Italia: sogno e mito — Lombardi nel Mondo

Italia: sogno e mito

Il Museo Von der Heydt di Wuppertal espone dipinti della propria collezione e 210 immagini fotografiche (dal fondo dello Stadtmuseum di Monaco di Baviera). “Bella Italia – Fotografie e dipinti 1815 – 1900” testimonia il fascino del Bel Paese
Italia: sogno e mito

Bella Italia

I miti e i sogni del Bel Paese, per chi ci arriva dall’area tedesca o dall’Europa settentrionale, non hanno origine nelle spiagge di Rimini o sulla Riviera Ligure. Forse neppure sulle Dolomiti e sulla “sabbia d’oro” di Lignano. Da sempre la Penisola ha attirato viaggiatori provenienti dalla Germania (nell’ultimo mezzo secolo è stata una vera e propria manifestazione di massa di visitatori d’ogni età e ceto, un “movimento turistico” di grande rilevanza economica).  Prima che milioni di bus e auto provenienti da ogni angolo della Germania superassero il Brennero e il San Gottardo, l’Italia magnetizzava, nel vero senso della parola, i tedeschi (e non solo).  Per secoli si dirigevano a Venezia, Padova, Ferrara, Bologna, Firenze, Urbino, Perugia, Roma, Napoli, Capri e Ischia, spingendosi sino in Sicilia e in Puglia. Studenti, giovani di buone speranze e ottima famiglia, religiosi e artisti sapevano dove dirigersi, spinti dalla ricerca dell’antico e del caratteristico. Incuranti dei contrattempi e dei disagi, in epoche che ancora non conoscevano le ondate turistiche che oggi investono Rialto o Piazza della Signoria, ricercavano un luogo che potesse “affinare” lo sguardo, i sensi e il sapere (come suggerisce Theodor Vischer, dopo il suo viaggio a Roma nel 1839). Il viaggio in Italia era una «tappa obbligatoria nella formazione e maturazione» di una persona.

Il Museo Von der Heydt di Wuppertal (sino al 9 settembre 2012 – http://www.bella-italia-ausstellung.de/) espone diversi dipinti della propria collezione e 210 immagini fotografiche scelte dal fondo dello Stadtmuseum di Monaco di Baviera. “Bella Italia – Fotografien und Gemälde von 1815 – 1900” testimonia l’attrazione per il Bel Paese (nonostante l’inflazionato e prevedibile titolo). I luoghi “mitici” restano Roma, Venezia, Napoli e Firenze. Con la fotografia inizia l’avventura delle immagini che, con i decenni, lasceranno il posto alle cartoline e agli scatti (infiniti, ormai, grazie alla tecnica digitale) dei milioni di turisti e visitatori. L’equipaggiamento di fotografi come Giorgio Sommer (nato a Francoforte nel 1834 e deceduto a Napoli nel 1914) o Adolphe Braun era pesantissimo e ingombrante. I tempi di posa lunghissimi e in certe gallerie e interni, scarsamente illuminati, per impressionare la lastra occorrevano anche due giorni (le prime immagini fotografiche della Cappella Sistina erano ricercatissime dagli amanti e cultori dell’arte).

C’è chi dice che i luoghi solari, impregnati di cultura e tradizioni anche millenarie, odori rumori gusti, dove la natura ti strega con i suoi colori e forme, riflettano nostalgia e desiderio del viaggiatore per un “luogo dell’io” (a lungo desiderato e cercato). A Wuppertal si ritrovano scorci ed edifici e luci e paesaggi, come immagini che ritraggono persone al lavoro, che sembrano appartenere a un’epoca e Terra lontana i cui sogni e miti ancora ci attraggono. Come ci sedurranno nei tempi a venire.

 

Cartoline, rubrica a cura di L. Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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