlocutrice con i grandi attori istituzionali (es. governo, regione e provincia) e sociali (es. associazioni di rappresentanza, associazioni ambientaliste…), tentando di circoscrivere il ruolo del consiglio comunale e di minimizzare le interazioni con comuni limitrofi per evitare contrattazioni ed eventuali ostacoli.

In effetti il consiglio comunale ha avuto un ruolo secondario durante il processo di candidatura, nonostante all’inizio aveva chiesto di essere coinvolto nel Comitato di candidatura. La spiegazione di questo dipende dal fatto che il consiglio comunale ha prevalentemente compiti di indirizzo e controllo nei confronti dell’esecutivo, invece che di realizzazione delle politiche. Tuttavia l’esercizio di questa funzione gli ha permesso di influenzare alcune decisioni della giunta, in cambio del voto favorevole (8).

Infine le strutture tecniche hanno declinato i progetti urbanistici, di trasporto pubblico urbano e di verde pubblico del comune di Milano in vista dell’Expo 2015. Il loro lavoro è stato importante soprattutto durante la fase di preparazione del dossier di candidatura, quando era necessario individuare gli spunti suggestivi (es. la Via d’acqua, la Via di terra, la Torre Expo).  

4.3 Il Governo

Il Governo ha avuto un ruolo di co-protagonista durante il processo di candidatura all’Expo, accanto al Comune di Milano. Anzitutto l’istituzione del Tavolo Milano, come abbiamo visto, ha permesso di instaurare un confronto con le istituzioni locali e di focalizzare i bisogni di sviluppo dell’area milanese. Inoltre la scelta di favorire la candidatura di Milano rispetto alle altre città italiane (Torino e Napoli) è stata una condizione necessaria per portare avanti il progetto. Il Governo è intervenuto nel processo di candidatura per due motivi principali:

          mandare un segnale di attenzione verso Milano, ma più in generale verso la Lombardia (9);

          l’Expo è un evento di interesse nazionale, che può avere un effetto positivo su tutto il Paese; infatti permette di coniugare gli obiettivi di sviluppo di Milano con quelli dello Stato, ad esempio per quanto riguarda la promozione del made in Italy, la promozione del turismo, oppure la visibilità e il prestigio internazionale del Paese (10).

 

Alcuni componenti del Governo hanno avuto un ruolo diretto nelle attività del Comitato di candidatura, hanno partecipato agli incontri ufficiali di presentazione davanti al BIE e alle missioni internazionali (11). La partecipazione del Governo ha consentito di mobilitare le seguenti risorse:

          Economiche. La legge finanziaria del 2007 (l. 296/2006) ha stanziato la maggior parte delle risorse per promuovere la candidatura di Milano (3 milioni di euro nel 2007 e 1 milione di euro nel 2008) (12).

          Organizzative. Il Ministro degli Esteri e il Ministro del Commercio Internazionale hanno coinvolto rispettivamente le ambasciate e l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) per partecipare all’attività di promozione della candidatura nei Paesi membri del BIE. Inoltre è stata coinvolta l’Agenzia per il turismo italiano (ENIT), che è stata incaricata di stipulare accordi in materia di turismo con i principali tour operator mondiali (13). 

          Legali. Il Presidente del Consiglio ha nominato il Sindaco di Milano commissario straordinario per le attività di promozione della candidatura all’Expo (Ordinanza PCM, 18 ottobre 2007, n. 3623). Questo ha permesso di accelerare alcuni processi decisionali in materia di infrastrutture, urbanistica, decoro urbano e pubblicità in occasione della vista ispettiva del BIE a Milano (22-24 ottobre 2007).

 

Il Sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta, ha svolto anche un ruolo di mediatore nel conflitto che inizialmente si era creato tra il Comune di Milano e i comuni limitrofi di Rho-Pero, offrendo a questi ultimi la possibilità di entrare a far parte del Comitato di candidatura come osservatori permanenti e quindi partecipare alle decisioni e al flusso di informazioni.

