Il mio viaggio americano – Parte Terza — Lombardi nel Mondo

Il mio viaggio americano – Parte Terza

Rosedale è la località dove ai primi del ‘900 Charles Scott aera proprietario di diverse piantagioni di cotone. Era pure venuto in Italia con la commissione degli stati del sud per promuovere l’emigrazione verso quelle regioni. Alle sue dipendenze un gruppo di sermidesi partiti nel 1905.

Fu più attento di altri alle condizioni di lavoro degli italiani, ma in generale fu vita dura e basta.

La farmacista della farmacia di frontiera locale, che prepara ancora medicine in proprio, mi accoglie con curiosità. Ha dei ricordi vaghi, ma fa una serie di telefonate e dopo i consigli della mamma preferisce evitare le disquisizioni sui punti cardinali, poiché continua a piovere e francamente questo benedetto ovest non riesco proprio a capire da che parte si trovi. Il fiume. E chi l’ha visto?  Si butta in macchina e mi guida fino al cimitero della piantagione Scott, dove dovrebbero esserci degli italiani. Dopo infiniti cambi di direzione, i famosi est ovest nord est sudovest,  proprio di fronte a un bosco,  in direzione fiume Mississippi, si scorgono le tombe semiabbandonate.

Querce gigantesche mai potate che accarezzano con i loro rami ancora ricoperti di foglie le lapidi sconnesse ingrigite piene di muschio acqua ormai entrata nelle scarpe fango sabbia ricoperta di erba. Le lapidi dei lombardi sono allineate separate dalle altre:

Mrs Dorina Zavatta Nov 18 1895   May 24 1916  Gone but not forgotten

Baby of Mrs Dorina Zavatta  born May 24 1916  Oct 18 1916

Trattasi probabilmente di Dorina Oltremari sposata Zavatta. Passa davanti agli occhi il dramma della famiglia, forse la primogenita che sopravvive alla morte della madre di parto per poi raggiungerla pochi mesi dopo.

 Il silenzio rotto dalle gocce della pioggia incessante nel cielo cupo che non sa di luce.

Rizieri Pretti nato a Sermide 11 iulio 1874 morto 15 giugno 1917

Maria Pretti nata febbraio 1914 – morta febbraio 1914

Rode Furini 1909-1914

Semplici croci lapidi spoglie muschio che ormai ha quasi divorato  le incisioni sfregate adesso da mano intrepida alla ricerca dei pionieri lombardi coltivatori di cotone.

Rizieri Pretti era partito il 21 luglio 1906 da Genova a bordo della nave “Antonio Lopez” arrivata  New York il 10 agosto 1906.  Il suo gruppo familiare era composto di ben undici persone.

L’erba incolta nasconde le insidie della melma intrisa d’acqua. Ritorno a Rosedale dove mi aspetta Butch Bassie, Executive Vice President della First National Bank.  L’aspetto richiama ancora i tratti italiani nonostante la trasformazione ormai secolare. Di fatto la perdita delle abitudini non ha coinciso con quella d’identificazione. Qui nel Delta gli italiani hanno lottato per essere riconosciuti e non cedono facilmente all’idea di trasformazione ineluttabile. E’ cambiata la situazione economica e sono ormai parte del mondo produttivo, in tutti i settori. Cosa che manca in larghe fasce della comunità afro americana. Non ci sono quasi più italiani a Rosedale. La concentrazione maggiore adesso è a Cleveland, dove si svolge pure un Festival annuale per celebrare la loro presenza. Festival che d’italiano spesso hanno soltanto il nome che secondo gli strateghi del marketing è simbolo di successo sicuro. Anche Butch abita a Cleveland distante una ventina di miglia a est, naturalmente. Gli italiani continuano a coltivare il cotone, ma recentemente hanno inserito anche il riso, oltre alla soia e al granturco.  Mi mostra un libro dell’associazione dei produttori di riso dove emergono diversi nomi italiani come Fioranelli, Bassi. Non sembrano avere alcun rapporto con l’Italia. Almeno per adesso.

Il centro di Rosedale è semi abbandonato, come molti altri del Delta, senza senso. La strada davanti è sempre deserta perché il traffico regolare che da nord va verso sud preferisce, ovviamente, le intestate che fortunatamente non sono soggette a pedaggio. E la benzina nonostante il rincaro di cui tutti si lamentano costa mediamente due dollari e sessantanove centesimi al gallone ovvero un euro e settantanove centesimi al gallone che tradotto significa circa 45 centesimi di euro al litro. E’ vero che le distanze sono grandi, ma a noi sembra un bel viaggiare.

Ecco finalmente Greenville, un tempo centro del commercio del cotone, ora abbastanza decaduta. Non vorrei fermarmi perché mi aspetta il mio amico Paul Canonici a Madison e la strada è lunga, ma non riesco a resistere all’idea di passare da Greenville senza fare un salto in Arkansas e portare così Raffaella a vedere la mitica piantagione di Sunny Side, quella che fece venire in mente ad Austin Corbin l’idea di portare coloni italiani a coltivare il cotone. Progetto iniziato con Alessandro Oldrini dell’ufficio del lavoro di Ellis Island, Emanuele Ruspoli, sindaco di Roma e Saverio Fava, ambasciatore italiano a Washington.  Progetto attuato a partire dal 1895 con l’arrivo dei primi migranti marchigiani, veneti e emiliani e che diede poi il via alla migrazione di migliaia di contadini verso le piantagioni lungo il fiume Mississippi da Memphis fino a Natchez.

Il maestoso metallico lunghissimo ponte che scavalca l’amplissimo fiume ci viene incontro con armonia e tranquillità proprio nel momento in cui sta per cedere il passo a un altro più moderno più adatto ai tempi alle esigenze del futuro.  Un ponte quasi terminato. Un ponte che in Italia.

Appena arrivati in Arkansas si svolta a destra. A destra tra il fiume, adesso sormontato da enormi argini a ricordare le inondazioni del passato, storica quella del 1927  ricordata come da noi quella del Po del 1951, e il lago quasi circolare Chicot, c’è Sunny Side.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

23 novembre 2009

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