Artisti italiani per l’EXPO: Gaetano Vari — Lombardi nel Mondo

Artisti italiani per l’EXPO: Gaetano Vari

Continua con il Maestro Gaetano Vari la nostra proposta di grandi artisti italiani che commentano l’EXPO 2015. “Confrontarsi, mettersi a confronto con il meglio che il mondo produce, queste sono le azioni necessarie per uscire dal buio che l’Italia sta attraversando”, l’EXPO può aiutare a riprendere coraggio

Domanda 1) Le sue opere richiamano costantemente alcuni temi mitologici, può spiegarcene i motivi? Cosa simboleggia e soprattutto cosa vuol trasmettere il mito di Icaro, spesso presente nelle sue tele?

 

La mitologia è dentro di me. Il soggetto mitologico è eterno, riflette le emozioni e i turbamenti dell’uomo di ogni epoca. Icaro per me è il senso della vita, la voglia e il desiderio di andare in alto, di osare, di provare, di innamorarsi, di tentare e magari, con coraggio, cadere! Ma in ogni caso provarci! Sono anni che lavoro sul tema di Icaro, come anche ad altri soggetti quali San Giorgio e il drago, ma quello che preferisco è proprio Icaro, intravedo in questo tema una profonda sintesi della sorte umana. A Icaro, inoltre, è intitolata una fortunata raccolta di mie poesie.

 

Domanda 2) Cosa pensa dell’opera del Maestro Hans Hartung, il principale punto di riferimento dell’astrattismo informale europeo del dopoguerra, cui peraltro abbiamo dedicato l’apertura di questa rubrica?

 

L’ho studiato molto in passato, direi da giovane. La sua forza espressiva genera energia. L’energia che l’artista sa far scaturire anche per mezzo delle linee cromatiche mi piace molto, anche se preferisco i colori più forti. Credo che l’opera del Maestro nella panoramica dell’arte susciti ancora una grande forza. Non ho ancora trovato un artista come lui, contraddistinto da una grande forza espressiva, in grado di imprimere grandi linee e segni così incisivi.

 

Domanda 3) Come giudica il nuovo piano di gestione per i beni archeologici di Pompei? Come possono le istituzioni migliorare la conservazione dei siti archeologi nazionali e garantire la loro fruibilità da parte della pubblico?

 

Su Pompei vi sono molte opinioni. Credo che non vi sia una sufficiente pubblicità e che lo Stato non abbia il coraggio di puntare, in modo esaustivo e moderno, sui beni archeologici, ambientali e culturali che rappresentano reali risorse per il nostro Paese. Su molti aspetti siamo indietro, ma ritengo che sulle ricchezze architettoniche, archeologiche ed artistiche dobbiamo avere il coraggio di fare di più.

 

Domanda 4) L’Italia, nella storia, ha sempre promosso gli scambi culturali ed artistici internazionali, ma attualmente la crisi economica sembra ostacolare questo fenomeno. A suo giudizio l’Esposizione mondiale del 2015, cui aderiscono numerosi Paesi, può rappresentare un’occasione di rilancio di questa importante funzione e fungere da traino per il rilancio del settore artistico e culturale italiano? Se si, come?

 

Confrontarsi, mettersi a confronto con il meglio che il mondo produce, queste sono le azioni necessarie per uscire dal buio che l’Italia sta attraversando. L’esposizione mondiale può aiutare, in virtù della partecipazione di tanti Paesi, a riprendere coraggio. Tutto ciò si può fare ripartendo proprio dall’arte. In un tempo triste come quello che stiamo vivendo proprio l’arte, la fantasia, le nuove idee possono spingerci avanti.

 

Domanda 5) Milano, grazie ad Expo 2015 e agli eventi ad essa correlati, potrebbe tornare ad essere un grande centro culturale europeo e un polo di attrazione del turismo culturale, con l’opportunità di promuovere l’importanza dei beni culturali milanesi. Il Protocollo di intesa attraverso il quale si intende promuovere il patrimonio culturale e artistico della città in vista dell’Esposizione Universale del 2015, siglato nel 2010 dal Comune di Milano, rappresenta secondo lei uno strumento idoneo alla valorizzazione delle molteplici realtà culturali della città, come la Grande Brera, il Museo del ‘900, il Cenacolo, la Sala delle Asse al Castello Sforzesco, i siti archeologici della Milano imperiale e le vie d’acqua che attraversano la città?