L’impegno del Governo è stato continuo, nonostante a gennaio e febbraio 2008 – due mesi decisivi per l’esito finale della candidatura – ci siano state successivamente la crisi politica, lo scioglimento delle Camere e l’indizione di nuove elezioni (14). In deroga alla regola, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, infatti ha autorizzato i ministri e i sottosegretari a continuare le missioni internazionali di promozione della candidatura.

La strategia del Governo è stata quella di sostenere il Sindaco di Milano, partecipando agli eventi ufficiali del BIE e alle missioni internazionali; ha mobilitato risorse e strutture tecniche in grado di supportare la candidatura; in un caso ha promosso la mediazione con i comuni locali coinvolti.

4.4 Gli altri enti territoriali

Durante il processo di candidatura sono intervenuti anche altri enti territoriali come la Provincia di Milano, la Regione Lombardia, i comuni limitrofi al sito dell’evento e alcuni grandi comuni del Nord Italia.

I primi attori che consideriamo sono la provincia e la regione. Come abbiamo già detto entrambi hanno fatto parte del Comitato di candidatura, contribuito al suo finanziamento e partecipato agli incontri con il BIE e alle missioni internazionali. Tutti e due hanno cercato di raggiungere obiettivi di contenuto e di processo; nel primo caso sono stati interessati ad ottenere l’assegnazione dell’Expo 2015, poiché questo riguardava da vicino le loro competenze (nel caso della regione gli aspetti relativi alle infrastrutture regionali e del turismo, mentre per la provincia gli aspetti sulla viabilità); invece nel secondo caso hanno cercato di ottenere visibilità e di difendere il loro ruolo soprattutto rispetto al comune (“non potevano non esserci!”).

I comuni limitrofi al sito dell’Expo possono essere suddivisi in due categorie:

          a Rho e Pero, dove è previsto l’insediamento dei padiglioni espositivi e delle attività connesse all’evento, l’atteggiamento di entrambi i sindaci è stato influenzato dall’esperienza precedente del polo esterno di Fiera Milano, durante la quale si sono registrati ritardi nella costruzione dei collegamenti, difficoltà amministrative e disagi per la popolazione locale. Per questo motivo l’obiettivo principale dei due comuni è stato quello di evitare di essere “scavalcati” dalle decisioni del comune capoluogo e di tutelare gli interessi degli abitanti (15), spaventati dal rischio di sopportare i costi del progetto (es. aumento del traffico e dell’inquinamento, disagio dovuto ai cantieri…), senza riceverne altrettanti benefici. I due comuni hanno chiesto essere coinvolti all’interno del comitato di candidatura e grazie alla mediazione del Sottosegretario alla Presidenza Letta sono riusciti a diventare osservatori permanenti e partecipare al flusso informativo.

          Invece Arese, Bollate e Baranzate hanno cercato di ottenere alcuni benefici attraverso la realizzazione dell’evento. Infatti il primo comune è intervenuto nel processo decisionale per sollecitare il coinvolgimento dell’area dell’ex-Alfa Romeo all’interno del progetto di candidatura, mentre gli altri due hanno cercato di integrarsi al sistema metropolitano di trasporto pubblico e di ottenere migliori dotazioni infrastrutturali (es. allargamento della strada Varesina).

 

Infine si sono mobilitati anche alcuni sindaci dei comuni del Nord Italia, interessati ad allargare i benefici legati al grande evento nelle rispettive città (es. ricadute turistiche e commerciali). In particolare è stato creato un network di città – composto da Monza, Parma, Pavia, Piacenza, Torino e Varese – che hanno deciso di collaborare con Milano in caso di assegnazione dell’Expo 2015 (16).

4.5 Gli attori politici

Durante il processo di candidatura sono intervenuti prevalentemente gli attori politici rappresentanti delle istituzioni (es. sindaco, presidente della provincia e della regione, ministro…). La candidatura non é stata oggetto di una lotta partigiana, ma si è caratterizzata per il tentativo di superare le forme tradizionali di rappresentanza politica. Le principali decisioni sono state prese attraverso votazioni con un’ampia maggioranza, che hanno coinvolto sia forze di maggioranza sia di opposizione. Gli unici partiti contrari sono stati quelli della sinistra radicale, che non hanno rinunciato alle loro posizioni per l’opportunità di raggiungere i mass media. Lo stesso discorso vale a proposito dei conflitti intrapartitici che sono stati piuttosto rari, tranne pochi casi in cui ci sono state tensioni per ottenere visibilità.

