Pensionati italiani all’estero — Lombardi nel Mondo

Pensionati italiani all’estero

L’esperienza vissuta in questi ultimi anni dai pensionati italiani all’estero e i problemi che spesso si sono verificati nella diffiicoltà di “dialogo” con le banche estere collegate all’istituto bancario italiano delegato dall’INPS, l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane

(ICBPI), dell’erogazione dei ratei di pensione – prima fra tutte quella collegata alla verifica dell’esistenza in vita degli assicurati all’estero – ha fatto temere ulteriori complicazioni per il subentro di una Banca estera, estranea alle molteplici problematiche della emigrazione italiana nei diversi Paesi dei cinque continenti.

Timori che ha City Bank sembra del tutto intenzionata a fugare, considerata la professionalità e l’attento impegno tributati nei preparativi all’ormai prossimo subentro, non ultimi gli incontri con i Patronati italiani nel mondo e buon ultimo l’incontro di venerdi’ scorso con tutti i coordinamenti dei patronati riconosciuti dalla legge italiana. Presente all’incontro anche la responsabile della Previdenza del Collegio di Presidenza del Patronato INCA CGIL, Luigina De Santis.

Afferma De Santis “Abbiamo realizzato una serie di incontri per evitare che si ripetessero i gravi problemi verificatesi nel corso della scorsa campagna di certificazione di esistenza in vita. Il principio di base è che tutti i pensionati italiani residenti in Italia e all’estero devono dimostrare, una volta l’anno, di essere in vita, ovvero che la loro pensione viene corrisposta a persone non decedute. E’ non è una cosa ovvia, come si potrebbe pensare, sottolinea De Santis,  perché si sono verificati anche episodi di pensioni corrisposte anche dopo il decesso dell’interessato.    L’INPS, che svolge questa campagna in Italia, intende fare lo stesso con i pensionati residenti all’estero, inserendo l’accertamento di tale condizione nel contratto stipulato con la banca per il pagamento delle pensioni all’estero.

Nella campagna con l’ICBP abbiamo avuto diversi problemi  che non si sono risolti nel corso dell’affidamento agli sportelli della Western Union dell’incarico della verifica contestualmente al pagamento delle pensioni, anche perchè si era partiti dall’idea che l’autenticazione della firma del pensionato residente all’estero potesse essere fatta dai consolati, senza tenere conto della drastica diminuzione di personale e delle distanza tra i consolati ed i luoghi di residenza dei nostri connazionali.  Ecco che, conclusa la gara europea che ha visto vincitrice la City Bank, e firmato a maggio dall’INPS il contratto con la City Bank, abbiamo iniziato a chiedere chiarimenti e a pretendere qualcosa che non ci fosse una seconda campagna di riconoscimento, in conseguenza del cambiamento della banca.

Con City, poi, abbiamo affrontato altri argomenti, in virtù dell’esperienza maturata: l’esperienza delle persone ricoverate nelle case di riposo o in strutture sanitarie, per la quale abbiamo chiesto a City la possibilità che fossero i direttori delle case di riposo o delle strutture sanitarie ad autenticare la firma del pensionato.

Partendo dall’esigenza di migliorare il servizio, abbiamo chiesto la concessione ai patronati di una serie di strumenti di intervento per difendere gli assistiti.  E, devo dire, che dopo questi confronti, INPS e City ci hanno informato che molte delle nostre proposte sono state accolte”.

Cosa avverrà nell’immediato futuro ?

“All’inizio del mese di novembre, i pensionati inizieranno a ricevere un bustone che conterrà un modulo giallo per la dichiarazione di esistenza in vita. Questo modulo dovrà essere inviato per posta alla City Bank entro il 2 aprile 2012 tramite la busta già indirizzata contenuta nello stesso bustone. In buona sostanza, afferma la sindacalista dell’INCA, si inizia adesso una campagna che varrà per il 2012: ed i 5 mesi di tempo agevoleranno la necessità di andare al consolato o di utilizzare le altre figure che avranno lo stesso ruolo del  pubblico ufficiale. A tal proposito, nel bustone, i pensionati troveranno un opuscolo con l’indicazione delle figure che possono convalidare la firma (con differenze tra Paese e Paese): il notaio, l’addetto al comune, il deputato, il direttore sanitario… non ci sarà, dunque, la corsa al consolato”.

