Le infinite primarie repubblicane americane — Lombardi nel Mondo

Le infinite primarie repubblicane americane

Le infinite primarie repubblicane americane continuano a non infiammare l’opinione pubblica e nonostante la vittoria nelle elezioni parziali del 3 aprile 2012, la partita non è ancora chiusa.

Le primarie repubblicane svoltesi il 3 aprile 2012 in Maryland, District of Columbia e Wisconsin hanno proiettato Mitt Romney verso elezioni più favorevoli, ma manca ancora il numero magico di 1145 delegati.

I numeri delle ultime votazioni lo vedono vincitore in Maryland con il 49% contro il 29% di Santorum, l’11 di Gingrich e il 10 di Paul, in Wisconsin con il 44% delle preferenze contro il 37% di Santorum, il 6% di Gingrich e l’11 % di Paul mentre nel District of Columbia Romney ha preso il 70% dei voti, Gingrich l’11% e Paul il 12%, in assenza di Santorum. Come già capitato in Virginia, lo staff di Santorum non lo aveva registrato in tempo, fatto grave che la dice lunga sulla sua organizzazione elettorale sia personale sia di partito.

Il conto dei delegati vede Romney in testa con 658 seguito da Santorum con 281, Gingrich con 135 e Paul buon ultimo, ma molto tranquillo con 51.

Adesso che succede? Ci sarà una lunga pausa fino al 24 aprile quando si voterà in Connecticut, Delaware, New York, Pennsylvania e Rhode Island. Sarà un’altra votazione di transito con in palio 231 delegati da assegnare sia con il sistema proporzionale sia con il sistema del “vincitore prende tutto” che cambieranno ben poco, anche se Romney si avvicinerà sempre più almeno a quota 1000.

A quel punto una svolta dovrebbe arrivare dalle elezioni in Texas e California, 115 e 175 delegati da attribuire rispettivamente con sistema proporzionale e “tutto al vincitore”, anche se il Texas sta pensando di passare al sistema del “tutto al vincitore”.

Romney sta lentamente concentrandosi sui temi più cari agli americani dell’economia e della sicurezza nazionale, nonostante l’attenzione sui temi sociali e soprattutto sulla contraccezione e gli ultrasuoni vaginali di Santorum abbiano connotato molto negativamente il partito soprattutto presso le elettrici indipendenti.

Ci si chiede che tipo di classe politica tenti di governare il Paese e molti si domandano se sono davvero all’altezza del compito che vorrebbero espletare. Romney , in particolare, sembra molto ondivago e contradditorio nel persuadere l’assemblea del momento, e molte voci nel partito repubblicano si chiedono se ci sarà davvero una battaglia contro Obama come sembrerebbe dai sondaggi più recenti.

I sondaggi, che danno comunque Santorum favorito in Pennsylvania, lo vedono però soccombere a Obama in un ipotetico faccia a faccia  mentre Romney sembra per il momento il leggero vantaggio.

Nelle settimane a venire osserverò il dipanarsi della matassa.

Sempre il 3 aprile 2012 si sono svolte anche le primarie democratiche e repubblicane per designare i candidati democratici e repubblicani al rinnovato sesto distretto congressuale del Maryland.

Il partito democratico aveva scelto l’astro nascente Robert J. Garagiola, sostenuto pure dal sindacato, che è stato però battuto dall’outsider uomo d’affari John Delaney con il 59% delle preferenze. Un brutto scivolone per Garagiola, che pur con mezzi largamente inferiori a quelli messi in campo da Delaney, con un patrimonio valutato ad almeno 40 milioni di euro, aveva fatto una campagna tradizionale porta a porta e diretta, che sembrava vincente. Delaney ha invece ottenuto il sostegno di Bill Clinton, ha subissato la contea di messaggi elettorali via radio e televisione e, forte del suo record di creatore di posti di lavoro attraverso le sue attività bancarie, si è presentato come l’uomo nuovo, slegato dalle manovre del partito democratico di cui Garagiola è parte integrante. A nulla è valso il lavoro capillare di Garagiola sia tra i membri del partito sia tra i gruppi progressisti, ma anche se la sconfitta è stata dura , Garagiola continuerà la sua attività politica in campo democratico, certamente con maggior successo.

Perché tanto interesse per Robert J. Garagiola?

Robert J. Garagiola è nato il 5 settembre 1972 a Warren, Michigan, figlio di Ken e Margery Garagiola, quasi certamente discendente di uno dei tanti Garagiola emigrati da Inveruno, Milano negli USA a partire dal 1875. Alcuni di loro emigrarono a Genoa, Wisconsin, altri a Detroit, Michigan. Joe Garagiola, l’indimenticabile catcher della squadra di baseball dei Cardinals nacque invece a St. Louis. Gli antenati di Robert J. Sono quindi probabilmente di Detroit (aspetto risposta), traslocati nei sobborghi come Warren dopo la seconda guerra mondiale, quando i quartieri italiani della città si smembrarono.

La sua biografia racconta che nel 1979 la famiglia si trasferì a Indianapolis, Indiana e successivamente nel 1981 vicino a St. Louis, Missouri. Robert seguì poi la famiglia a Oceanside, California e nel 1988 a Cape May County, New Jersey, dove terminò la High School prima di iscriversi alla Rutgers University di New Brunswick, New Jersey e laurearsi  quindi  alla Law School della George Washington University

Dal 1994 Robert J. Garagiola vive a Germantown, Maryland con la moglie e tre figli.

Nel 2002 è stato eletto senatore del Maryland, riletto poi nel 2006. Mantiene diverse cariche all’interno del partito democratico in vari comitati riguardanti la salute pubblica, la scuola, la famiglia e il bilancio. Proveniendo dalla classe media si occupa dei problemi riguardanti il lavoro, la scuola, i reduci e soprattutto la sanità. Proprio i suoi interventi in quest’ultimo settore gli hanno valso l’assegnazione del titolo di Legislatore dell’anno. Continua anche a lavorare per lo studio legale Stein Sperling, che ha uffici a Rockville e Frederick.

La sua rapida carriera si è improvvisamente fermata, ma viste le sue credenziali e il lavoro che continua a svolgere, sono certo che le cose cambieranno.

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

6 aprile 2012

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