Il quadro dell’emigrazione italiana all’estero — Lombardi nel Mondo

Il quadro dell’emigrazione italiana all’estero

Il nostro corrispondente Giulio Rezzola ci racconta alcuni dei contenuti più salienti del Dossier statistico della Caritas per quanto riguarda gli Italiani nel Mondo: sono 3,5 milioni e concentrati soprattutto in Europa e nelle Americhe.

Emigrazione: sono 3,5 milioni gli italiani nel mondo

 

Sono 3.584.997 gli italiani nel mondo e l’Italia resta  il paese dell’Unione Europea con il più alto numero di emigrati e, nel mondo, il paese sviluppato con la più alta incidenza di cittadini emigrati sul totale della popolazione presente nel Paese.

 

E’ quanto emerge dall’ultimo dossier statistico della Caritas presentato dall’Aire (Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero) e diffuso dall’agenzia di stampa AdnKronos.

 

L’Europa, con poco più di due milioni di presenze (57%) è attualmente il continente maggiormente interessato dall’emigrazione di italiani. Di questi il 42% interessa l’Unione Europea e se si considerano anche i paesi dell’allargamento, la quota arriva al 42,2%.

Segue l’America con poco più di un milione e 300 mila presenze (37% di cui il 25% riguarda l’America centro meridionale, l’Oceania con il 3,8%, l’Africa con l’1,3% e l’Asia con lo 0,6%.

 

Scorrendo la graduatoria dei primi venti Paesi di destinazione, rileva ancora il Dossier Caritas, la Germania con 569.964 soggiornanti si conferma il paese che ospita il numero più consistente di italiani (pari al 16%) seguita dalla Svizzera (490.699, 14%), dall’Argentina (454.039, 13%), dalla Francia (383.547, 11%) e dagli Stati Uniti (237.664, 7%).

Seguono con un numero di soggiornanti superiori alle 100 mila unità, il Belgio (237 mila), il Brasile (204 mila), il Canada (186 mila), la Gran Bretagna (163 mila) e l’Australia (133 mila).

Al di sotto delle 100 mila presenze troviamo il Venezuela con 79 mila presenze, la Spagna con 55 mila, l’Uruguay con 53 mila, il Cile con 34 mila e i Paesi Bassi con 28 mila seguiti da Sudafrica, Perù, Lussemburgo, Austria.

 

Al di sotto delle 10 mila unità si trovano tra gli altri Grecia, Colombia, Equador, Messico, Israele (25° posto di questa particolare graduatoria), Croazia, Svezia, Monaco, Irlanda, Danimarca, Paraguay, Repubblica Dominicana, Turchia (36°), Cina Popolare (49°).  

  

Regioni e province d’origine

 

Stando ai dati contenuti nel dossier Caritas, il 57,2 degli emigrati italiani è originario delle regioni meridionali e delle Isole, il 29,4% del Nord Italia e il 13,4% del Centro.

Il peso delle regioni meridionali è maggiore nel Nord America (68%) e, soprattutto, in Oceania (68%) mentre la presenza dei cittadini originari delle regioni settentrionali è più accentuata nell’Est europeo, inteso sia nel caso dei nuovi paesi entrati nell’Unione europea nel maggio 2004 (63,7% rispetto al totale) e sia nell’Europa Orientale in generale dove la percentuale arriva al 72%.

Oltre all’Europa, il Settentrione ha un peso importante anche in Africa con il 53,5% del totale.

 

La prima regione per numero di emigrati è la Sicilia con 605.011 unità (pari al 17% del totale). Di questi il 70,2% si reca in Paesi dell’Unione. A seguire troviamo la Campania  (389.377, pari all’11%), la Puglia (318.179) e la Calabria (312.365).

La prima regione non del Sud Italia, ovvero il Lazio (263 mila) è in quinta posizione seguita da Lombardia (259 mila ) e Veneto (251 mila).

 

I campani, i pugliesi e i calabresi sono per lo più presenti in Europa e in America (più  precisamente si concentrano nei vecchi paesi comunitari e nell’America meridionale con l’unica eccezione dei pugliesi che, invece, hanno prediletto l’America settentrionale). Il 3,5% di piemontesi risiede in Africa (in particolare, nell’Africa meridionale), il 3,5% di  toscani in Asia (soprattutto nell’area occidentale) 

 

Un po’ più in dettaglio, l’8,6% dei calabresi è presente in Oceania insieme al 7,5% di abruzzesi.  La Germania è la meta preferita da siciliani, pugliesi e campani. Il 61,4% dei laziali è in America (soprattutto in America latina: Brasile, Argentina e Perù ne accolgono il 37%).