E’ stato tutto chiarito per quanto riguarda la cointestazione del conto ed il  problema del doppio cognome per le donne sposate che assumono in alcuni Paesi il cognome del marito, perdendo il proprio con il quale sono conosciute dalla rete INPS ?

“Nel bustone ci sarà un ulteriore modello da compilare se il conto è cointestato: il modello, una volta compilato, dovrà essere spedito alla banca entro il 15 dicembre. Abbiamo, inoltre, ottenuto che il patronato avrà un canale preferenziale con la banca, per risolvere i problemi che inevitabilmente si creeranno. In tal senso abbiamo chiesto un numero di telefono ed una mail cui indirizzarsi, in modo che non ci sia  alcun tipo di ritardo e la banca si è impegnata a dare risposta alle nostre richieste.”

“Abbiamo fatto presente, inoltre, il problema delle pensioni di reversibilità relativamente ai nomi delle donne da ragazze e da sposate. Ci sono Paesi, come la Svezia, in cui una donna italiana sposata con uno svedese perde completamente il proprio cognome. È necessario che tutte le documentazioni siano prodotti con il doppio cognome. Altrettanto importante, inoltre, sarà l’aggiornamento dell’INPS che deve rispettare l’anagrafica italiana ed i codici fiscali dei pensionati, costruito sul cognome che si ha in Italia da ragazza. L’archivio deve essere sempre tenuto aggiornato, perché la banca copre quello dell’INPS, e provvisto del doppio cognome. Di qui, dunque, la necessità che tutta la documentazione presenti il doppio cognome. In questo senso, potrà essere utile riempire bene il certificato di esistenza in vita, sul quale sono stampati tutti i dati in possesso dell’INPS: in caso di mancata presenza del cognome del proprio marito, sarà necessario aggiungerlo”.

Cosa succederà da questo momento all’assunzione del servizio da parte di City Bank ?

Spiega De Santis “L’Istituto delle Banche Italiane pagherà le pensioni fino al rateo di gennaio: dal 1° febbraio sarà la Banca City ad occuparsi dell’erogazione delle pensioni. Dal mese di novembre, inoltre, ci saranno dei call center al servizio dei pensionati: i call center saranno nelle lingue  parlate dai nostri connazionali all’estero.  Noi avevamo avanzato anche un’altra proposta, ovvero che tutti i formulari venissero inviati in due lingue: non è escluso che, nel caso di una pensione di reversibilità, la moglie spagnola non conosca l’italiano. E la nostra proposta è stata accettata: il bustone di City verrà inviato in doppia lingua, a seconda dell’area linguistica. Ci sarà, naturalmente, una campagna informativa importante fatta da noi e dalla banca, in modo che i cittadini sappiano come comportarsi e si sentano tutelati dal patronato. Per favorire il cambiamento della banca, poi, ci saranno una serie di graduali modifiche che aiuteranno i nostri connazionali.”

Ed a proposito di informazione, avete avuto garanzie che tutti i soggetti preposti ad attestare l’esistenza in vita siano a conoscenza del ruolo che viene loro affidato ?

“Precisiamo che si tratta di un’attestazione da parte del pensionato, non di una certificazione” fa presente la sindacalista del Patronato INCA: il pensionato dichiara la propria esistenza in vita e da i propri dati anagrafici: il pubblico ufficiale convalida che quella è la firma della persona in questione.

Un contributo importante verrà anche dalle banche locali collegate al circuito di City, che raggruppa più di 130 banche.

E’ importante sottolineare che il certificato di esistenza dovrà essere rinviato entro il due aprile: chi non lo farà, riceverà una lettera di sollecito cui, se non vi sarà alcuna risposta, seguirà la sospensione dell’erogazione della pensione già a partire dal mese di maggio. Sarà comunque riattribuita non appena la banca riceverà il certificato. Infine, devo dire che noi abbiamo avanzato due proposte che, purtroppo, non sono state accettate. La prima è che fossero i funzionari del patronato a convalidare la firma, ma l’INPS non ritiene che il patronato possa essere associato ad un pubblico ufficiale.

