Brasile, “approdo” per la nautica italiana — Lombardi nel Mondo

Brasile, “approdo” per la nautica italiana

Nuova importante collaborazione per il settore della nautica italiana. Dopo l’intesa recentemente siglata con lo Stato di Santa Catarina, l’UCINA-Unione Italiana dei Cantieri e delle Industrie Nautiche, ha infatti firmato un accordo con l’omologa ACOBAR-Associazione brasiliana dei costruttori di barche e affini.

Siglato a San Paolo un protocollo d’intesa tra UCINA e l’omologa ACOBAR. Obiettivo: la promozione di poli della nautica in Brasile e la collaborazione tra le rispettive imprese.

Nuova importante collaborazione per il settore della nautica italiana. Dopo l’intesa recentemente siglata con lo Stato di Santa Catarina, l’UCINA-Unione Italiana dei Cantieri e delle Industrie Nautiche, ha infatti firmato un accordo con l’omologa ACOBAR-Associazione brasiliana dei costruttori di barche e affini. L’accordo – che fa seguito al crescente interesse manifestato da parte degli operatori della nautica italiana nei confronti del mercato brasiliano – è stato sottoscritto a San Paolo, in occasione della missione del Sistema Italia in Brasile svoltasi alla fine di maggio, sotto l’egida dei Ministeri dello Sviluppo Economico dei due Paesi.

Obiettivo: la realizzazione di un tavolo a livello federale finalizzato alla promozione di poli della nautica in Brasile, alla collaborazione tra imprese nautiche italiane e brasiliane, allo scambio di tecnologia e alla formazione delle risorse umane necessarie a sostenere lo sviluppo di questo settore industriale.

L’intesa mira a superare le complessità burocratiche tipiche del Brasile e le forti imposizioni fiscali legate all’importazione di prodotti finiti in quel Paese. Come infatti ha spiegato Emanuele Spadaro, export manager di UCINA-Confindustria Nautica, “il settore presenta dei dazi doganali molto forti, che raggiungono anche l’86% del valore del bene. Ma c’è anche una grande volontà di collaborazione”.

In sostanza, se i dazi sono una scelta politica difficilmente aggirabile, il Tavolo tecnico avrà il compito di stabilire regole trasparenti per determinare la “brasi l iani tà” di imbarcazioni e yacht. “Spesso – conclude Spadaro – se lo scafo è costruito in Italia, il motore è tedesco ma il brand è carioca, diventa difficile capire a quali barriere doganali andrà incontro”.

PER LE IMPRESE ITALIANE DELLA NAUTICA, UNA “PORTA” APERTA IN BRASILE.

Grazie alla costituzione di un polo produttivo locale che si avvale di know how Made in Italy, ma anche di un tavolo di lavoro permanente per lo sviluppo, le imprese italiane del settore possono puntare a crescere sul grande mercato brasiliano.

Del resto, come ricorda Andrea Razeto, Consigliere di UCINA-Confindustria Nautica, che ha preso parte alla Missione, “già oggi il mercato brasiliano rappresenta il quarto destinatario delle nostre esportazioni, con quasi il 15% del valore complessivo, e l’incremento della ricchezza media registrata nel Paese sta sicuramente contribuendo ad accelerare l’interesse per il diportismo – di cui stanno beneficiando anche le aziende nautiche italiane. I nostri prodotti vengono apprezzati per la loro eccellenza, per la loro capacità di racchiudere in sé il meglio del saper fare italiano, dal design all’arredamento, dal tessile alla tecnologia”.

A parere di Razeto, “il Brasile costituisce per l’Italia un mercato di grande rilevanza soprattutto in virtù del fatto che il Paese già possiede, rispetto ad altri che si sono recentemente affacciati alla nautica, il gusto per il diportismo. In più, i Brasiliani sono particolarmente attratti dall’Italian lifestyle, decisamente allettante per un popolo che ama il bello e apprezza i valori di una cultura del tempo libero. Anche attraverso questa missione, l’UCINA ha cercato di cogliere al meglio questa interessante opportunità, promuovendo la leadership italiana nella nautica e la capacità imprenditoriale delle proprie aziende. Caratteristiche che, grazie all’impegno dell’Associazione, hanno trovato nel Salone Nautico Internazionale di Genova, che UCINA organizza da oltre 50 anni, uno strumento capace di interpretare e accompagnare negli anni l’evoluzione dell’industria nautica italiana ed internazionale”.

A questo riguardo, va ricordato il memorandum d’intesa firmato il 28 aprile 2011 a Rio de Janeiro, in occasione del Rio Boat Show, tra la delegazione italiana (Ministero dello Sviluppo Economico e UCINA-Confindustria Nautica) e il Governo dello Stato di Amazonas, per la promozione dello sviluppo di un segmento nautico-navale italiano nel Polo Navale della zona franca di Manaus.

 

Fonte – Mare Nostrum – tratto dal sito Italplanet

 

Inviato da Marco Stella, Rio de Janeiro

Portale dei Lombardi nel Mondo

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