GelatoWorld (settembre 2012) — Lombardi nel Mondo

GelatoWorld (settembre 2012)

Dal “mondo del gelato”. I gelatieri sono una delle maggiori forze del gusto e dell’impegno economico, sociale e culturale italiano nel mondo. All’interno: Un primo resoconto sulla stagione 2012 (Nord, Centro e Sud Italia); gelati artigianali: in mancanza di regole i tedeschi ci battono; stress da rientro? Pizza Gelato Piscina; prezzi della nocciola 2012
GelatoWorld (settembre 2012)

Eiscafe San Marco – Bochum

GELATO: STAGIONE 2012

 

Anche se le temperature medie dell’estate 2012 probabilmente non riusciranno a superare quelle del 2003 (il mese di luglio si è chiuso con 1,94 gradi in più rispetto alla media), la stagione estiva che sta per chiudersi sarà registrata sicuramente tra le più calde da oltre due secoli. Ciò ha indubbiamente favorito i consumi di gelato, così come quelli di tutti gli alimenti rinfrescanti, dalle bibite alla frutta. Tuttavia per i gelatieri artigiani – con le dovute eccezioni e differenze tra le diverse realtà geografiche – l’annata 2012 sarà ricordata con più ombre che luci. Colpa soprattutto del brutto tempo che ha interessato i primi mesi della primavera e dell’incidenza sui consumi della crisi economica che attanaglia le famiglie degli italiani. Le gelaterie tradizionali, soprattutto nelle città, iniziano anche a patire la concorrenza delle sempre più numerose “catene” che si presentano con un’immagine di artigianalità che nella sostanza però non hanno.

 

“Una stagione senza infamia e senza lode” afferma Loris Molin  Pradel, presidente dei gelatieri di Confartigianato che nelle sue gelaterie di Bolzano non ha sentito più di tanto la crisi anche se il consumo ai tavoli è fortemente diminuito. Quello che premia maggiormente è, in ogni caso, la professionalità e il saper distinguersi con un prodotto di qualità. Ne è convinto anche Giorgio De Pellegrin, esponente dei Maestri della Gelateria Italiana. A Lignano Pineta, dove da anni è un punto di riferimento indiscusso, l’estate è stata tutto sommato soddisfacente, sono però mancati i week end della primavera ed è stato riscontrato un calo dei giovani, soprattutto la sera. Per Filippo Bano, presidente del GAT (Gelatieri Artigiani del Triveneto) la sensazione diffusa tra gli associati è che sarà difficile, salvo rari casi, ripetere i fatturati del 2011. Bano punta poi il dito contro le “catene” che ormai in centro a Padova hanno quasi soppiantato le gelaterie artigianali. Anche se per un bilancio preciso è necessario attendere almeno la fine di settembre, il brutto tempo, che anche in Lombardia ha caratterizzato la primavera, ha sicuramente penalizzato la stagione 2012. “Quello che è perso è perso”, ne è convinto Marco Gennuso, già presidente dei gelatieri di CNA. Le alte temperature di luglio e agosto hanno certamente favorito i consumi, soprattutto quelli da impulso, ma non tanto da recuperare. In Lombardia, poi, la gente era meno abituata ad affrontare periodi di crisi per cui i problemi economici di molte famiglie hanno messo più paura rispetto ad altre aree con evidenti ripercussioni sui consumi non primari. Per quanto riguarda la concorrenza da parte delle “catene” per Marco Gennuso è fondamentale che anche gli artigiani imparino a comunicare i loro punti di forza e le peculiarità legate al territorio che caratterizzano sicuramente ogni gelateria veramente artigianale.

Anche in centro Italia l’andamento si ripete. Martino Liuzzi, consulente del settore ed esperto nutrizionista, dal suo ampio panorama rileva diverse situazioni ed evidenzia come la riviera adriatica abbia risentito anche delle gravi calamità, come il terremoto, che hanno inciso sul turismo. Ma per Liuzzi il discorso va affrontato in termini più ampi, dalla formazione alle attività di marketing, con un punto fermo, la qualità delle materie prime impiegate che, al di là dei diversi disciplinari, rimangono il punto fermo per imporsi sul mercato e combattere la concorrenza sia essa dell’industria o delle “catene”. Martino Liuzzi coglie anche l’occasione per parlare di un nuovo prodotto per la gelateria, lo zucchero cristallino d’uva, in grado di abbassare il potere calorico e, nel contempo, esaltare il gusto del gelato.

Infine uno sguardo al Sud. Nicola Netti, presidente dei gelatieri di Puglia e Basilicata è perentorio: la situazione delle gelaterie in queste zone è difficile e l’estate non ha portato miglioramenti sensibili. Non si vedono più le famiglie in gelateria. Ci sono casi con perdite che raggiungono addirittura il 40%. Grossi problemi soprattutto per le nuove aperture da parte di giovani convinti che nel mondo del gelato la crisi non ci fosse e ora si trovano con i debiti da pagare!  La situazione appare migliore in Campania dove, tuttavia, non sarà sempre possibile mantenere le posizioni del 2011 favorito anche da uno splendido mese di ottobre. Ferdinando Buonocore, presidente di Artglace e del Comitato Italiano, nonché dei gelatieri campani, non dispone ancora di dati complessivi a livello nazionale e si limita ad evidenziare la situazione rilevata nella sua regione dove, come in altre aree, c’è una sensibile differenza tra chi opera in città e chi invece ha la gelateria in località turistiche famose. A Capri, sottolinea Buonocore, la crisi si sente relativamente, il turismo internazionale garantisce continuità ma è fondamentale mantenere una qualità elevata del prodotto che, non va dimenticato, per gli stranieri è uno dei simboli principali del made in Italy.

