La FIAT 600: icona del “boom economico” anche in Argentina — Lombardi nel Mondo

La FIAT 600: icona del “boom economico” anche in Argentina

Dal 1958 al 1960 l’icona del miracolo italiano, cioè la Fiat 600, venne importata in Argentina; la sfida di un nuovo mercato per l’industria italiana

L’ 11 luglio del 1899 viene costituita la prima industria automobilistica italiana: la Fabbrica Italiana Automobili Torino (FIAT).

La prima produzione di autovetture, datata 1900, avvenne con il modello Fiat 3, senza retromarcia.

Tra il 1915 ed il 1919 la Fiat crea l’azienda Magneti Marelli. Ciò permise l’introduzione di rilevanti modernizzazioni elettroniche ai motori. L’anno dopo nasce lo stabilimento del Lingotto, con cinque piani e la pista di collaudo sul tetto.

Il periodo fascista vede il debutto della Fiat 508 Balilla, presentata nel 1932, che segnerà un nuovo record di produzione con oltre 110.000 unita.

Pochi anni dopo il record verrà sbriciolato con l’apparizione della Fiat 500, più nota come Topolino che raggiungerà i 500.000 esemplari.

Nel giugno 1937 esce sul mercato la Fiat Nuova Balilla 1100, la prima Fiat a fregiarsi del titolo di 1100.

Durante la seconda Guerra Mondiale, Fiat si dedica solamente alla produzione di carri armati, motori marini e aeroplani.

La fine del conflitto mondiale lascia un cumulo di macerie degli impianti industriali e la morte del suo co-fondatore. Sul finire del 1945, lasciano la fabbrica la 500 Topolino, la 1100 e la 1500.

Nel 1948, grazie al Piano Marshall, termina la ricostruzione degli stabilimenti e la FIAT riprende la produzione piena di autovetture.

La fine di tale piano (1951) e lo sviluppo della Guerra di Corea (1950-1953) stimolano ancora di più la crescita dell’industria pesante italiana.

Erano le basi salde del “miracolo economico”, destinato a durare sino allo shock petrolifero del 1973.

Il 1955 vede il pensionamento della 500/Topolino e la presentazione della Fiat 600, primo modello che veramente darà inizio alla motorizzazione di massa degli italiani.

Nel 1956 appare la originalissima derivata Fiat 600 Multipla, la prima “monovolume” italiana.

Anche l’Argentina, dopo la caduta di Peron, trascorre un periodo di certo benessere, accompagnato dalla sostituzione del trasporto ferroviario per quello automobilistico di massa.

Dal 1958 al 1960 l’icona del miracolo italiano, cioè la Fiat 600, venne importata in Argentina.

Poco dopo veniva prodotta dalla locale “Fiat Someca SA” prima stabilita a Caseros (Buenos Aires) e poi a El Palomar (oggi stabilimenti del gruppo PSA).

Inizialmente vennero utilizzati componenti provenienti dall’Italia, in seguito componenti “nazionalizzati” (a cominciare dai motori prodotti a Córdoba).

Il 7 aprile 1960 vede la luce la prima Fiat 600 Argentina, uscita dalla nuovissima fabbrica Fiat locale.

Nel 1962 fu sostituita dalla 600D che nel 1964 ebbe alcune migliorie meccaniche ed estetiche.

Nel 1965, trasformata la società Fiat Someca SA in “Fiat Concord SA”, venne introdotta la 600E, con le porte ad apertura convenzionale. Ricordiamo che prima avevano l’apertura “a controvento”.

Nel 1970, al termine della produzione in Italia, venne avviato il modello 600R con alcune migliorie ed una finta griglia radiatore anteriore.

Nel 1977, infine, venne adottato un motore di 866 cc e 34 CV analogo a quello della Fiat 133. La produzione finirà nel 1982 con una produzione di più di 302.000 esemplari.

Nel 1980 la Fiat Concord è stata fusa nella Sevel Argentina, una joint venture costituita dalla Fiat con il gruppo PSA.

A metà degli anni ’90, prende corpo la decisione di investire in un nuovo stabilimento per la produzione di automobili in Argentina.

I vecchi manager Fiat Auto, al solo sentire il nome «Argentina», rabbrividiscono nel ricordare ancora con preoccupazione le storie dell’avventura argentina di Fiat Auto: volatilità del mercato, corruzione, problemi sociali, sequestri di persona ed in seguito, un fallimento ben presente nella memoria.

Comunque un nuovo schema si mette in moto e in questi giorni che distano tanto da quelli del “miracolo economico” sia dell’Italia sia dell’Argentina appaiono sul mercato la Fiat Qubo, la Bravo, la Siena e la nuova “Cinquecento”.

 

 

Jorge Garrappa Albani – Redazione Portale Lombardi nel Mondo

www.lombardinelmondo.org – jgarrappa@hotmail.com

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