Il Prof. Jorge Garrappa alla VI edizione dell’Universitè d’Etè 2009 — Lombardi nel Mondo

Il Prof. Jorge Garrappa alla VI edizione dell’Universitè d’Etè 2009

Jorge Alberto Garrappa Albani è architetto, storico e professore presso l’Universidad Catolica de Santa Fe. Fa anche parte dello staff della Redazione del Portale Giornalistico Lombardi nel Mondo dal 2004. In questa intervista di Marta Carrer ci racconta la sua partecipazione alla VI Edizione dell’Universitè d’Etè svoltasi ad Erba (Como)

Jorge Alberto Garrappa Albani è architetto, storico e professore presso l’Universidad Catolica de Santa Fe. Fa anche parte dello staff della Redazione del Portale Giornalistico Lombardi nel Mondo (Area Argentina-Uruguay) dal 2004. In quell’anno, il Presidente dell’Associazione Mantovani nel Mondo Daniele Marconcini, lo convocò a Mantova e, da quel momento, “Giorgio” -come lo chiamano tutti- ha pubblicato oltre 700 articoli sull’emigrazione, la cultura, l’economía, la politica, l’architettura e l’associazionismo italiano in Argentina.

Marta Carrer, caporedattrice del Portale, l’ha incontrato in Italia in occasione della VI Edizione dell’Universitè d’Etè svoltasi ad Erba (Como) nel mese di agosto 2009. Ecco l’intervista.

Qual’è stato il motivo del tuo viaggio in Italia?

Direi i motivi, perchè sono stati parecchi. Il primo fu l’invito, da parte di Daniele Marconcini, di visitare Mantova durante il Festival di Letteratura e la Fiera di Gonzaga dove l’Associazione ha montato un importante stand. Poi c’è stata la partecipazione -come relatore invitato- alla VI Edizione dell’Universitè d’Etè, ad Erba.

Oltre a questo, dovevo pure andare nella terra degli avi paterni… cioè in Puglia, per trovare la Dott.ssa Maria Rita Campa ed il Prof. D’Amato, entrambi appartenenti all’Università di Bari, con lo scopo di avviare un’accordo interuniversitario di cooperazione e formazione.

Ovviamente qui ho parenti ed amici che sempre, quando vengo in Italia, faccio una scappatina a trovarli.

Come mai è stata presentata una relazione sull’Argentina in un evento prevalentemente europeo?

Anche per me è stata una sorpresa e mi sono sentito onorato di questo invito ad un evento internazionale di così grande importanza come la Settimana Europea sul Paesaggio che si fa ogni anno ad Erba.

Ma mi sento in obbligo di sottolineare che molti amici hanno reso possibile la mia partecipazione a questo Colloquio di Arosio sul Paesaggio, cominciando dalla Dott.ssa Maria Elena Milano, della Regione Lombardia e la professoressa Silvana Garufi, del Politecnico di Milano. Entrambi responsabili del Convegno assieme all’Associazione Mantovani nel Mondo e, logicamente, il Presidente Daniele Marconcini. A tutti loro, i miei più sentiti ringraziamenti.

Credo che il mio intervento -presentato in anticipo al Presidente della Fondazione FEIN, Avv. Giovanni Bana- sia particolarmente piaciuto per cui è stata approvato dal Comitato Scientifico europeo.

Secondo te, quali sono stati i motivi che hanno suscitato l’interesse degli organizzatori per la tua relazione?

Secondo me perchè dipinge la cruda realtà argentina e i motivi per cui il paesaggio culturale e naturale è stato modificato negli ultimi anni. Descrive sinteticamente come il problema della sicurezza sociale ha fatto sì che, migliaia di cittadini, abbiano deciso di spostarsi al di fuori dei centri urbani. E’ tale la paranoia dei cittadini urbani che, in nome della sicurezza, hanno perfino alzato il “muro della vergogna” tra due quartieri di Buenos Aires, aumentando la segregazione sociale anzichè contribuire a risolvere il problema.

Poi ho toccato il problema dell’avvelenamento di certe specie come rospi e pipistrelli, che contribuisce a diffondere il “Dengue”, tanto da diventare una vera pandemia. Ho percepito chiaramente che tutti i paesi europei sono molto preoccupati per la mancanza d’acqua e noi, l’acqua, ce l’abbiamo in Patagonia. Perciò molte imprese private stanno investendo in quelle terre senza che il governo argentino se ne accorga oppure peggio, sia d’accordo a privatizzare le fonti di una risorsa nazionale come l’acqua.

Ho anche detto che ci sono delle manovre politiche mirate ad aumentare la piattaforma continentale delle Isole Malvinas da parte della Gran Bretagna. Ciò punta a raggiungere i giacimenti petroliferi in mare e ad avere diritti sul territorio Antartico, fonte infinita di risorse naturali.  

Qual è il bilancio sull’incontro di Erba?

Molto positivo, in tutti i sensi, perchè potrò portare in Argentina l’orientamento ed il pensiero europeo sul paesaggio e la sinergia tra gli enti di ricerca e pianificazione con il Governo ed i Comuni coinvolti.

