EXPO 2015, dall’hardware al software — Lombardi nel Mondo

EXPO 2015, dall’hardware al software

Formigoni spiega l’EXPO. Ampia relazione del Presidente della Regione Lombardia sull’Expo di Milano del 2015, storia del progetto, avanzamento dei lavori, prospettive.

Vorrei articolare la mia relazione in due parti: la prima per ripercorrere rapidamente quanto accaduto in questi ultimi intensissimi mesi, la seconda per allargare lo sguardo e l’orizzonte sull’immediato futuro.


I PARTE: COS’ È SUCCESSO IN QUESTI MES
I


IL BIE APPROVA IL PROGETTO
Il BIE ha approvato in via definitiva (Assemblea del 14/06/2011) e poi confermato con calorosi apprezzamenti (Assemblea del 23/11/2011 e Assemblea del 12/06/2012) il progetto dell’Expo di Milano presentato nel Dossier di Registrazione e sviluppato in questi mesi.
Questo fatto testimonia la bontà del lavoro che si sta facendo e documenta in modo oggettivo (e a dispetto di molte ricostruzioni improntate a toni pessimisti) che, giocando di squadra in modo compatto e coordinato, sono sempre state trovate le soluzioni più adeguate e condivise e, nonostante alcuni inevitabili aggiustamenti in corso d’opera, tutte le scadenze più importanti sono state puntualmente rispettate.


LA COSTITUZIONE DI AREXPO
Per risolvere la questione dell’acquisizione della disponibilità delle aree è stata scelta la strada più trasparente e adeguata a garantire l’interesse pubblico: il 1/06/2011 è stata costituita una società veicolo, la Newco “Arexpo”, allo scopo di acquisire le aree dai soggetti privati e pubblici che ne sono proprietari e di metterle a disposizione della società Expo 2015 attraverso la costituzione di un diritto di superficie.
La costituzione della società, nella forma della società per azioni a partecipazione pubblica, è stata promossa da Regione Lombardia, d’intesa con Provincia di Milano, Comune di Milano, Comune di Rho e Fondazione Fiera Milano, e proprio in questi ultimi giorni è stato deliberato l’aumento di capitale (dai 2 Milioni di euro iniziali) a 92 Milioni di euro mediante versamenti in denaro e conferimento delle aree.

Inoltre è stato ufficializzato l’ingresso dei nuovi soci in Arexpo secondo queste quote: Regione Lombardia 34,67%, Comune di Milano 34,67%, Fondazione Fiera Milano 27,66%, Provincia di Milano 2%, Comune di Rho 1%.
Entro fine luglio si prevede di completare l’acquisizione delle aree dai soci e dagli altri proprietari e di formalizzare il contratto di costituzione del diritto di superficie a favore di Expo 2015 SpA.
La Newco avrà il compito di curare, insieme con la società Expo 2015, il processo e gli interventi di trasformazione dell’area, per assicurare la valorizzazione e la riqualificazione del sito anche dopo l’Esposizione; in particolare si occuperà del coordinamento dello sviluppo del piano urbanistico delle aree del sito espositivo della fase post Expo (il Programma Integrato d’Intervento da sviluppare secondo il mix funzionale definito dalla variante urbanistica approvata con l’Accordo di Programma sottoscritto il 14 luglio 2011).
Questo ruolo, insieme alle garanzie sulla congruità del prezzo di cessione delle aree ottenute attraverso la perizia dell’Agenzia del Territorio e il parere della Corte dei Conti, confermano come la Newco, in coerenza con il mandato ricevuto dal Consiglio Regionale, sia la soluzione che assicura la migliore tutela dell’interesse pubblico complessivo e la massima trasparenza, lasciando nella mano pubblica lo sviluppo urbano e infrastrutturale di un asset così importante.


