A Kyoto, visitando templi buddisti e shintoisti — Lombardi nel Mondo

A Kyoto, visitando templi buddisti e shintoisti

La testimonianza di Gerolamo Fazzini sulla piacevole e interessante giornata di turismo cultural-religioso a Kyoto, antica capitale del Giappone e centro di riferimento importantissimo, nel Paese, per shintoismo e buddhismo

Cari navigatori, piacevole e interessante giornata di turismo cultural-religioso a Kyoto, antica capitale del Giappone e centro di riferimento importantissimo, nel Paese, per shintoismo e buddhismo. Abbiamo raggiunto la città col famoso Shinkansen, il treno ad alta velocità (è chiamato anche “treno proiettile”), una specie di Frecciarossa che qui funziona, spaccando il minuto, dal lontano 1964 (anno delle Olimpiadi di Tokyo), non da pochi mesi come da noi…

Kyoto l’antica – che paradosso! – ci accoglie con una stazione che non ha eguali (almeno per quelle che ho visto sin qui, anche nei miei viaggi) quanto a modernità, arditezza e originalità della costruzione e pure, a suo modo, bellezza estetica. Ho scattato una valanga di foto perché, per me, una cosa del genere va studiata nei libri sull’ architettura del XXI secolo.

A guidarmi nella visita è p. Mario Bianchin, missionario del Pime esperto delle due religioni citate: anni fa (dopo aver conseguito un Master in comunicazioni sociali a Los Angeles, dai gesuiti) ha pure prodotto un apprezzato video sulla preghiera nelle religioni. Visitiamo il Tempio Ryoanji, scintoista e il Tempio Tenryu-ji, buddista (quest’ultimo fa parte del Patrimonio universale dell’ umanità). Facciamo tappa anche in un altro tempio minore e al bellissimo Tempio Kinkakuji, dove si può ammirare il Padiglione dorato che si specchia nel lago, circondato da un parco stupendo. Dopo gli ultimi due giorni uggiosi a Tokyo (in precedenza mi aveva accolto un caldo umido), finalmente il tempo torna bello: caldo, ma non troppo, cielo azzurro… Insomma, l’ideale per scattare foto a queste meraviglie della religiosità giapponese.

La visita ai templi mi ha fatto molto pensare. Certe nostre chiese, con opere d’arte uniche al mondo, non hanno nulla da invidiare e tuttavia bisogna ammettere che in posti come questi si respira un senso di infinito e di Mistero che noi abbiamo un po’ perso. Non mi sto arrendendo alla sindrome “orientale”, no. Semplicemente constato un “debito” con altre culture e religioni. Non mi avventuro in disquisizioni teologiche su religioni che conosco relativamente e che, peraltro, in Giappone hanno connotati del tutto particolari.

A beneficio dei miei lettori, ricordo solo che lo shintoismo è il tessuto cultural-religioso che fa da trama nemmeno tanto sotterranea alla società giapponese in quanto tale. Al cuore dello shintoismo c’è la percezione del divino nella contemplazione del mistero della natura. Per questa ragione, i templi shintoisti sono immersi in un verde curatissimo. Anche i templi buddisti hanno una splendida cornice naturale (piante, rocce, sassolini…), ma nel giardino Zen classico l’acqua – ad esempio – non c’è ed è “sostituita” da ghiaia “pettinata” a forma di onde… Curioso: il nome “Shinto” – mi è stato fatto notare – significa, più o meno, “il cammino del Divino”, mentre le altre religioni hanno tutte il significato di “insegnamento di…” (Gesù nel caso del cristianesimo e via dicendo): questo la dice lunga sulla radice religiosa profonda di un popolo che solo apparentemente è consumista, ateo e impenetrabile al “senso religioso”.

Domani visiteremo Nara, a circa 60 km da qui e completeremo la visita di Kyoto dopodomani, quindi mi sposterò a Osaka, dove sarò ospite dei missionari saveriani (che ringrazio pubblicamente fin d’ora per la gentilezza).

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Siccome ieri ero meno stanco di altre sere precedenti, ho pensato di regalarvi qualche piccola curiosità raccolta in questi primi giorni.

VISTO CON I MIEI OCCHI

    A Kyoto: un ragazzo pedala in bici e intanto legge un libro.

    A Kyoto: diverse signore in bicicletta sotto un ombrello anti- tintarella tenuto fisso con un congegno ad hoc sul manubrio (cosa non si fa per restare bianche…)

    Sempre a Kyoto, nella stazione modernissima: in cima a una serie di rampe e di scale mobili, a un’altezza di non meno di 10-15 piani una spettacolare “Happy Terrace” con giardinetto modello scintoista, bambù (vero), erba, panchine… Bellissimo!

SENTITO CON LE MIE ORECCHIE

    Un giovane missionario del Pime racconta: “Una mattina arrivo a scuola e un compagno entra, bianco in volto: era sul marciapiede quando un giovane s’è buttato sotto il treno uccidendosi. Finita la lezione, mi fermo a discutere con la prof. e le riferisco il mio stupore e angoscia per quanto accaduto. Che tragedia, dico. La risposta: sì, effettivamente è proprio una tragedia: pensa quanto dovranno pagare i suoi familiari come indennizzo alla compagnia ferroviaria, visto che quella è una delle linee più care…”. No comment.

    Tre sere fa andiamo a cena con un monaco buddista, che siamo andati a incontrare presso il suo tempio in campagna a nord di Tokyo, a oltre due ore e mezzo di treno. Finita l’intervista andiamo a cena in una trattoria di sushi. Un posto molto ruspante, dove servono il sushi su un bancone di legno che viene pulito dopo ogni portata e si prendono i bocconi direttamente da lì (non dal piatto)… La titolare, forse perché non aveva mai visto due stranieri insieme lì dentro, ci scatta una foto, avvisandoci: la metto sul mio blog. Le chiedo l’indirizzo, ma non riesce a darmelo perché “Internet è bloccato” (tutto il mondo è paese…). Di lì a mezz’ora ce la vediamo ricomparire in stazione, mentre aspettiamo il treno: ha scritto l’Url su un foglio e me lo mette in mano scusandosi. “Arigato!” (grazie), le dico – è l’unica parola che so! – e, intanto mi domando quanti milioni di chilometri separano l’ Italia dal Giappone.

Gerolamo Fazzini

http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=2809

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