Lettera da Gighessa, Etiopia — Lombardi nel Mondo

Lettera da Gighessa, Etiopia

Don Matteo Pinotti ci fornisce uno straordinario spaccato della vita di questa missione a 250 chilometri da Addis Abeba, da anni sostenuta dai sacerdoti e dai laici della diocesi di Mantova.

Il cuore dei lombardi è grande, grandissimo, immenso. E missionari cattolici lombardi si trovano ai cinque angoli del mondo, in prima fila contro povertà, fame, sosttosviluppo e ingiustizia sociale. Con la loro terra natale mantengono una legame fortissimo. Qui ve ne presentiamo un esempio, quello della missione di Gighessa, in terra etiopica, a 250 chilometri dalla capitale Addis Abeba. Si tratta di una missione tutta mantovana, di cui ci fornisce uno straordinario spaccato di vita questa bellissima lettera di don Matteo Pinotti. Naturalmente ogno sostegno è benvenuto, e così in calce alla lettera trovate la mail per chi volesse corrispondere con Gighessa.

Care amiche e cari amici,
il mese di maggio è qui un tempo speciale: la Pasqua è stata il 1° del mese, mentre tra qualche giorno avremo le tanto attese, temute e preparate elezioni politico-aministrative. La stagione, grazie a Dio, è stata molto piovosa, favorendo le coltivazioni di patate e anche chi ha anticipato la semina del granoturco per ottenere un raccolto migliore.
Purtroppo, in altre parti di Etiopia, molto lontane da noi (nella zona al confine con la Somalia) questo ha significato alluvioni e migliaia di senza tetto, paradossalmente proprio nelle zone che più soffrono la siccità per tutto il resto dell’anno. Queste informazioni naturalmente anche noi le abbiamo avute attraverso le radio straniere, o attraverso internet (vi raccomando di nuovo il sito www.misna.org).

 Quanto alle elezioni, è comunque un momento importante nella storia di questo paese. Purtroppo come chiesa siamo molto indietro, nella educazione della gente sui temi di giustizia sociale e coscienza politica, e non possiamo certo cominciare a parlarne proprio adesso. La nostra stessa gente non ci capirebbe. Quello che stiamo cercando di fare, è almeno di mostrare che è possibile mantenere una posizione critica, soprattutto nei confronti di chi cerca di porsi al di sopra delle leggi o di sfruttare la paura della gente. Sono piccole cose, ma la gente si è stupita di vedere le nostre suore di Kofale (DONNE, naturalmente!) che tenevano testa ai capi della città rifiutando di permettere l’uso del nostro stadio per un comizio finché non fossero presentati i necessari permessi di legge. Si è stupita di vedere che non abbiamo chiuso la scuola per mandare i ragazzi a sentire un comizio (qui è prassi abituale), dato che non c’era la necessaria richiesta SCRITTA dell’Ufficio scuola.

Piccole cose, dicevo, ma intanto la gente comincia a vedere che si può agire rispettando la legge e le autorità ma nello stesso tempo chiedendo anche alle stesse autorità di rispettare la legge… Ho parlato all’inizio di tenerezza, perché a volte fa sorridere l’ingenuità del sindaco del villaggio che viene a chiederci in prestito la macchina dicendo che non è per fare propaganda elettorale… solo che mentre dice così ha sotto il braccio un fascio di manifesti… e io naturalmente gli rispondo che lo aiuterei volentieri, ma purtroppo la macchina è rotta…
Credo che, comunque vadano le cose sia iniziato qualcosa di nuovo, nella coscienza politica di questo popolo, che speriamo di poter accompagnare come chiesa cattolica, pur nella nostra piccolezza di 0,8 % della popolazione. 

Perché non pensiate però che ci stiamo occupando solo di politica, ecco qualche bella notizia, a didascalia delle foto allegate. Il gruppo di adolescenti e giovani sono quelli che hanno partecipato ad un mini-corso di educazione alla preghiera personale. Sei incontri, il sabato mattina, di un’ora e mezzo circa. Niente di straordinario, direte voi. Solo che gli incontri si svolgevano in un villaggio distante dai principali centri, e lì sono giunti ragazzi che hanno fatto un’ora e mezzo a piedi per arrivare. Non erano moltissimi, come vedete, ma mi sono detto ancora una volta: quanti ragazzi in Italia avrebbero fatto quella strada a piedi, alzandosi presto il sabato mattina, “solo” per partecipare ad un incontro di preghiera?!? Così, il risultato è stato davvero buono: questi ragazzi, non ancora “contaminati” da un’idea di Chiesa che sia soprattutto organizzazione che fornisce aiuti, sono la speranza per il futuro. Ci hanno aiutato negli incontri le suore Missionarie Contemplative di Cuneo, che si ispirano alla spiritualità di Charles de Foucauld. (a proposito, nella nostra biblioteca non abbiamo scritti suoi: se qualcuno vuole spedire qualcosa, anche via mail, va bene; meglio ancora se in originale francese oppure in traduzione inglese che possono leggere anche gli altri preti…)
L’altra foto mostra un momento dei giochi (vecchie memorie di grest e di domeniche in oratorio…) che si sono svolti al termine della giornata del festival dei giovani a Gighessa. Sono arrivati in circa 200, tutti rigorosamente a piedi, ed è stato un momento davvero incoraggiante. Canti, catechesi e messa al mattino, e dopo un po’ di pranzo, giochi a squadre per tutti. Mi è ancora difficile spiegare come si gioca a palla avvelenata o a missile, ma con qualche esempio pratico tutto funziona a meraviglia.

Insomma, avete capito che la nostra attività pastorale cerca di concentrarsi sui giovani, soprattutto sui ragazzi; in questo ci aiuta molto la presenza adesso con noi di due preti giovani locali, capaci quindi di capire più direttamente le esigenze e soprattutto di proporre le cose in termini e con categorie più comprensibili. In queste settimane poi in comunità siamo addirittura in 5, dato che è venuto a trovarci don Gastone Tazzoli; in lui, oltre naturalmente ad un vecchio amico, abbiamo trovato il confronto con un’altra chiesa giovane, quella dell’America Latina, che unisce insieme aspetti simili ma anche un cammino molto diverso da quello della chiesa in Etiopia. Secondo il suo stile silenzioso e calmo, ascolta molto, ma quando interviene ci constringe a rivedere molte cose che sembrano ovvie… una presenza davvero preziosa; se solo parlasse un po’ di amarico… ci faremmo un pensierino… ma no, credo che la sua presenza sia molto più utile per la nostra chiesa di Mantova, dove tra qualche anno spero di tornare anch’io, quando qualcuno dei giovani preti mi darà il cambio qui… sentito bene, lì?!?

La memoria di don Alberto Bonizzi, la morte inaspettata di don Remo, la malattia (e la vecchiaia!) di tanti preti… mi invita alla preghiera, al ringraziamento e insieme al non perdere tempo: le occasioni e gli incontri di ogni giorno sono davvero unici, sono già passati due anni da quando sono qui! Concludo con l’agenzia viaggi Gighessa tour: se durante l’estate qualche giovane o gruppetto ha tempo (e soldi per il viaggio, capisco bene…), spirito di adattamento e voglia di accettare la sfida del confronto con un mondo diverso, volentieri proviamo ad organizzarci, qui. Non garantisco che la macchina sarà disponibile; eventualmente, il viaggio fino a Gighessa lo faremo coi mezzi pubblici: è un buon modo di cominciare…
un abbraccio forte, un ringraziamento a tutti voi e un ricordo nella preghiera
don matteo e tutta Gighessa

mail: gighessa@libero.it

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