Giacomo Menotti, negoziante a Lima, Perù. — Lombardi nel Mondo

Giacomo Menotti, negoziante a Lima, Perù.

Le lapidi antiche del cimitero di Cadegliano, Varese raccontano silenziose la storia di emigrazione di chi varcò il confine per migliorare la propria situazione esistenziale prima di tutti gli altri.

Il cimitero di Cadegliano si distingue per una serie di imponenti cappelle finemente decorate,  costruite con i proventi degli emigranti che lavorarono in giro per il mondo  molto prima della fine ottocento comune alla maggior parte del resto d’Italia. Favoriti dalla vicinanza con il Canton Ticino, da cui già a partire dagli trenta dell’ottocento erano emigrati diversi gruppi per la California, l’Illinois e i bacini auriferi australiani, molti cadeglianesi ne avevano seguito le orme.

Le testimonianze del loro successo sono il lascito di imponenti ville, che si possono tuttora ammirare sia dalla sede del municipio sia dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, e  che dominano il nucleo storico dell’abitato.

 

Nel tentare di ricostruire alcune fasi dell’emigrazione cadeglianese mi sono soffermato, per ora, sulle lapidi cimiteriali, salvate da certa incuria e affisse sui muri perimetrali.

La prima che ha attirato la mia attenzione recita :

 

GIACOMO MENOTTI NEGOZIANTE

VALICO’ IN CERCA DI FORTUNA L’OCEANO

E DOPO UNA LUNGA DIMORA IN LIMA

AVVIATI E BENEFICATI I NIPOTI

RITORNO’ ALLA PATRIA SUA

RECANDO PARTE DEI TESORI

CHE PER LA SUA ATTIVITA’ AQUISTO

UOMO DABBENE ATTIVO INSTANCABILE

PASSO’ POCHI ANNI IN SENO AI PARENTI

CHE’ LA MORTE SE LO TOLSE 24 APRILE 1872

D’ANNI 64

IL FRATELLO PAOLO

POSE CON MESTO DESIDERIO

 

Giacomo Menotti sembra aver lasciato poche tracce della sua peregrinazione in Perù. 

Di certo appare in una lista di una novantina di prominenti italiani,  pubblicata dal giornale El Comercio di Lima il 1° ottobre 1859, facenti parti di un comitato che aveva contribuito economicamente alla causa di Garibaldi inviandogli una discreta somma attraverso il comitato italiano di Londra.  Garibaldi del resto era stato a Lima tra il 1851 e il 1852, e aveva avuto modo di diffondere il suo credo in seno alla comunità italiana, già molto in vista nel paese.

Menotti non appare, invece, in un elenco di una novantina di nomi di italiani che avevano fatto una sottoscrizione nel 1849 per aiutare la guerra di indipendenza, subito dopo le Cinque Giornate di Milano. Può darsi fosse già in Perù, ma non ancora emergente  nella comunità locale.

In seguito si fece certamente strada nel mondo dei commerci in mezzo alla maggioranza genovese  e ligure che dominava la scena così a Lima come a Buenos Aires, e in molti altri porti del mondo.

La lapide cita i suoi nipoti rimasti in Perù, di cui però non si conosce il cognome.

Menotti era scapolo.

Morì il 24 aprile 1872 munito dei conforti religiosi e della benedizione papale.

La Grande migrazione non era ancora cominciata, ma le sconosciute avanguardie dell’Alto Varesotto si erano già arditamente spinte lontano, per spianare la strada alle generazioni future.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

10 agosto 2011

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