4.6 Gli attori economici

Questa tipologia di attori comprende tutti coloro che hanno cercato di influenzare il policy making perché hanno previsto la possibilità di ottenere dei vantaggi dall’assegnazione dell’Expo 2015. Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti i grandi eventi hanno una grande importanza economica, poiché permettono di mobilitare finanziamenti pubblici e di creare opportunità di business (17). Per questo motivo gli attori economici si alleano spesso con i comitati di candidatura per ottenere l’assegnazione dell’evento. Il loro l’intervento è in genere di estrema rilevanza, poiché permette di mobilitare notevoli risorse economiche (18), organizzative e politiche (infatti grandi attori economici offrono contributi per le campagne elettorali dei politici).

Anzitutto bisogna dire che i benefici economici legati a un grande evento possono essere particolari oppure universali a seconda del numero di destinatari coinvolti; nel primo caso ci sono soggetti che si avvantaggiano individualmente del grande evento (es. i proprietari delle aree che cercano di avere vantaggi immobiliari), mentre nel secondo caso c’è una platea più ampia e indifferenziata di soggetti (es. aumento della competitività delle imprese grazie alle nuove infrastrutture di trasporto o alla promozione internazionale del Paese ospitante).

La candidatura di Milano all’Expo è stata supportata da diversi attori di livello locale e nazionale; i principali sono stati: Camera di Commercio di Milano, Unioncamere Lombardia, Assolombarda, Confindustria, Assimpredil, Federalimentare e Federalberghi.

La Camera di Commercio di Milano ha svolto un ruolo di mediazione tra gli interessi del mondo produttivo e le istituzioni pubbliche. Per questo motivo è entrata a far parte del Comitato di candidatura, partecipando al suo finanziamento e collaborando all’attività di promozione internazionale attraverso la sua agenzia PROMOS. L’obiettivo principale della Camera di Commercio è stato quello di ottenere l’assegnazione dell’Expo 2015, per promuovere l’economia locale e il sistema delle imprese (19).

Le associazioni degli imprenditori Assolombarda e Confindustria, rispettivamente di livello locale e nazionale, hanno svolto un’attività di lobbying in primo luogo sul Governo affinché fosse candidata la città di Milano (20) e in secondo luogo sui Paesi membri del BIE, promuovendo accordi commerciali tra le rispettive comunità d’affari. I motivi per cui queste due associazioni hanno sostenuto la candidatura all’Expo riguardano la possibilità di conseguire benefici per tutto il sistema delle imprese:

          la promozione dell’immagine internazionale e delle eccellenze dell’Italia permetterebbe di dare impulso alle esportazioni e di rilanciare il Paese intero;

          l’Expo darebbe certezze sui fondi, sulle procedure e sui tempi per realizzare nuove infrastrutture nell’area milanese, che finora non è stato possibile fare (es. Pedemontana, Brebemi, TEM) (21).

 

Le altre associazioni che sono intervenute nel processo di candidatura – Asseimpredil (costruttori di Milano), Federalimentare e Federalberghi – invece hanno cercato di sfruttare l’assegnazione dell’evento soprattutto per massimizzare i loro vantaggi di impresa. Lo stesso discorso vale per i proprietari dei terreni (Fondazione Fiera e Gruppo Cabassi), che entro 18 mesi dalla conclusione dell’Expo torneranno in possesso delle aree e potranno effettuare delle valorizzazioni immobiliari.

 

 

Questo testo è protetto dal diritto d’autore. Le informazioni e i dati in esso contenuti possono essere duplicati, riprodotti e/o diffusi senza il preventivo consenso dell’autore a condizione che avvengano per finalità di uso personale, studio, ricerca o comunque non commerciali e che sia citato il nome dell’autore, il titolo della tesi e l’università attraverso la seguente dicitura, impressa in caratteri ben visibili:

Tesi di laurea di Marco Zamboni, “Milano Expo 2015. Analisi di un grande evento come politica pubblica”, anno accademico 2007/08, Università degli studi di Milano.

