Gazprom vs Europa: dallo scontro all’insulto — Lombardi nel Mondo

Gazprom vs Europa: dallo scontro all’insulto

Dopo le accuse di Putin ai Paesi del’Europa Centrale, il Vicepresidente del monopolista russo, Alexandr Medvedev, definisce ladra la Commissione Europea. In risposta, il Primo Ministro della Lituania, Andrijus Kubilijus, invita Mosca a rispettare le regole come gli altri attori della compravendita di gas nel Vecchio Continente

Dalla guerra commerciale alla battaglia verbale spesso il passo è breve. Nella giornata di lunedì, 10 Settembre, è continuato il braccio di ferro tra il monopolista del gas russo, Gazprom, e la Commissione Europea, derivato dalla decisione di Bruxelles di aprire un’inchiesta ufficiale per condotta anti-concorrenziale nel settore energetico continentale da parte di Mosca. A motivare l’inchiesta è stata l’analisi dei contratti firmati da Gazprom con gli enti energetici dei Paesi dell’Europa Centrale, dipendenti per circa l’80% dal gas della Russia. A commento dell’iniziativa, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha ritenuto che l’Unione Europea sia ostaggio di quei Paesi ammessi nell’UE nel 2004, le cui deboli economie avrebbero costretto Bruxelles ad avviare la procedura contro Mosca per ridare smalto alla sua iniziativa politica ed economica. Malgrado la scorretta analisi di Putin – se l’UE è in crisi non è per colpa di Polonia e Lituania, il cui PIL peraltro è in crescita, bensì della situazione monetaria di Grecia, Spagna, Portogallo e Italia – a rincarare la dose ci ha pensato il Vicepresidente di Gazprom, Alexandr Medvedev, che ha accusato la Commissione Europea di furto internazionale. Inoltre, il Vicepresidente del monopolista energetico ha espresso la volontà di incontrare esponenti del Governo UE per affrontare la questione a quattrocchi. “Esiste un detto – ha dichiarato Medvedev durante un’occasione pubblica, come riportato dall’agenzia Interfax – Il cappello sta sulla testa del ladro. Oggi dovrebbe stare su quella della Commissione Europea”. Pronta la risposta della Responsabile della Commissione Europea, Pia Hansen, che allo EUObserver ha risposto di ritenere in regola il lavoro profuso dal governo UE per garantire la concorrenza nel Vecchio Continente. Un invito al rispetto delle regole è stato lanciato dal Primo Ministro della Lituania, Andrijus Kubilijus, che ha evidenziato l’importanza per Gazprom di sottostare nell’Unione Europea ai medesimi regolamenti rispettati dagli enti energetici di altri Paesi, Norvegia in primis. Inoltre, Kubilijus ha evidenziato come risieda anche nell’interesse del monopolista russo il rispetto delle leggi UE, per mantenere un contatto con il suo maggiore cliente basato sulla correttezza e la lealtà. “Il nervosismo esternato dai dirigenti di Gazprom dimostra che la modalità di compravendita del gas in Europa Centrale, dove la Russia ha sempre mantenuto il monopolio, non collima con le regole dell’Unione Europea – ha dichiarato Kubilijus all’agenzia Finance – E’ necessario che la Russia rispetti le regole europee dappertutto, sopratutto in Europa Centrale”.

 

Mosca continua nella sua politica del divide et impera dell’Europa

 

L’appello del Primo Ministro lituano è rimasto nel vuoto, dal momento che Gazprom, nella medesima giornata, ha continuato a percorrere la strada contestata dalla Commissione Europea, mantenendo rapporti privilegiati con le sole compagnie energetiche dell’Europa Occidentale. Come dichiarato sempre da Medvedev, il monopolista russo ha stanziato 1 Miliardo di Euro in favore delle compagnie energetiche di Paesi dell’Europa Occidentale, con le quali la Russia ha concordato un ritocco al ribasso delle tariffe per il gas. Secondo le stime, riportate dall’agenzia PAP, la maggior parte di questa somma sarà devoluta alla compagnia tedesca E.On, similmente a quanto accaduto all’inizio del 2012, quando Gazprom ha erogato 1,9 Milioni al colosso italiano ENI. La Commissione Europea ritiene che la pratica secondo la quale la Russia concede sconti ai soli Paesi dell’Europa Occidentale, in cambio del loro appoggio politico ai disegni energetici di Mosca nel Vecchio Continente, non risponde alle regole della libera concorrenza perché impossibilitano la liberalizzazione del mercato interno del gas. Inoltre, l’atteggiamento del Cremlino contrasta con l’interesse generale di Bruxelles a livello politico.

 

Matteo Cazzulani

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