EXPO, parte dei fondi spostati sull’Abruzzo — Lombardi nel Mondo

EXPO, parte dei fondi spostati sull’Abruzzo

Polemiche sulla possibilità di ridimensionare la manifestazione.

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MILANO – Una parte dei soldi destinati alle infrastrutture per l’Expo sarà spostato e usato per il terremoto dell’Abruzzo: Roberto Castelli, il vice ministro alle Infrastrutture, lo ha precisato ieri sera in una nota alla stampa. Castelli ha spiegato che venerdì scorso alla riunione della segreteria tecnica del Tavolo Lombardia ha detto «chiaramente agli astanti che parte dei fondi destinati al programma infrastrutturale approvato dal Cipe del 6 dicembre 2008 è stata dirottata per la ricostruzione del post terremoto». Visto che già a dicembre il sottosegretario Giacomo Caliendo aveva detto alla Camera che per l’Expo mancava il 25% dei fondi, secondo il Pd, «i tagli erano previsti prima del terremoto». «È ora fondamentale – ha sottolineato il democratico Emanuele Fiano – che il governo faccia sapere quali opere dovranno essere cancellate o ridotte». E il parlamentare Vinicio Peluffo ha aggiunto che «la guerriglia interna al centro destra e il metodo Moratti-Stanca-Berlusconi fanno perdere a Milano la sfida dell’Expo». Castelli li liquida come «i soliti disfattisti della sinistra». «Il fatto che ritenere che nemmeno un evento calamitoso come il terremoto possa portarci a rivedere i piani di investimento del Paese per dare la prorità ai cittadini che soffrono – ha osservato – si commenta da sé». Il ministro ha detto di ribadire «che la stragrande maggioranza delle opere è finanziata e garantita». Da parte sua il sindaco di Milano Letizia Moratti si è detta ieri «certa» del fatto che si troveranno le risorse per l’Expo del 2015, nonostante i dubbi espressi ieri dal vice ministro alle Infrastrutture che ha parlato di possibile ridimensionamento dell’evento per dare la priorità alla ricostruzione in Abruzzo. «Sono certa che ai tavoli istituzionali si troveranno tutte le soluzioni che possano continuare a dare lo slancio che Expo ha – ha affermato il sindaco – e che Expo può dare al Paese».

Per Formigoni «non è necessario alcun ridimensionamento delle opere per l’Expo, certo dobbiamo stare attenti a non sprecare neppure un euro ma le opere sono partite». «Il Tavolo Lombardia, come ha ammesso anche il vice ministro funziona bene – ha spiegato – È stato costituito con un decreto del presidente del consiglio e confermato in legge finanziaria e procede grazie al coinvolgimento di molti ministeri». «Il tavolo Lombardia – ha aggiunto Formigoni – sta rispettando il cronoprogramma. Le infrastrutture sono definite e alcuni cantieri sono partiti: la Bre.Be.Mi partirà a luglio e la Pedemontana a dicembre». Il presidente lombardo ha quindi precisato che le 17 opere connesse sono tutte finanziate: «Non vuol dire che abbiamo tutti i soldi in banca ma che i finanziamenti sono spalmati fino al 2015». Sulla dichiarazione di Castelli ha ribadito: «Se le parole del vice ministro hanno suscitato qualche apprensione, voglio tranquillizzare: non è necessario alcun ridimensionamento».

IL Corriere Canadese, 14 maggio 2009

 

Ernesto R Milani

 

Ernesto.milani@gmail.com

 

17 maggio 2009

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