Al termine delle giornate nell’ambito della Settimana Europea sul Pesaggio si sono potute tracciare, le seguenti linee guida:

          la riscoperta delle eccellenze culturali dei singoli Comuni e delle partecipazioni del ruolo della popolazione, con un’analisi di un paesaggio comune sia all’interno che all’esterno dei singoli Comuni

          l’unilateralità di intenti al di fuori di sterili campanilismi che non fanno sistema

          la riscoperta e la tutela del paesaggio agrario per una forte connessione con il mondo cittadino

          il recupero dei legami dell’agricoltura con la popolazione locale: allevamento, orticoltura, florovivaismo, natura aperta

          l’enogastronomia come fonte di contatto con il cittadino

          la valorizzazione dell’associazionismo locale in un sistema del volontariato condiviso nell’ambito dei 23 Comuni del Protocollo d’Intesa

          la riconferma della validità della Settimana Europea del Paesaggio (21-29/08/2010) con vari eventi nei singoli Comuni incentrati sull’Université d’Été e, per finire, la conferma della VII edizione 2010.

Porterò anche con me l’onore di aver raccolto il più vivo ed apprezzato consenso per la mia relazione che sarà introdotta negli atti editi da Bruylant Bruxelles.

Ricordo che il Convegno di Erba s’è svolto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e che si è aperto con il saluto del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del Ministro Sandro Bondi.

Che cosa ci racconti della visita a Mantova e a Gonzaga?

Mantova è una delle città più belle d’Italia. La città di Virgilio e dei Gonzaga è colta, con tutta la storia secolare aggrappata al ciottolato che copre le sue stradine e piazze. Inoltre a Mantova c’è uno dei più noti capolavori di Leon Battista Alberti: la Chiesa di Sant’Andrea, ora in fase di restauro. Per me, architetto, è sempre sconvolgente toccare le mura, guardare le finiture del Mantegna e sentire il profumo del tempo che abita nelle sue viscere da 600 anni.

Come scrittore, mi interessava anche essere presente al Festival della Letteratura più importante d’Italia. Per fortuna quest’anno ce l’ho fatta e, per la prima volta, mi sono goduto quest’immersione nella letteratura del nostro tempo.

Infine, benchè il mio sangue sia bergamasco, mi sento proprio adottato da questa città circondata da laghi che mi ha sempre accolto con grande affetto.

Gonzaga invece l’ho vista solo di passaggio per la Fiera Millenaria che ospitava il convegno -organizzato dall’Ass. Mantovani nel Mondo- sulla “Grande Esposizione Internazionale di Milano 1906″. Professori e dottori dell’Università degli Sudi di Milano esaminarono i risvolti più importanti di quella esposizione.

Infine la tappa nel tuo amato Sud…

Sì, ma non prima di andare a trovare mio figlio Giorgino che arrivava a Roma, dall’Argentina, per poi trasferirsi a Foggia per tre mesi grazie a una borsa di studio, offerta ai giovani italiani di origine pugliese, per studiare la lingua e la cultura italiana.

Dopo una settimana a Roma, anch’io mi sono trasferito in terra degli ulivi e degli avi paterni, per trovare la Dott.ssa Maria Rita Campa di cui sto traducendo un testo di studio sull’architetto francese Philibert De l’Orme. E’ stata proprio lei ad offrirsi per aiutarmi a gestire un accordo tra l’Università Cattolica di Santa Fe e l’Università di Bari con lo scopo di avviare l’accordo interuniversitario di cooperazione e formazione. Spero di cuore tutto proceda per il meglio e che si possa arrivare al traguardo tanto desiderato…

E poi l’ultimo grande Incontro: il mare, che mio nonno definiva una “tavola blu”. L’Adriatico. Sempre bello e calmo questo mare e soprattutto  quello della costiera del Gargano che, da Manfredonia fino a Vieste, offre al visitatore forse il più bel paesaggio al mondo. Faraglioni, spiaggie sabbiose, dirupi bianchi e foreste verdi si combinano perfettamente in continuazione da farmi pensare di stare in paradiso! 

Come vedi, sono sempre più innamorato di quest’Italia che mi è stata trasmessa  col sangue di genitori e nonni, che un giorno dovettero lasciarla per andare in America a guadagnarsi il pane che non c’era.

Un altro appuntamento e poi il grande Rientro…

In Piemonte ho molti amici, tra cui i Rittano e i Ferrero, a cui voglio tanto bene ma c’è anche un altro motivo che mi lega a questa Regione: la città di Rafaela (Santa Fe) è gemellata con Fossano (Cuneo) dal 1996 e, da quel momento abbiamo un rapporto molto stretto con i piemontesi. Stavolta avevo un motivo molto speciale per visitare Fossano: il sessantesimo compleanno dell’amico Angelo. Ciò ha fatto sì che io rimandassi la partenza programmata del rientro a casa di tre o quattro giorni ma questo cambio di programma mi ha regalato una grande sorpresa!

C’erano al festeggiamento il Sindaco di Fossano, Francesco Balocco, e il Presidente dei Piemontesi nel Mondo, Michele Colombino e quest’ultimo mi distinse, a sorpresa, consegnandomi un attestato di Benemerenza come “fedele interprete ed ambasciatore prestigioso dell’altro Piemonte nel mondo”. Ero talmente commosso che non feci altro che piangere perchè davvero questo riconoscimento non me l’aspettavo.

Insomma, un viaggio che come ho sempre detto è di ritorno più che di andata. Ditemi “bentornato” anzichè “benvenuto” perchè ogni volta che vengo in Italia mi sembra di esserci stato da sempre…

Marta Carrer

Portale Lombardi nel Mondo 

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