L’ACCORDO DI PROGRAMMA EXPO
Il 14/07/2011 Regione Lombardia, Comune di Milano Comune di Rho, Provincia di Milano, Poste Italiane, Expo 2015 e AREXPO hanno sottoscritto l’Accordo di Programma, validando il documento finalizzato a consentire la realizzazione dell’Expo con la definizione della disciplina urbanistica e la riqualificazione dell’area dopo l’evento per l’insediamento di funzioni pubbliche e private.
L’Accordo prevede che, nel dopo Expo, almeno il 56% della superficie totale (in territorio di Milano) sia destinata a parco (450 mila metri quadrati), e che sia realizzato un bellissimo quartiere costruito secondo i criteri moderni di mix abitativo (servizi di interesse pubblico o generale e destinazioni tipiche del tessuto urbano come edilizia convenzionata/agevolata); e per evitare qualsiasi forma di speculazione edilizia sono stati fissati paletti molto precisi, e in particolare l’indice massimo di edificabilità è stato stabilito nella misura dello 0,52 mq/mq (sull’intero progetto).


LA NUOVA GOVERNANCE
Un altro passaggio decisivo accaduto in questi mesi è stata la ridefinizione della governance dell’evento Expo, avvenuta con il DPCM del 5 agosto 2011.
Con tale decreto sono infatti stato nominato dal Governo Commissario Generale dell’Expo assumendo alcuni compiti di grande responsabilità quali:
– rappresentare il Governo italiano nei confronti del BIE e di tutti gli Stati che parteciperanno all’evento;
– gestire i rapporti diplomatici-istituzionali con i vertici dei Paesi espositori ed essere il referente dei Commissari Generali dei Paesi partecipanti;
– coordinare tutte le attività relative alla preparazione e all’organizzazione della manifestazione, con un potere di indirizzo e controllo generale sui contenuti e temi, per garantire la coerenza dell’evento;
– convocare, d’intesa con il Commissario Straordinario, e presiedere la Commissione di Coordinamento per le attività connesse all’Expo Milano 2015 (COEM).

È stato nominato anche come Commissario Straordinario Giuliano Pisapia, sindaco di Milano: ha il compito di vigilare sull’esecuzione delle opere necessarie all’Expo esercitando poteri d’impulso e, se necessario, poteri sostitutivi straordinari in caso di necessità e urgenza.
La Società Expo 2015 Spa rimane il soggetto attuatore, che ha il compito di realizzare il sito espositivo e alcune delle opere essenziali, organizzare l’evento e gestire il rapporto operativo con i partecipanti traducendo in opera gli indirizzi strategici dei due Commissari.
Oltre ai due Commissari e alla società Expo 2015 Spa sono poi stati fin dall’origine (L. 133/2008 e DPCM 22/10/2008) previsti altri due luoghi istituzionali di regia e coordinamento: il Tavolo Lombardia, responsabile del coordinamento degli interventi regionali e sovraregionali, e la Commissione di Coordinamento per le attività connesse all’Expo Milano 2015 (COEM), quale momento più alto di condivisione dell’intero progetto Expo Milano 2015 con il Governo Nazionale.


COEM: RELAZIONI CON IL GOVERNO NAZIONALE
La COEM, composta dal Presidente del Consiglio, dai Ministri, da Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Milano, è la sede di condivisione e di regia di tutte le iniziative assunte per la realizzazione di Expo Milano 2015.
A questo proposito vorrei sottolineare un fatto di grande rilevanza: in data 9 marzo si è svolta la seduta della Commissione, che ha visto la presenza, attiva e interessata (l’incontro è durato più di tre ore) del Presidente del Consiglio Monti e di quasi tutti i ministri del Governo.
Il Presidente Monti ha espresso un giudizio ampiamente positivo rispetto al progetto Expo nel suo complesso, considerato un evento di rilevanza nazionale che potrà portare ricadute positive per tutto il paese, ed ha garantito il proprio sostegno e confermato tutti gli stanziamenti e gli impegni presi dai governi precedenti per la realizzazione dell’evento e delle infrastrutture necessarie per il suo pieno successo.

E proprio a sottolineare l’impegno del Governo sul fronte Expo, qualche settimana fa è stata con costituita (con DPCM del 21/06/2012) una Cabina di Regia su Expo 2015, formata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Peluffo, dal Ministero dell’Economia Grilli, dal Sottosegretario agli Affari Esteri Dassù e dal ViceMinistro per la Infrastrutture Ciaccia, con la quale stiamo già operando in stretto raccordo.

