La Francia divisa sullo shale — Lombardi nel Mondo

La Francia divisa sullo shale

Il Presidente francese, Francois Hollande, contrario ai lavori per lo sfruttamento di gas non convenzionale, sostenuto da una parte consistente del governo socialista, tra cui l’imprenditore Louis Gallos. In Polonia, i colossi ConocoPhilips e Chevron investono nello scisto nel più capiente bacino europeo

L’indecisione francese e la determinazione polacca sono gli approcci che caratterizzano la ricerca dello shale gas in Europa. Nella giornata di venerdì, 19 Ottobre, il Presidente francese, Francois Hollande, ha dichiarato la sua contrarietà al rapporto dell’imprenditore Louis Gallois, incaricato di guidare la politica degli investimenti del governo socialista transalpino.

Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, Gallois, ex top manager della compagnia EADS e della ferroviaria SNCF – note per la produzione rispettivamente dell’Airbus e del treno veloce TGV – ha sostenuto ufficialmente la necessita per Parigi di sfruttare i giacimenti nazionali di gas shale.

Noto anche come gas di scisto, lo shale e un tipo di oro blu ubicato in rocce porose di alta profondità, la cui estrazione richiede tecniche sofisticate ad oggi adoperate solo negli Stati Uniti d’America: unico Paese estrattore ed esportatore di oro blu non convenzionale.

Secondo rilevazioni delle principali compagnie specializzate statunitensi, la Francia possiede il secondo giacimento dopo la Polonia in termini di quantità di gas shale in Europa.

Tuttavia, lo scorso Settembre il Presidente Hollande ha messo in mora lo sfruttamento dello shale, de facto provocando una frattura interna al governo socialista con la fazione favorevole all’avvio dello sfruttamento di oro blu non convenzionale che fa capo a Gallois.

Due colossi USA per lo shale in Polonia

Chi invece ha le idee chiare e la Polonia, che ha avviato la ricerca di gas shale nel proprio territorio concedendo diritti a un pool di compagnie nazionali, tra cui il colosso del gas PGNiG, ed alcuni enti stranieri.

Come riportato dal Wall Street Journal, nel progetto sono entrati anche i due colossi USA ConocoPhilips e Chevron CVX. La seconda delle due major americane ha affittato un quartiere generale a Varsavia, mentre la prima ha trasferito in Polonia l’esperto di gas shale Dan Robinson.

La partecipazione dei due enti americani – leader nella compravendita del greggio – nei lavori per lo shale polacco e una risposta alla decisione della ExxonMobil, un’altra major americana che, dopo i primi tentativi poco incoraggianti, ha deciso di abbandonare la Polonia e i piani sullo shale.

Matteo Cazzulani

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