 

 

Note:

(1) Gli attori che intervengono con maggior frequenza sono quelli direttamente interessati agli esiti della politica pubblica.

(2)  Inizialmente non era prevista la loro partecipazione, ma in seguito è stata prevista la possibilità di partecipare come osservatori.

(3)  A2A, Ferrovie Nord Milano, Metropolitana Milanese spa, Milano Sport, Milano Ristorazione, Sogemi, Edison, Eni, Enel, Intesa SanPaolo, Telecom, Finmeccanica, Federalimentari, Autogrill, Ferrarelle, Alessi, Nespresso, Poste Italiane, Town House, Yacht Club, Z-Card, IGPDecaux, Plan Hotel.

(4)  Hanno fatto parte del Comitato Istituzionale le associazioni degli enti territoriali (ANCI, UPI, Conferenza delle Regioni), Unioncamere, Assocamere Estero, lCE, ENIT, le associazioni di categoria a livello nazionale (Confindustria, Confcommercio, Federalimentare) e i sindacati (CGIL, CISL e UIL).

(5)  Hanno fatto parte del Comitato Città di Milano le sette università milanesi, Assolombarda, l’Unione del Commercio, la Fondazione Cariplo e alcune istituzioni culturali (Fondazione Teatro alla Scala, Piccolo Teatro, Triennale di Milano).

(6)  Questi fattori sono mancati nei tentativi precedenti di ospitare grandi eventi a Milano.

(7)  Alcune dichiarazioni di Letizia Moratti: “Il piano di Milano riguarda tutti i Paesi, non solo l’Italia, e tocca temi importanti come cibo, salute e ambiente […]. La nostra volontà è che il progetto non sia solo italiano, ma sia fatto con gli altri paesi con aree di interesse comune per dare risposte concrete alle grandi sfide del mondo”. (Corriere della Sera, 29/03/07); “Stiamo cercando insieme all’Enit il modo migliore per rafforzare l’attrattività turistica di Milano” (Corriere della Sera, 22/10/07); “Stiamo lavorando per rendere l’Expo un progetto pienamente coerente con le strategie nazionali ed europee in tema di sviluppo sostenibile, efficienza energetica e adattamento ai cambiamenti climatici ” (Repubblica, 9/10/07); “Sarà il modo per rafforzare la riqualificazione urbana che è già in atto in questa città, grazie anche all’apporto di architetti internazionali” (Repubblica, 26/06/07).

(8)  Un caso in cui il consiglio comunale è riuscito a modificare una delibera della Giunta è stato quello relativo all’acquisizione temporanea delle aree da parte del Comune di Milano. Inizialmente la Giunta aveva previsto di approvare immediatamente la variante urbanistica per modificare la destinazione d’uso dei terreni, tuttavia nella seduta del 19 ottobre 2007 la variante è stata vincolata all’assegnazione dell’evento a Milano e a un nuovo voto del consiglio comunale.

(9)  Salvatore Carruba: “Certamente, sull’attivismo di Roma ha pesato lo scrupolo di offrire un segnale a Milano che, non ingiustificatamente, lamentava da anni una disattenzione nei propri confronti; e una penalizzazione rispetto a tante altre città alle quali eventi di vario genere hanno assicurato finanziamenti straordinari, progettualità fuori dal comune e, soprattutto, rapidità d’intervento e certezza degli esiti” (Il Sole 24 Ore, 01/04/08).

(10)  Emma Bonino: “È una sfida fondamentale non solo per Milano, ma per tutto il Paese” (Corriere della Sera, 19/12/06).

(11)  Gli attori chiave sono stati Enrico Letta (Sottosegretario alla Presidenza), Emma Bonino (Ministro del Commercio Internazionale) e Vittorio Craxi (Sottosegretario agli Esteri).

(12)  Inizialmente la legge n. 296/2006 ha assegnato i fondi esclusivamente alla Presidenza del Consiglio, ma due mesi dopo il d.l. n. 10/2007 ha reso la norma più flessibile, consentendo anche al comitato di candidatura di utilizzare le risorse messe a disposizione.