Anche in virtù di questo appoggio sempre confermato del Governo, sono proseguiti in questi mesi, secondo ritmi puntuali e in accordo con i cronoprogrammi stabiliti, sia i lavori relativi al sito espositivo, sia le opere infrastrutturali.


IL SITO ESPOSITIVO: AVANZAMENTO DEL PROGETTO
I lavori per la realizzazione del sito espositivo, del valore complessivo di 1,45 miliardi di euro, sono ufficialmente iniziati il 28 ottobre 2011.
Sono stati già avviati investimenti molto rilevanti e in particolare:
– aggiudicazione dei lavori per la risoluzione delle interferenze sul sito espositivo per un valore di 59 Milioni di euro (in data 20/10/2011);
– proprio ieri è stata aggiudicata la gara per la realizzazione della c.d. Piastra, cioè l’urbanizzazione di base del sito (reti di impianti, strade, verde, ecc) per un valore di 165 Milioni di euro + IVA.

Il progetto del Masterplan inizia perciò a prendere concretamente forma in tutta la sua bellezza senza alcun ridimensionamento, ma semplicemente con una ridefinizione più attenta delle priorità: rispetto al primo progetto presentato, la società Expo ha infatti operato in un’ottica di contenimento dei costi e delle spese, allo scopo di adattarlo al meglio, senza però modificarne la struttura originaria e l’integrità e creatività complessiva.

Per questa ragione l’Assemblea dei Soci del 25/11/2011 ha approvato la proposta dal Cda di operare una riduzione del budget originariamente previsto da 1,75 Miliardi di euro a 1,45 Miliardi di euro, così ottenuti:
– contenimento generale di costi / spese e risparmi generati da maggiori efficienze (-20 Milioni di euro su impianti tecnologici o sulla pavimentazione);
– cancellazione della realizzazione del Villaggio Expo (- 69 Milioni di euro);
– ridefinizione degli interventi e riduzione dei costi per le c.d. Opere di Connessione al Sito espositivo (progetto “Vie di Terra” – 90 Milioni di euro; progetto “Vie d’Acqua” – 115 Milioni di euro).


TAVOLO LOMBARDIA: LE OPERE INFRASTRUTTURALI
In parallelo all’avanzamento dei lavori sul sito espositivo, è proseguito il grandissimo lavoro sulle opere infrastrutturali del Tavolo istituzionale per il governo complessivo degli interventi regionali e sovraregionali (Tavolo Lombardia).
Elemento essenziale per la riuscita di Expo 2015 è infatti la realizzazione del disegno di potenziamento e modernizzazione della rete infrastrutturale viaria e ferroviaria di accessibilità all’area, con interventi di portata strategica non solo per la il territorio lombardo ma per tutto il Paese.
Le opere di accessibilità al Sito espositivo sono state suddivise in 3 gruppi: essenziali, connesse, necessarie; in totale si tratta di 11 opere essenziali, 12 opere connesse e 24 ulteriori opere necessarie.
Le opere “essenziali” riguardano la mobilità e l’accessibilità diretta al Sito.
Le opere “connesse” sono quelle ritenute indispensabili affinché l’area del Sito sia collegata alla rete infrastrutturale esistente o affinché le infrastrutture, già a servizio del comparto, siano potenziate per adeguarsi ai volumi di affluenza previsti.
Le opere “necessarie”, infine, rappresentano interventi necessari affinché la mobilità nell’area del Sito espositivo e dell’ambito territoriale contiguo sia garantita secondo livelli di accettabilità, in considerazione delle condizioni di mobilità già presenti.

Nell’ultima seduta del Tavolo Lombardia del 23 aprile 2012  (e nel successivo Sottotavolo Infrastrutture del 15 maggio), abbiamo fatto il punto sulle circa 50 opere in atto, che hanno un valore complessivo di circa 25 miliardi di euro.
Anche in questa occasione posso confermare che i progetti e i cantieri stanno procedendo nel rispetto dei tempi di avanzamento previsti e che continueremo a garantire il massimo impegno affinché siano ultimate in tempo per l’avvio della manifestazione.


