L’emigrazione italiana nel Perù — Lombardi nel Mondo

L’emigrazione italiana nel Perù

L’emigrazione italiana nel Perù è stata secondaria rispetto ai grandi flussi dell’ emigrazione italiana. Inizialmente nello Stato sudamericano si radicarono al seguito degli spagnoli pochi italiani

Inizialmente nello Stato sudamericano si radicarono al seguito degli Spagnoli pochi italiani (provenienti quasi sempre dalla Repubblica di Genova) , ma tutti raggiunsero posizioni politico-economiche di primo livello nella società peruviana coloniale.

 

Solo dopo l’ Unità d’Italia si ebbe un’emigrazione di massa, anche se esigua, specialmente dalle campagne impoverite del Veneto e del Meridione italiano.

Attualmente vi sono poche migliaia di Italiani, concentrati nella capitale, ma con una notevole importanza nella società peruana.

 

Comunità italiana

La comunità italiana si caratterizza dall’essere iniziata fin dai tempi della colonia spagnola nel Perù. Concentrati a Lima e dintorni, questi primi italiani (alcune centinaia solamente) provennero maggiormente dall’area di Genova.

Nel 1857 gli Italiani nel Peru erano 3.142 ma nel 1876 raggiunsero un massimo storico di circa 10.000. Successivamente vi fu un loro calo, a conseguenza della guerra tra Cile e Perù.

 

« L’ideologia predominante fra questi emigranti fu il nazionalismo risorgimentale, alimentato dal fatto che molti emigranti liguri erano anche esuli dalla guerra di indipendenza, e non pochi erano profughi. A seguito delle disfatte rivoluzionarie del 1848 arrivarono altri esuli, fra i quali spicca la figura del milanese Antonio Raimondi (1824-1890). Questi arrivò in Perù nel 1850, dopo aver partecipato alle cinque giornate di Milano; cominciò a lavorare alla facoltà di Medicina della Università di Lima e si dedicò per parecchi anni a studiare la geografia, la mineralogia e altre discipline. Percorse tutto il territorio peruviano, tracciò la prima mappa del paese e poi scrisse la sua grande opera sul Perù, in più volumi. Raimondi è considerato il piú grande scienzato italiano all’estero in questo periodo e il più eminente geografo del Perù. Un altro caso di rilievo è quello del medico chiavarese Emanuele Solari (1808-1854) – cugino di Giuseppe Mazzini – che a differenza di Raimondi si dedicò anche alla politica: aprì a Lima una sezione della «Giovane Italia» e fu il principale sostenitore di Giuseppe Garibaldi, quando questi arrivò in Perù nel 1851 durante il suo secondo esilio in America. »

 

Nel Novecento si esaurì l’emigrazione ligure e si ebbe una consistente venuta di veneti e meridionali, specialmente dalla Basilicata. Nel 1910 vi erano solo 6.000 Italiani, concentrati a Lima ed il suo porto El Callao. Dopo la seconda guerra mondiale ci fu una modesta ripresa dell’afflusso di Italiani in Perù, ma in un numero esiguo se paragonato a quello andato in altri Stati Sudamericani (come il Venezuela e l’Argentina).

Gli Italo – peruani erano 3.774 nel 1940, quasi come nel 1850. Essi crebbero a 5.716 nel 1961, e si ridussero ad appena 4.062 nel 1981. Attualmente meno di 3.000 Italiani sono presenti nel Perù, specialmente nella capitale Lima. Quasi tutti sono pensionati. Con i loro diretti discendenti costituiscono una comunità di circa 25.000 Italo – peruani. Grazie ad alcune associazioni si calcola che gli oriundi italiani in Perù siano circa 500 mila.

La comunità italiana ha nel “Colegio Antonio Raimondi” di Lima il suo maggiore centro didattico, specializzato nella diffusione della lingua italiana, e nel giornale Il Messaggero Italo – peruviano il suo migliore informatore.

 

Lo scambio commerciale tra il Peru e Italia

Lo scambio commerciale tra il Peru e Italia nell’anno 2006 arrivò a 989.47 milioni di dollari, essendo la bilancia commerciale a favore del Peru con 533.33 milioni di dollari.

I principali prodotti di esportazione del Peru verso l’Italia sono :

 

– Il 68% del totale degli acquisti italiani sono composti da prodotti tradizionali come argento raffinato, oro, piombo, zinco, stagno, rame e ferro.

– Altri prodotti come il cotone, zucchero e caffè rappresentano il 0.5%.

– I prodotti non tradizionali dove s’includono i tessili, la pesca, prodotti agropecuari, chimici, prodotti siderurgici e metallurgici.

 

Per l’Italia, l’esportazione verso il Peru ha rappresentato una crescita di un 21,06% rispetto al anno 2005 con un valore totale di 228.07 milioni di dollari.

I principali prodotti di esportazione sono composti dai seguenti prodotti:

– Beni di capitale per l’industria, 68,2%

– Parti e accessori di trasporto, 2,9%

– Materiali di costruzione elaborati e semielaborati, con il 2,2%

– I beni di capitale per l’agricoltura un 0,8%

– Materie e prodotti intermediari per l ‘industria, 16,9%

– I beni di consumo a breve termine 6% e di lunga durata 2,2%

L’Italia occupa il sedicesimo posto nel ranking dei paesi importatori in Peru con l’1,49% dell’importazione nazionale.

 

Investimenti italiani in Peru

Nel anno 2006 , gli investimenti italiani hanno rappresentato un monte di 158.9 milioni di dollari e i settori d’investimento sono stati: telecomunicazione, minerale, industria, finanze, energia e commercio in generale. L’Italia occupa il quattordicesimo posto tra i paesi che investono in Peru.

 

 Tratto da sito Associazione dei lucani in Peru

www.lucanidelperu.com

 

Antonella De Bonis

Portale dei Lombardi nel Mondo

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