(13)  In tutto sono stati stipulati oltre 100 accordi.

(14)  Emma Bonino: “L’impegno e il sostegno alla candidatura di Milano è incondizionato, ed è di tutto il Parlamento, di tutto il Paese, di tutto il Governo […]. Nulla cambierà né in termini di interventi né in termini di stanziamenti, indipendentemente da quello che accadrà a questo Governo” (Corriere della Sera, 05/02/08).

(15)  Paola Pessina (ex sindaco di Rho): “Siamo dispiaciuti di non essere stati coinvolti prima. Di sicuro dobbiamo esserlo adesso. L’Expo può essere fattore di sviluppo per il nostro territorio, ma sottolineiamo con forza una cosa: nessuno pensi che per un’altra volta i rhodensi si caricheranno da soli del peso e degli oneri di un’opera che va a beneficio di tutta l’area metropolitana. Questa volta i patti si devono fare prima” (Repubblica, 29/10/06).

Roberto Zucchetti (attuale sindaco di Rho): “Il rischio che le decisioni milanesi possano passare sopra le nostre teste? Potrebbe esserci come no, è importante capire come sarà scritta la legge speciale sull’Expo […]. Non si deve ripetere quel che è successo per la Fiera: all’interno del recinto i tempi sono stati rispettati, all’esterno no. Stiamo ancora aspettando che si chiudano i lavori di viabilità” (Repubblica, 03/04/08).

(16)  Gli accordi firmati con il Comune di Milano prevedono di mettere in rete le strutture ricettive, di proporre eventi collegati al tema dell’alimentazione e in generale di coniugare l’offerta turistica delle diverse città con l’Expo 2015.

(17)  I risultati di una ricerca condotta dalla Camera di Commercio di Milano sulle aspettative delle imprese rispetto all’Expo hanno previsto un incremento medio del fatturato del 10%, pari a circa 44 miliardi di euro. Le aree produttive che verranno più valorizzate sono: l’agroalimentare (produzione, trasformazione, confezionamento e stoccaggio) la ristorazione e l’alberghiero, le costruzioni e le infrastrutture, il commercio, il trasporto, la ricerca scientifica e applicata, le biotecnologie, le tecnologie di protezione ambientale.

(18)  vd. nota 81 di p. 95.

(19)  Carlo Sangalli (Presidente della Camera di Commercio): “Alcune ricadute saranno quasi immediate, altre più visibili nel medio termine ed altre ancora apprezzabili soprattutto nel lungo periodo. Penso allo sviluppo delle infrastrutture, sia quelle direttamente legate all’Expo che quelle a servizio più generale della collettività, che se avrà inizialmente effetti diretti su settori quali l’edilizia o i trasporti, resterà negli anni come il patrimonio del territorio. Inoltre nel periodo dell’esposizione l’intero comparto del turismo, tra alberghi, ristoranti e commercio, ne beneficerà […]. Accanto a questi numeri importanti non va dimenticata l’immagine che Milano avrà saputo presentare al mondo non solo come città d’affari, innovazione e tecnologia, ma anche come luogo di arte, cultura e rispetto della natura. Ciò non potrà che avere ricadute positive anche dopo il termine dell’Esposizione” (DNews, 26/03/08).

(20)  Diana Bracco (presidente di Assolombarda): “Milano merita l’assegnazione dell’Expo. Dobbiamo impegnarci tutti per raggiungere questo obiettivo che rappresenterebbe un’opportunità per l’intero sistema Paese” (Il Sole 24 ore, 26/09/06).

(21)  Diana Bracco: “[L’Expo] significa infrastrutture che arrivano a tempo record, un’occasione straordinaria per recuperare competitività. E poi un rilancio del turismo in grande stile, grazie ai 21 milioni di visitatoti previsti. Uno stimolo per continuare a mettere in rete le nostre eccellenze. In un bacino territoriale che va ben oltre Milano per coinvolgere tutto il Nord del Paese […]. Vincere l’Expo vuol dire mettere Milano e le sue imprese al centro dell’attenzione internazionale” (Il Corriere della Sera, 28/03/08).

 

immagini:

Figura a; figura b

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