TRE DATI OGGETTIVI
Tutto quanto ho sinteticamente raccontato finora descrive uno scenario che, considerando la complessità di un evento così impegnativo come l’Expo, ritengo ampiamente positivo.
In chiusura di questa prima parte della mia relazione, a conferma di questo mio giudizio vorrei portare alla vostra attenzione tre dati oggettivi.

1) A oggi hanno aderito all’Expo di Milano 91 Partecipanti Ufficiali, tra cui le Nazioni Unite e paesi come Cina, India, Giappone, Russia, Iran, Arabia Saudita, Turchia, Egitto, Argentina, Francia, Germania ed abbiamo ricevuto importanti conferme di interesse da Stati Uniti e Brasile (a seguito degli incontri avuti nelle recenti missioni istituzionali).
Si tratta di un dato molto rilevante sia per la qualità dei paesi aderenti, sia per il fatto che il numero complessivo è davvero molto alto considerando che mancano ancora 3 anni all’evento.

2) L’operazione Expo 2015 raccoglie un consenso istituzionale molto forte e convinto anche in tutto il nostro territorio nazionale.
Sono infatti molti (in totale oltre 80) i Protocolli istituzionali sottoscritti in questi anni sul tema di Expo 2015, che vedono coinvolti tutti i livelli di governo (ministeri, regioni, province, comuni) e in particolare gli enti locali lombardi, ma anche molti altri soggetti (dalle Università alle rappresentanze come ConfAgricoltura o FederAlimentare).
In questo senso voglio ricordare che proprio qualche giorno fa ho sottoscritto un Protocollo d’Intesa su Expo 2015 con il Presidente Cota della Regione Piemonte, che si va ad aggiungere a quelli già sottoscritti nel 2009 dalla Regione Lombardia con la regione Veneto e con la regione Emilia Romagna.
Anche questo dato oggettivo conferma l’intenzione e la volontà da parte delle nostre istituzioni di “esserci” e di essere protagonisti di questa grande impresa.

3) Il terzo dato significativo che vorrei sottolineare è che ad oggi la società Expo 2015 Spa ha sottoscritto quattro importanti contratti con global service partner (Telecom, Cisco, Accenture, ENEL), ognuno dei quali prevede investimenti (cash e in kind) molto rilevanti intorno ai 40 milioni di euro; ed è prossima la chiusura di altri accordi di partnership in particolare in settori chiave (come mobilità sostenibile, soluzioni banking and payment, Cyber Expo, Food and nutrition, Smart operation and security Systems, edutainement e terminali).
Questo fatto testimonia il grande interesse del mondo imprenditoriale verso Expo 2015, che è visto e considerato come un’eccezionale occasione di business; le imprese perciò potranno fare da traino all’intero sistema economico come attori e partner sia in fase di preparazione all’evento, sia durante la manifestazione: Expo Milano 2015 è un’opportunità unica per mostrare la propria leadership e le proprie soluzioni innovative ponendole all’attenzione di istituzioni, governi e consumatori su un palcoscenico mondiale.


II PARTE: UNO SGUARDO AL FUTURO


IL TEMA: UN APPROCCIO UMANISTICO
Dopo questa ampia panoramica, nella seconda parte del mio intervento vorrei affrontare un tema, forse fino ad oggi un po’ sottovalutato ma che però ritengo essere il più importante: sto parlando dello sviluppo e dell’approfondimento dei contenuti dell’Expo Milano 2015, così mirabilmente condensati e sintetizzati nello splendido titolo della manifestazione “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
Poste le basi per la piena realizzazione dell’evento, cioè l’hardware, siamo ora nelle condizioni di passare allo sviluppo del software.