 

Sì. Milano ha un grande patrimonio storico e artistico che va riscoperto, anche perché non è così maestoso come quello romano o veneziano. Milano è una città europea a tutti gli effetti, da scoprire nella sua interezza, e i beni culturali, se ben presentati, possono rappresentare un vero e grande biglietto da visita non solo a beneficio della città ma anche dell’intera nazione.

 

Infine, cosa pensa dei bandi dedicati ai giovani per favorire le progettualità attinenti le discipline artistiche?


Sono sempre pochi e poco chiari, dovrebbe essere più semplice partecipare e dovrebbero essercene di più. Sono comunque esperienze, possibilità positive per i giovani: la novità viene dai giovani, i giovani vanno ascoltati! Le discipline artistiche, purtroppo, non trovano un grande spazio nella nostra cultura: andrebbero rilanciate, dando anche un maggior peso alla storia dell’arte.

 

 

Nota biografica

Gaetano Vari nasce a Manziana (Roma) nel 1959. Poeta e docente di storia dell’arte, nel 1973 inizia ad intraprendere il suo percorso artistico nella pittura partecipando a diverse esposizioni in Italia e all’estero.

La sua pittura, contraddistinta inizialmente da uno stampo classico e figurativo, si avvicina in un secondo momento all’astrattismo, conquistandosi in breve tempo un importante spazio nell’ambito del movimento informale italiano. Le sue tele si caratterizzano per un’intensa tessitura cromatica, una pittura che rievoca erudite e arcaiche memorie ancestrali, in particolar modo quella degli Etruschi. Nei suoi quadri le dirompenti forme multicolori si racchiudono in labirinti enigmatici e mitologici che catturano le anime degli osservatori e li accompagnano in fantastiche atmosfere e fabulistici sogni dove il colore incanta e magnetizza gli sguardi delle persone.

Durante la sua carriera l’artista si confronta con numerosi pittori con i quali instaura una profonda

amicizia tra cui Gino Righetto, Mario Coppola, Renzo Vespignani, Pericle Fazzini, Alberto Burri e Luce Balla, la figlia di Giacomo Balla. Con Vespignani l’amicizia sarà forte, seguirà da vicino l’evoluzione astratta di Vari. Il catalogo della mostra di Ferrara del 2000, presentato nella Galleria “Il secondo rinascimento”, è un esempio di lavoro curato dai due.

L’artista diventa il protagonista indiscusso di numerose e prestigiose mostre tra le quali ricordiamo: quella organizzata nel 1979 nell’incantevole Palazzo Grassi a Venezia e quella allestita nel 1989 nella Galleria La Spirale di Roma, dove riscuote un grandissimo apprezzamento da parte della critica con uno studio sull’aquila reale. La città di Milano lo celebra nel 1999 con una mostra personale organizzata nella Galleria Modigliani che suscita un notevole interesse e gradimento da parte di pubblico e critica. L’artista intraprende subito dopo un lungo rapporto con la Galleria lo Spazio Visivo di Roma e con il critico Anselmetti che seguirà a lungo la sua pittura. Nello scenario internazionale alcune importanti rassegne collettive che lo vedono partecipe sono quelle svolte a Berlino nel 2007, a Barcellona nel 2010 e a Parigi in occasione di “Colori d’Italia” nella Galleria Espace Arsinoe.

Attualmente l’artista organizza e presiede le giurie di prestigiosi corsi di pittura nazionali ed internazionali, mansioni che porta avanti da diversi anni e, dal 1993, è Presidente di “Il Mascherino”, Associazione culturale dedita a sostenere e promuove progetti socio culturali di livello regionale destinati alla valorizzazione delle tradizioni e la tutela del patrimonio storico e artistico laziale, attività svolta in collaborazione con la Provincia di Roma e l’Università La Sapienza di Roma. Le sue opere sono esposte permanentemente a Manziana, nell’atelier dell’artista e presso la Galleria d’arte “Il Mascherino”, a Viterbo presso la sede della Mercedes, a Tricase in provincia di Lecce, collezione Pina Scarcella. Sei importanti opere del maestro Vari sono attualmente in mostra nella Galleria “ Il Collezionista” di Roma.

A cura di Christian Flammia

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