Gli italiani del Delta — Lombardi nel Mondo

Gli italiani del Delta

Il 29 aprile 2009 all’auditorium San Rocco di Senigallia, Ancona è stato presentato il volume “Italiani del Delta”, la versione italiana del lavoro di Paul V. Canonici curata dalla nipote Marina Calderigi.

La regione del Delta del Mississippi è quell’area attorno al fiume che va da Memphis, Tennessee fino a Vicksburg, Mississippi e che a causa delle alluvione cicliche è diventata terra fertilissima e adatta anche per il clima alla coltivazione del cotone.

Dopo la fine della Guerra civile i proprietari terrieri dovettero far fronte alla scarsità della manodopera a  bassissimo prezzo costituita dagli schiavi afro-americani che, una volta liberi migrarono spesso altrove.

Verso la fine del secolo XIX, quando il ministero di Blanc favoriva l’emigrazione  italiana verso le zone agricole, sia l’ambasciatore italiano a Washington sia il rappresentante governativo dell’ufficio del lavoro di Ellis Island, Alessandro Oldrini congiuntamente al sindaco di Roma Emanuele Ruspoli aderirono ad un progetto di popolamento della piantagione di Sunny Side in Arkansas di proprietà di Austin Corbin, noto uomo d’affari di New York. Nel 1895 e 1896 circa mille marchigiani, emiliani e veneti si cimentarono nella produzione e raccolta del cotone. La vicenda ebbe una fine tragica. Nel 1899 rimasero soltanto alcune famiglie di marchigiani. Le altre se n’erano tornate in Italia o ristabilite altrove.

I produttori di cotone si accorsero però del valore degli italiani e attraverso l’opera di reclutamento di alcuni mercanti di uomini sia in Italia sia in Mississippi e Arkansas convinsero migliaia di persone a trasferirsi nel Delta a coltivare il cotone.  La situazione iniziale fu drammatica ed ampiamente testimoniata dal rapporto dell’avvocatessa americana Mary Grace Winterton Quackenbos richiesto dall’ambasciatore italiano. Denuncia che portò alla chiusura dell’immigrazione italiana nel Delta.

Paul Canonici ripercorre le vicende storiche e quelle più personali dei vari insediamenti dove attraverso varie interviste mette assieme i pezzi del mosaico e ricostruisce la storia di questi migranti italiani. Storia diversa da quella solita, quella che ignora la presenza massiccia in agricoltura, i tagliatori di canna da zucchero della Louisiana ad esempio, e quella delle centinaia di minatori sparsi dappertutto nei centri di estrazione di minerali.

Il libro si sofferma soprattutto sui marchigiani che rimasero con tenacia a coltivare il cotone oppure a intraprendere attività in proprio.

Qua e là però affiorano gli accenni all’emigrazione dalla provincia di Mantova che tra il 1905 e il 1907 vide la partenza di almeno trecento persone in consistenti gruppi familiari per le piantagioni di Robinsonville, Rosedale e Leland, Indianola in Mississippi, convinte a partire con promesse e racconti totalmente fantasiosi. Ne sono la prova le testimonianze raccolte proprio dall’avvocato Mary Grace Winterton Quackenbos  nel suo famoso rapporto, assieme alle lapidi spezzate ed abbandonate dei cimiteri lungo le rive del grande fiume. 

Paul Canonici ha superato l’ottantina, ma continua a raccogliere la documentazione riguardante l’immigrazione italiana. Il tempo, il mutamento urbanistico e l’integrazione nel tessuto americano hanno parzialmente cancellato le tracce più evidenti. Tuttavia la memoria di questa vicenda è talmente grande che non potrà essere dimenticata.

Per quanto concerne la Lombardia, nel paese del blues che ha la culla proprio ad Indianola dove riposa il suo interprete vate  Charlie Patton, la ricerca continua. Per togliere la polvere a tanta migrazione dimenticata.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

18 maggio 2009

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