L’Expo che vogliamo costruire è infatti un evento fortemente ancorato al tema, cioè il rapporto tra il cibo e la vita dell’uomo, un tema fortemente trasversale che coinvolge molte dimensioni dell’agire umano: food, agricoltura, sicurezza alimentare, acqua, energia, green economy, ambiente, mobilità, sostenibilità, ricerca e innovazione.
La nostra ambizione è quella di affrontare in modo nuovo e autorevole alcune delle grandi e decisive sfide del mondo contemporaneo, che sempre di più orientano le agende politiche a tutti i livelli di governo.
Expo Milano 2015 vuole porsi come una pietra miliare nel dibattito planetario su quelli che sono stati indicati come i problemi dell’umanità del Terzo Millennio, cioè cibo e sostenibilità, sviscerando le parole chiave del titolo “Nutrire il pianeta. Energia per la Vita”: alimentazione, energia, pianeta, vita.
In particolare, nel contesto globale del mondo di oggi, emerge la necessità di passare da un’idea di sviluppo concepito in termini meramente economici ad un’idea di sviluppo che sia integralmente umano, ovvero centrato sulla responsabilità e sulla dignità della persona. Solo partendo da un approccio fiducioso verso le possibilità dell’umanità di affrontare e risolvere le grandi sfide che ha di fronte si potrà sviluppare una posizione responsabile, aperta e determinata nel perseguire il bene di tutti.
Questa è il messaggio di speranza che intendiamo lanciare al mondo!

Nella loro storia di oltre 150 anni, le Esposizioni Universali sono sempre state eventi fortemente istituzionali, centrati sulla partecipazione dei governi, ma, al tempo stesso, momenti di divulgazione marcatamente popolare: non è un caso che il primo articolo della Convenzione Internazionale che regola le Esposizioni citi come primo scopo da perseguire quello educativo.

Coerentemente con queste caratteristiche, vogliamo che Expo Milano 2015 sia un momento di incontro tra governi e politiche e, contemporaneamente, un incontro di popoli e cittadini: questo sarà il tratto distintivo del nostro approccio, che vogliamo sia partecipato, inclusivo, pragmatico e creativo.


IL TEMA E LE SUE DECLINAZIONI
Il punto di partenza della nostra riflessione è la vera, grande sfida per il mondo di oggi: garantire ad ogni persona sulla terra l’accesso ad un cibo sufficiente e adeguato e allo stesso tempo sano e sicuro, come peraltro previsto negli Obiettivi del Millennio (Millennium Goals) delle Nazione Unite, che proprio nel 2015 vedranno un momento di verifica.
Il più grande scandalo del nostro tempo è la presenza nel mondo di 925 milioni di persone (dato FAO 2011) che soffrono la fame e contemporaneamente, in un terribile paradosso, di 500 milioni di individui che sono ammalati di obesità a causa di regimi alimentari scorretti (dato Organizzazione Mondiale Sanità 2011).
Quali sono dunque le declinazioni che vogliamo approfondire partendo nell’analisi di un tema così vasto?
Provo a ricordare le principali in maniera sintetica.


Sicurezza alimentare e sostenibilità
Garantire cibo sano, sicuro e sufficiente a tutti è, come dicevo pocanzi, la più sfida importante, a cui sono strettamente legate le questioni relative al rapporto tra sfruttamento delle risorse e sostenibilità e il tema fondamentale dell’acqua, come risorsa sempre più limitata.


Accessibilità
Accanto a queste sono altrettanto importanti le tematiche legate all’accessibilità del cibo e alla sua produzione e conservazione, il delicato tema degli OGM, il ruolo dei sistemi economici, finanziari, e rispettivi sistemi politici e delle regole dei mercati (problema della speculazione e della volatilità dei prezzi alimentari).


Cibo, energia e vita
Altro fronte di straordinaria attualità è il rapporto tra cibo, energia e vita: ad esempio il tema dell’uso delle biomasse focalizza l’attenzione proprio sulla collaborazione tra l’agricoltura e la produzione di energia.


Le dimensioni sociali
Accanto a questi temi di carattere più economico o tecnico – scientifico, vogliamo però fortemente porre l’accento sulle dimensioni sociali connesse al tema dell’alimentazione.
Sto pensando alle tematiche connesse alla salute, al lavoro, alla giustizia sociale, alla sviluppo di modelli di welfare, alle pari opportunità, al volontariato e alla solidarietà, alla cooperazione allo sviluppo, tutti temi su cui anche come Regione Lombardia possiamo mettere in campo esempi di politiche ed esperienze di assoluta eccellenza e da proporre al mondo come best practices.