Al Sud il problema delle catene è meno diffuso. Buonocore è convinto che già ci siano le leggi per tutelare l’artigianalità e che dovrebbero esse applicate. E’inoltre convinto che gli stessi gelatieri si debbano impegnare di più con iniziative tese a “far capire quanto lavoro ci stia dietro a una vaschetta di gelato”. Per quanto riguarda la promozione del gelato, il presidente di ARTGLACE non può fare a meno di ricordare il grande risultato ottenuto con il riconoscimento da parte del Parlamento europeo della “Giornata europea del gelato artigianale” la cui prima edizione è prevista il 24 marzo 2013. “E’ un’occasione di comunicazione eccezionale che dovrà coinvolgere tutto il mondo del gelato artigianale – afferma Ferdinando Buonocore – per questo stiamo mettendo a punto una proposta di programma che andremo a presentare ai primi di ottobre a Longarone (BL) dove saranno invitate tutte le realtà interessate”.

 

 

GELATI ARTIGIANALI: IN MANCANZA DI REGOLE, I TEDESCHI CI BATTONO

 

Nel numero in edicola da giovedì 12 luglio il Salvagente ha analizzato dodici gelati in vendita nei nostri supermercati. La dicitura “gelato artigianale” non significa che al suo interno non ci siano sostanze industriali. E nel nostro paese (a parte gli aspetti sanitari) non c’è ancora una regolamentazione precisa.

La Germania ci batte. Nonostante l’assenza di una legislazione ben specifica ci sono stati, comunque, tentativi di autoregolamentazione. Ne è un esempio l’Istituto del gelato italiano (Igi), che ha dato alla luce il Codice di autodisciplina Igi per i prodotti della gelateria industriale. Se tuttavia lo paragonassimo alle norme vigenti in Germania, Paese che non ha la nostra tradizione sul fronte dei gelati, ci verrebbe quasi da invidiare i consumatori tedeschi.  Un esempio? La definizione di gelato alla frutta: in Italia “il contenuto in succo o polpa, o della loro miscela, di uno o più frutti non deve essere inferiore al 15%”, la legge tedesca alza la percentuale al 20%. Un’altra differenza sta nella definizione del gelato al latte: per i tedeschi deve avere una percentuale minima pari al 70%, mentre per il codice italiano si fa riferimento solo alle percentuali di grassi del latte (maggiori o uguali al 2,5%) e delle proteine (6% estratto secco sgrassato di latte), ma non viene definito nessun quantitativo minimo.

(12 Luglio 2012)

 

http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2012/07/12/gelati-artigianali-in-mancanza-di-regole-i-tedeschi-ci-battono/

 

 

STRESS DA RIENTRO? PIZZA, GELATO E PISCINA

 

Il pediatra milanese Italo Farnetani non è d’accordo con chi minimizza la difficoltà a riadattarsi alla normale vita di lavoro dopo le vacanze. «Inappetenza, insonnia, nervosismo, affaticamento, mal di testa e mal di pancia – spiega Farnetani – colpiscono 1 milione di under 18 italiani». Soprattutto i bambini, «animali abitudinari: i più piccoli ne risentono a tavola e a letto». Le mamme domanderanno ansiose: che fare? «Nessun problema, tutto si risolve al massimo in cinque giorni». Ma il cibo, come nutrire adeguatamente il piccolo inappetente e costipato? «Con le loro pietanze preferite: pizza, parmigiano, anguria e gelato».

 

www.avvenire.it/Rubriche/Pagine/Quanto Basta

 

 

I PRIMI PREZZI DELLA NOCCIOLA: 200 EURO IL QUINTALE LA PIEMONTE, 170 EURO LA TONDA GENTILE ROMANA

 

 

Cominciano ad arrivare le prime quotazioni della Nocciola Piemonte e i dati di raccolta della Tonda Gentile Romana dal Lazio, precisamente dalla zona della Tuscia in provincia di Viterbo (terza coltivazione per importanza, dopo grano duro e olivo) che ha il primato nazionale per quantitativi prodotti. A Fiera di Castagnole Lanze (Asti) la Tonda e Gentile è stata battuta a 200 euro il quintale, in seguito alle prime proiezioni che stimano in 160mila quintali il raccolto di quest’anno (contro i 7 milioni della Turchia, leader del mercato). Anche nel centro Italia si stanno tirando le somme della stagione, tanto che nel Viterbese i dati sono molto inferiori rispetto alla scorso anno, quando si assistette a una stagione di raccolto eccezionale (si sfiorarono i 450mila quintali, con resa di 470-480 grammi di frutto ogni chilogrammo di nocciole in guscio e il prezzo medio, al netto delle oscillazioni di mercato, si attestò intorno ai 270 euro al quintale), con prezzi elevati per la scarsità di prodotto a livello mondiale. Questi dati, rapportati soprattutto alla produzione monstre della Turchia, spingerà verso il basso il prezzo medio della nocciola che dovrebbe attestarsi intorno ai 170 euro per quintale.

 

http://www.ilgelatierecurioso.com/i-primi-prezzi-della-nocciola-200-euro-il-quintale-la-piemonte-170-euro-la-tonda-gentile-romana/

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