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INDONESIA, il grande privilegio delle Mentawai – Parte IV — Lombardi nel Mondo

INDONESIA, il grande privilegio delle Mentawai – Parte IV

Continua l’avventura di Ferruccio Brambilla presso la popolazione Mentawai. L’ambientamento procede bene, gli indigeni mostrano tutta la loro ospitalità. C’è anche l’opportunità di un viaggio notturno nella giungla per assistere a una cerimonia religiosa e incontrare il capo stregone Aman Lau Lau.

Mentre sto annotando questi appunti ci sono cinque o sei bambini che mi osservano da vicino perchè non capiscono cosa io stia facendo né chi sono…però sorridono e ridono sempre. La più bella ragazza della tribù mi fa dono di un ramo di frutti rossi e spinosi “rambutan” non senza mostrarmi come si mangiano, li apre con le mani, succhia la polpa sputando il grosso nocciolo, dapprima aspri poi più dolci, buoni! Nel tardo pomeriggio questo è un rito per gli stregoni, è come il the delle 5, i frutti vengono donati da fanciulle che arrivano da altre tribù confinanti, puntuali, sempre in pace e con una dolcezza assolutamente naturale. Poi il “sago”, come il pane per noi, è l’unica risorsa sulla quale queste popolazioni possono sempre contare, è ricavato dai tronchi di legno custoditi a bagno nel fiume e legati alle piante della riva affinché non prendano il largo. Sempre gli Stregoni mi fanno tirare una botta del loro tabacco, terribile tabacco che abbiamo portato noi, me lo ha fatto comprare Pio al mercato, proprio per “placare” possibili altre richieste più difficili da esaudire da parte degli stregoni. E’ anche la miglior merce di scambio se si vuole ottenere qualcosa tipo assistere alle cerimonie “esclusive”, anche se con Pio non ci sarebbe stato bisogno.

Stasera è stata un’altra occasione per distribuire molto tabacco, Barnabas con due stregoni della nostra tribù mi accompagna ad assistere ad una cerimonia per scacciare gli spiriti del male, in una “uma” della tribù confinante, dopo che due giorni fa è morto di polmonite un bambino di due anni. Avventuroso viaggio a piedi di notte, guadando il fiume in più occasioni. Di notte è nero anche perché non c’è la benché minima luce, indispensabile per me non perdere di vista lo stregone che guida la marcia perché solo lui conosce i punti dove guadare. Ho sempre immaginato questi fiumi della jungla, pieni di insidie, di notte poi…se mi avessero detto che un giorno mi ci sarei trovato dentro, non ci avrei mai creduto. Le uniche insidie (le uniche che ho incontrato per fortuna) sono state il fondo scivoloso di fanghiglia e le rocce appuntite che segnano le caviglie. Sulla strada abbiamo incrociato un cinghiale selvatico e nero, ci ha fatto compagnia per un po’, poi si è fermato per i suoi bisogni quasi ad indicarci la sua considerazione nei nostri confronti e se n’è andato da dove è venuto.

In quella uma abitano 5 famiglie. Candele accese, acre e fortissimo odore di tabacco e non solo, del quale fanno uso tutti e tutte. I componenti delle 5 famiglie hanno i denti limati ad arte fin quasi alla gengiva, il colore è marrone scuro. Gli stregoni tatuati dalla testa ai piedi. Grossi campanacci vengono suonati con colpi a volte stonati e l’accompagnamento è rappresentato dai bonghi stretti e lunghissimi ben suonati, come da bravi percussionisti che preannunciano l’arrivo degli stregoni, con una incessante coltre di fumo spinto nel centro del salone, con delle pelli sapientemente agitate. Barnabas ha voluto farmi una foto con lo stregone Aman Lau Lau, il più potente dell’arcipelago Mentawaiano. Che onore!!! Sono poi cominciate di soprassalto le danze tribali. Tutti gli sciamani, stregoni e guaritori, armati di un enorme ciuffo di foglie di banano e praticando antichi riti ad un ritmo sempre più incalzante fino a diventare frenetico, corrono in cerchio e così agitando le foglie scacciano gli spiriti del male, responsabili della morte del bambino. Poco dopo Aman Lau Lau si è avvicinato a me e, facendosi capire con uno stentato inglese mi chiede chi sono da dove vengo e cosa faccio lì… e mi proibisce di scattare foto. Abbiamo fatto così l’alba per poi scegliere dove dormire, l’alternativa al duro legno della uma è la tenera erba della foresta, con i rischi annessi. Opto per il duro legno al quale farò poi l’abitudine, con l’immancabile zanzariera.

 

(fine IV Parte – continua)

 

Ferruccio Brambilla

Milano tel +39 348 8279 062

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