Cultura alimentare
E nel contesto dell’Expo non possiamo dimenticare anche aspetti di carattere più culturale: dall’istruzione e dall’educazione alimentare all’alimentazione come dimensione che caratterizza le tradizioni e le identità, la festa e il divertimento, la convivialità e l’ospitalità, fino ad arrivare al cibo come nutrimento della mente sotto forma di arte (pensate, a partire dall’ultima Cena di Leonardo, alle mille opere d’arte aventi come oggetto il cibo).


Cibo e pace
Infine un accenno anche al tema cibo e pace: il cibo, esempio di una globalizzazione iniziata già da molti secoli, come elemento fondamentale nella risoluzione dei conflitti e come occasione di integrazione e dialogo.


ALCUNE PROPOSTE CONCRETE
Accanto a queste riflessioni però abbiamo già individuato anche alcune prime proposte concrete su cui avviare il dibattito.


Un codice etico per combattere lo spreco
Lo spreco alimentare è certamente un problema di forte rilevanza.
Per questa ragione vogliamo mettere in campo un grande progetto che miri a ridurre lo spreco attraverso l’informazione e l’educazione dei consumatori, che individui alcune politiche comuni per gli operatori coinvolti nel settore della distribuzione alimentare e che sostenga con ancora più efficacia le associazioni attive nel recupero degli alimenti per i bisognosi.


Misure Anti-speculative

Anche la volatilità dei prezzi alimentari è un grave rischio per la parte più debole della popolazione: per questo vogliamo lavorare per stimolare l’attenzione dei governi su questo fronte e per attuare in modo efficace la regolamentazione del mercato dei prodotti alimentari.


Cibo e Fragilità
Abbiamo intenzione di sviluppare alcune iniziative specifiche e progetti di alta qualità sul tema dell’alimentazione per categorie particolari: bambini da 0 a 2 anni, anziani, disabili.


L’investimento in educazione alimentare
Infine l’educazione alimentare, come prevenzione di patologie legate alla malnutrizione ed insieme come consapevolezza dell’identità espressa dalla tradizione.
Abbiamo avviato un lavoro con il Ministero dell’Istruzione per l’adozione di uno specifico curriculum sull’educazione alimentare per gli studenti della scuola dell’obbligo, e siamo convinti che l’adozione di questi percorsi formativi e moduli nei programmi scolastici possa consolidarsi anche come un modello da offrire all’attenzione di tutti i paesi partecipanti.


IL DOCUMENTO STRATEGICO
A conclusione di questa ricognizione sull’impostazione e sullo sviluppo dei temi connessi all’Expo, vi informo che è ormai ultimata la predisposizione di un “Documento Strategico”, che intende essere il punto di partenza per affrontare in modo complessivo e sistematico le tematiche di cui vi ho adesso rapidamente accennato.
Siamo consapevoli della grandezza di queste sfide, ma vogliamo lavorare per raggiungere qualche impegno o obiettivo concreto: per questo il documento sarà lo strumento per aprire o approfondire un dialogo con i Governi dei paesi aderenti e per avviare un dibattito pubblico che vogliamo arrivi a coinvolgere chiunque abbia un proprio contributo interessante da portare.


RELAZIONI INTERNAZIONALI E MISSIONI
Da numerosi confronti avuti a livello internazionale, ed anche nel dialogo personale con alcuni Commissari Generali dei paesi aderenti, abbiamo avuto significative conferme del grande interesse per le tematiche oggetto della nostra Esposizione che, insieme al fascino dell’Italia così come percepita in tutto il mondo, costituiscono certamente il nostro principale asset di attrazione.

