Proseguono le assemblee congressuali dei frontalieri — Lombardi nel Mondo

Proseguono le assemblee congressuali dei frontalieri

Nell’ambito della campagna congressuale della Cgil, in preparazione del Congresso nazionale che si terrà a Rimini nella prima settimana di maggio, continuano a svolgersi le assemblee congressuali dei frontalieri.

La scorsa settimana hanno avuto  luogo mercoledì 10 febbraio a Porlezza e venerdì 12 a Bizzarone, entrambe cittadine in provincia di Como, al confine con la Svizzera: i partecipanti  hanno attribuito un consenso unanime al documento congressuale “I diritti e il lavoro oltre la crisi”, il cui primo firmatario è il Segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, votando anche, sempre all’ unanimità , uno specifico emendamento aggiuntivo riguardante il lavoro e i diritti dei frontalieri.

Questa settimana sono in calendario assemblee a San Marino, mercoledì 17, per i frontalieri che si recano ogni giorno a lavorare nella Repubblica del Titano dalle provincie di Rimini e di Pesaro; venerdì 19 a Pontetresa, cittadina della provincia di Varese confinante con il Canton Ticino; sabato 20 a Ventimiglia, cui parteciperanno i frontalieri italiani in Francia e nel Principato di Monaco, provenienti dalla provincia di Imperia.

Giovedì’ 18 è invece in programma a Milano, presso la sede della Uil, un incontro tra i responsabili nazionali dei frontalieri e dei CSIR di CGIL, CISL e UIL per valutare lo stato dei  rapporti tra le organizzazioni sindacali italiane e con quelle dei Paesi confinanti che fanno parte dei Consigli sindacali  interregionali transfrontalieri, nonchè per meglio definire le iniziative nei confronti di Governo e Parlamento, soprattutto circa i problemi fiscali dei frontalieri e quelli legati alla disoccupazione.

Il frontalierato, pur risentendo dell’andamento della congiuntura economica, ha assunto sempre più le caratteristiche di un fenomeno non transitorio, bensì strutturale, per qualità e dimensioni, del mercato del lavoro nelle fasce territoriali di confine. Sono circa 70.000 le lavoratrici ed i lavoratori che ogni giorno si recano a prestare la loro opera in Svizzera (oltre 50.000), Francia, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Austria, Slovenia  e nella Città  del Vaticano.

Occorre porre un freno alla deregolamentazione  e alla precarizzazione dei rapporti di lavoro e promuovere  invece occupazione e sviluppo, attraverso un’ omogeneizzazione dei sistemi previdenziali, assistenziali e fiscali, ricercando uno spazio negoziale e strumenti di concertazione con le istituzioni nazionali ed europee.

L’azione di tutela va condotta ampliando la rete dei servizi che si possono mettere a loro disposizione, potenziando l’attività per l’assistenza su pratiche di pensione, malattia, infortunio, nella convinzione che sia necessario tutelare i loro diritti, ma anche la loro dignità, al pari di quella di tutti gli altri emigrati.

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martedì 28 Gennaio, 2020