La seconda proposta era di consentire la certificazione della firma da parte del medico di famiglia. Per City non ci sarebbero stati problemi, ma l’INPS non ha accettato perché è necessario che la firma sia convalidata da un’autorità pubblica che l’INPS stesso deve essere in grado di contattare e riconoscere. In Italia c’è la preoccupazione che si stiano pagando delle pensioni a persone ormai defunte ed è evidente che tali preoccupazioni stiano spingendo l’INPS ad una maggiore prudenza.” conclude la sindacalista dell’INCA.

Quanto alle situazioni in essere?

“Per coloro che non hanno risposto con la dichiarazione di esistenza in vita alla Western Union e hanno avuto la sospensione del rateo di pensione, si è dovuto recare presso le sedi dellabanca per ritirare di persona la pensione. Ciò è avvenuto anche perchè molti pensionati non hanno ricevuto la lettera di richiesta a presentare la documentazione. Seri problemi si sono verificati, ad esempio, in Venezuela, conla conseguenza che il pensionato non ha ricevuto  il rateo di pensione.Ebbene,la City Bank non coprirà queste pendenze.

Allo stato attuale, come INCA stiamo ricostruendo i ratei persi e stiamo chiedendo alla ICBP di pagarli, previa presentazione del certificato di esistenza in vita ed ora è in atto un colloquio diretto con INPS e ICBP per far riaccreditare i ratei non percepiti. Per ovviare a questo problema, in Venezuela City non invierà la lettera postale ma farà la consegna tramite corriere.

Un altro problema, ancora una volta relativo al Venezuela,  è quello relativo agli indirizzi di casa lunghissimi, nonprevisti dall’automatismo delle macchine Abbiamo sollevato questi problemi ed in buona parte riteniamo che siano stati risolti. Tuttavia,il nostro suggerimento ai pensionati è  di mantenersi sempre in stretto contatto con il patronato. In ogni caso  la dichiarazione di esistenza in vita va fatta: noi possiamo solo fare in modo che avvenga senza troppi problemi”.

Quanto ai casi in cui, nel lasso di tempo intercorrente fra la cessazione della presentazione della documentazione di esistenza in vita e il ripristino dei ratei bancari, sia deceduto l’assicurato, il diritto dai parte degli eredi permane ?

“I parenti di coloro cui è stata bloccata l’erogazione della pensione e che nel frattempo sono deceduti possono recuperare i ratei maturati ma non versati. Varrà il certificato di morte rispetto alla dichiarazione dell’esistenza in vita e gli aventi diritto possono reclamare i ratei mancati”.

Avete affrontato anche questioni relative ai rapporti con le Banche locali?

“L’INPS paga circa 410 mila pensioni in 130 Paesi diversi, ciascuno con la proprio regolamentazione bancaria. In Brasile, ad esempio, è sorta la necessità di iscriversi alla banca ITAU, anche se si è correntisti di altre banche. Sarà l’ITAU, corrispondente di City, a mandare i soldi sul conto corrente del pensionato. Queste regole nascono dal fatto che ci sono Paesi che non consentono un accredito di cui non si capisce bene l’origine.

Altro problema emerso è quello relativo all’invio di assegni circolari per posta: uno strumento poco sicuro. La City propone di sostituirli o con accredito su conto corrente o con assegno da depositare o con carte prepagate”.

“Circa la divisa estera ed  i relativi tassi di cambio imposti, abbiamo chiesto che sul sito di City (che verrà creato appositamente per il pagamento delle pensioni italiane), sia pubblicato il tasso utilizzato per i ratei di pensione. In linea di massima, l’INPS paga in euro, ma la moneta locale è più gradita in alcuni Paesi esteri, tra cui Stati Uniti e Regno Unito. City Bank ha aderito alla nostra richiesta, per cui riporterà tutti i tassi di cambio utilizzati”.(10/10/2011-ITL/ITNET)

Fonte: Italiannetwork

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