In raccordo con il Ministero degli Affari Esteri e la rete diplomatica italiana, stiamo perciò operando per sviluppare una trama sempre crescente di relazioni internazionali e per coinvolgere la comunità internazionale, secondo forme e modalità diverse, in un grande lavoro comune sui temi di Expo Milano 2015.
Non è perciò un caso che negli ultimi mesi siamo intervenuti in occasioni ed eventi di rilevanza mondiale, nei quali la nostra presenza si è fortemente connotata proprio per la connessione con i temi oggetto dell’Esposizione.
In particolare (solo ricordando i più recenti):
– il 15 maggio siamo intervenuti alla Fiera Agritech, svoltasi in Israele, che è considerata la più importante manifestazione internazionale sul tema della sicurezza alimentare e della sostenibilità ambientale;
– il 18 e 19 maggio u.s. ho svolto una missione negli USA, dove in veste di Commissario Generale ho partecipato, nell’ambito dei lavori del G8, al Simposio sull’Agricoltura e la Sicurezza alimentare aperto dall’intervento del Presidente Obama e organizzato dal Segretario di Stato Hillary Clinton (che in un colloquio privato mi ha ribadito l’interesse degli Stati Uniti a partecipare ad Expo Milano 2015);
– il 13 giugno a Bruxelles, a seguito dell’incontro avuto nel mese di marzo col il Presidente Barroso, si è svolta una presentazione di Expo Milano 2015 ai Direttori Generali della Commissione Europea, nel quale, oltre alla presenza fisica all’Esposizione, sono state messe a tema alcune linee d’azione comuni da sviluppare insieme all’Unione Europea, che ha trovato nei temi di Expo una forte sintonia con le politiche che sta mettendo in atto nell’agenda Europa 2020;
– il 19 giugno, in veste di Commissario Generale e insieme al Ministro dell’Ambiente Clini (capo della Delegazione del Governo Italiano), sono intervenuto in Brasile alla grande Conferenza dell’ONU Rio + 20 sullo Sviluppo Sostenibile;
– nei primi giorni di agosto sarò presente a Yeosu per la chiusura dell’Esposizione coreana sugli Oceani attualmente in corso, intervenendo per il passaggio del testimone insieme al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon;
– in generale si sta consolidando un dialogo continuo con i Commissari Generali dei paesi aderenti, perché la mia intenzione è quella di lavorare per garantire, anche nel sito espositivo, una sintonia e coerenza anche nei padiglioni che verranno realizzati dai paesi aderenti.


LO SVILUPPO DEL TEMA NEL SITO ESPOSITIVO
In generale anche lo sviluppo del sito espositivo sta seguendo un percorso fortemente orientato a valorizzare a 360 gradi il tema dell’Esposizione.
Il progetto prevede infatti alcune realizzazioni molto originali nell’ambito delle Esposizioni Universali: sto pensando ai Padiglioni Tematici e ai c.d. Cluster.
I Padiglioni tematici, a partire dal c.d. Padiglione Zero (la porta principale d’ingresso al sito espositivo) sono dei manufatti realizzati dall’organizzatore per raccontare alcune sfumature del tema (il cibo del futuro, il cibo e la sostenibilità, il cibo e l’arte solo per fare alcuni esempi) in un modo didattico e divulgativo ma anche affascinante e accattivante: per questa ragione abbiamo affidato la loro realizzazione a personaggi di alto profilo e di straordinaria creatività (Rampello, Celant, Carlo Ratti).

E insieme ai padiglioni tematici un grande sforzo si sta facendo anche per realizzare i c.d. Cluster, nel quale potranno trovare ospitalità i paesi più piccoli o quelli in via di sviluppo.
Contrariamente a quanto accade nelle Esposizioni Universali, dove questi paesi (che per volontà del BIE devono essere accolti e sostenuti economicamente dall’organizzatore) vengono abitualmente raggruppati secondo logiche puramente geografiche, nella nostra Esposizione abbiamo deciso di metterli insieme secondo un altro criterio, anche in questo caso fortemente connesso con il tema.
La scelta è stata quella di orientare la partecipazione secondo alcuni elementi connessi al cibo (riso, cacao, caffè, spezie) o a situazioni geoclimatiche (zone aride, bio-mediterraneo), così da valorizzare in modo più efficace e creativo la
loro partecipazione.

