Il posizionamento del made in Italy dell’area Mercosur — Lombardi nel Mondo

Il posizionamento del made in Italy dell’area Mercosur

Prosegue la ricognizione condotta da Assocamerestero sul posizionamento del made in Italy nel mondo. Intervista al Presidente della Camera di Commercio Italiana, Manuel Ascer

ROMA – Prosegue la ricognizione condotta da Assocamerestero sul posizionamento del made in Italy nel mondo. Dopo l’area Nafta, è la volta dell’Area Mercosur, con un intervista al suo rappresentante Manuel Ascer, presidente della Camera di Commercio Italiana di Montevideo.

 

D. Presidente, come vede le strategie di posizionamento dei prodotti italiani nell’Area Mercosur?

R. Per quanto riguarda l’Area Mercosur i prodotti alimentari sono generalmente ben posizionati presso la grande distribuzione. È invece più difficile trovarli nella piccola distribuzione, dove la scarsa varietà di scelta spesso penalizza il posizionamento dei prodotti italiani. Questa “strategia” riflette le tendenze di mercato ed è pertanto comune a quelle utilizzate per i prodotti di provenienza da altri Paesi. I prodotti tecnologici possono contare su un buon posizionamento nei mercati Mercosur, sebbene penalizzati dagli elevati dazi doganali (dazi esteri comuni), che, in certi casi, raggiungono il 35% del valore. La buona qualità, l’alta tecnologia ed il design sono gli elementi che rendono particolarmente attrattiva la produzione tecnologica italiana nei mercati Mercosur. Quanto al comparto moda, questo è generalmente posizionato nei settori dell’alta gamma. La distribuzione si concentra principalmente nei piccoli esercizi, specialmente nelle località turistiche, e presso i negozi più rinomati dei quartieri di classe medio-alta.

 

D. Se dovesse dare alcuni consigli alle imprese italiane per inserirsi in modo efficace nel sistema della distribuzione locale, quali step indicherebbe loro?

R. Sebbene i prodotti italiani, come appena detto siano generalmente ben posizionati, ritengo che si possano studiare delle strategie di inserimento più efficaci che andrebbero accompagnate da una maggior presenza in loco delle aziende italiane, per presentare al meglio le caratteristiche e le qualità dei propri prodotti. Questa forma di penetrazione oggi, purtroppo, viene scarsamente adoperata, o demandata a società intermediarie che operano nel settore commerciale. A questo fine, le Camere di Commercio Italiane all’Estero, grazie alla capillare presenza sul territorio, possono rappresentare un valore aggiunto ed essere considerate come efficaci soggetti di collegamento con le imprese e le istituzioni del Paese in cui operano.

 

D. Quali azioni e che tipo di assistenza dovrebbero dare le istituzioni italiane alle Pmi e in particolare quali servizi offrono le CCIE dell’area in tal senso?

R. Spesso, in Italia, i prodotti di eccellenza vengono realizzati da aziende dalle dimensioni ridotte, che non sempre dispongono delle risorse finanziarie ed umane necessarie a vincere le sfide del mercato globale. Le piccole e medie imprese, rappresentando quindi una realtà particolarmente dinamica e una risorsa strategica per l’economia italiana, andrebbero incoraggiate a sviluppare una maggiore presenza all´estero. Le istituzioni italiane dovrebbero, pertanto, garantire un maggiore supporto, anche di carattere economico, verso queste realtà più piccole, che spesso non dispongono dei mezzi per promuoversi autonomamente. Le CCIE hanno come loro principale obiettivo proprio quello di aiutare le PMI italiane ad operare nei mercati esteri attraverso servizi mirati e assistenza tailor made.

 

D. Ci racconta un progetto emblematico per rafforzare la distribuzione di prodotti italiani che si è realizzato nell’area?

R. Nell’area Mercosur i progetti più recenti ed emblematici di promozione di prodotti italiani sono il progetto Modena a Tavola e il progetto di Area sulla “dieta mediterranea”, ovvero una campagna di sensibilizzazione e promozione dei prodotti enogastronomici italiani. Tale progetto – attraverso una mirata distribuzione di materiale informativo, la presenza di stand espositivi e dimostrativi nelle principali fiere enogastronomiche dell’area Mercosur, l’organizzazione di corsi di cucina, la partecipazione ad eventi e degustazioni di prodotti tipici – intende esaltare anche le qualità nutritive delle specialità italiane. (aise)  

 

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