IL POST EXPO
Oltre al grande lascito immateriale, alla legacy in termini di contenuti e politiche da consegnare alle future generazioni, l’Expo potrà lasciare anche una eredità materiale al nostro territorio.
L’obiettivo a cui lavorare per il post Expo è quello di realizzare un progetto di altissimo valore e qualità, per lasciare a questo nuovo pezzo della città di Milano un quartiere all’avanguardia, che consenta a quel luogo di vivere anche dopo la conclusione della manifestazione, diventando così un punto di riferimento vivo per tutto il territorio.
Tra le varie ipotesi che sono state messe sul tappeto, fatte salve le competenze sul post Expo che rientrano nella mission di Arexpo, ritengo particolarmente interessante la realizzazione della Cittadella della Giustizia.

Si tratta di un progetto già studiato in passato e poi arenatosi, la cui realizzazione darebbe grande prestigio all’area e che, specie in tempi di spending review, potrebbe rivelarsi particolarmente adatto anche per poter utilizzare nel modo più opportuno le risorse già investite.

 

EXPO 2015, UN’OCCASIONE PER TUTTI
Concludo con un’ultima importante sottolineatura.
Sono convinto che il “Fuori Expo” e l’adeguata preparazione del nostro territorio, sia in termini di servizi che come potenziale di attrattività per i visitatori, costituiscano elementi fondamentali per la piena riuscita dell’evento Expo.
Per questa ragione ho voluto rilanciare un lavoro su alcune tematiche che ritengo strategiche e prioritarie: nell’ambito del Tavolo Lombardia, luogo istituzionale individuato dalla legge nazionale per svolgere un ruolo “alto” di regia, indirizzo e coordinamento, sono stati avviati alcuni Tavoli tematici nei quali tutti i soggetti interessati possano partecipare in modo costruttivo e sinergico.

Si tratta in particolare, otre al sottotavolo sulle infrastrutture che continua ad operare secondo le modalità già consolidate in questi anni, di tre ambiti di intervento:
1) Servizi essenziali (sanità, sicurezza, servizi pubblici locali e ambiente);
2) Attrattività del territorio (turismo, cultura, ricettività);
3) Condivisione dei sistemi delle informazioni (open data).

In particolare sul fronte dell’attrattività occorre lavorare per orientare in modo coordinato e unitario le politiche e gli interventi di tutti i soggetti coinvolti (dagli enti pubblici al sistema delle imprese), in particolare negli ambiti della cultura, del turismo, dell’enogastronomia e della ricettività.
In questo filone si inseriscono, solo per fare qualche esempio, le azioni per:
– valorizzare e promuovere la nostra offerta culturale, artistica, paesaggistica, enogastronomica a livello nazionale ed internazionale;
– valorizzare alcuni progetti di carattere regionale (ad esempio il sistema dei  Navigli) e alcune iniziative di particolare impatto e visibilità espresse dai territori;
– realizzare alcuni grandi eventi unici (mostre, spettacoli, grandi eventi sportivi);
– promuovere e qualificare l’offerta sul fronte della ricettività, potenziando sistemi ricettivi, anche temporanei, per target differenziati di visitatori (su questo tema il ruolo centrale è ricoperto dalla CCIAA Milano dal sistema Camerale).
– realizzare specifiche attività di formazione mirate alla qualificazione degli operatori dei servizi per i cittadini e i visitatori (ristorazione, ricettività, mobilità).

L’Expo che vogliamo realizzare è perciò anche un evento intelligente, creativo e anche divertente, e per questa ragione continueremo a lavorare per valorizzare il protagonismo e le energie di tutte le forze più attive della società civile (così come feci già fin dal 2009 con gli Stati Generali dell’Expo).
Concludo perciò invitando tutto il Consiglio regionale, che è espressione delle diverse province della Lombardia, a lavorare insieme su questi temi e a diventare la cassa di risonanza del nostro impegno comune perché l’Expo possa diventare davvero un’occasione di crescita e di sviluppo per i nostri territori.

Palazzo Pirelli, Milano 17/07/2012

Fonte: www.formigoni.it

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