In Cile sono presenti  ben 10.533 connazionali provenienti dalla Liguria, il 13% di tutti i

liguri residenti all’estero. Canada e Argentina sono le mete principali di molisani e abruzzesi. Le regioni del Nord Italia hanno avuto flussi principalmente verso la Svizzera e la Francia.

 

Nella graduatoria delle province di origine dei residenti italiani all’estero, il primo posto è occupato da Roma con quasi 172 mila emigrati ovvero il 4,8% del totale degli italiani  residenti all’estero, seguita da Agrigento con 116 mila (3,3%), Cosenza (112 mila, 3,1%), Bari (109 mila, 3%), Palermo (100 mila, 2,8%).

La prima provincia del Nord Italia è in undicesima posizione ed è Milano con quasi 82 mila emigrati, seguita da Treviso in 13° posizione con 73 mila residenti all’estero.

 

Gli emigrati romani hanno scelto come paesi di insediamento principalmente Brasile (49 mila) e Argentina (27 mila);  gli agrigentini Germania (43 mila), Belgio (26 mila) e Francia 13 mila). La comunità più rappresentativa in Svizzera è costituita dai leccesi (43 mila), mentre in Canada è Frosinone (14 mila). I palermitani sono la prima comunità soggiornante negli Stati Uniti (24 mila) ma la loro presenza è consistente anche in Germania(29 mila). Avellino è la provincia con più rappresentanti in Gran Bretagna (10mila).  

  

Anagrafe

 

Il dossier analizza pure le caratteristiche dei nostri emigrati. Il 53,4% è di sesso maschile, più concentrata tra gli emigrati del Sud (54%) e delle Isole (55%).

Mentre i maschi sono per lo più originari delle regioni meridionali, le donne provengono dal Centro-Nord (la percentuale è del 48% al Nord e del 47,6% al Centro). Le regioni di origine con la percentuale più alta di donne sono il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige (entrambe con il 49,4%) e la Valle d’Aosta (49,3%). Seguono Emilia Romagna, Piemonte e Liguria. 

 

E’ single la maggioranza dei cittadini italiani residenti all’estero. La disaggregazione dei dati per stato civile, infatti, (anche se questa registrazione manca per il 4% degli iscritti all’Aire) evidenzia che il 52,1% dei nostri connazionali fuori confine è celibe o nubile. E’ coniugato il 39,7%, vedovo il 2,7% e divorziato l’1,4%.

 

I nuclei familiari registrati all’anagrafe Aire sono quasi due milioni con una media di componenti di 1,8. Al di sopra della media il sud e le isole con il particolare della Sicilia (2,1%) e della Puglia (2,1%).

 

Tra coloro che hanno dichiarato il possesso di un titolo di studio risulta che il 40,8% ha la licenza elementare, il 35,8% la licenza media inferiore mentre il 16% è in possesso di diploma. I laureati sono il 7,4%.

 

Per quanto concerne l’età, l’Aire suddivide la popolazione emigrata in quattro classi principali da cui risulta che il 15,1% ha meno di 18 anni, il 30,7% ha tra i 10 e i 40 anni, il 34,7% tra i 41 e i 65 anni, superiore ai 65 anni sono il 19,6% dei cittadini.

 

Nella prima classe di età, molte sono le regioni che presentano percentuali al di sopra della media nazionale: la principale è la Puglia (18%) seguita da Lombardia (17,8%) e Veneto (17,6%).

La regione caratterizzata principalmente dalla componente ultra sessantacinquenne è il Molise (30%) seguito dall’Abruzzo (28,4%). D’altra parte sempre il Molise è la regione che presenta la percentuale più bassa di minorenni in età scolare: l’8,6%.

Per le nuove generazioni (minori di 18 anni) l’Asia è il continente dove maggiore è la presenza di italiani (24,1%) mentre gli over 65 si trovano principalmente nel continente americano (28,2%) e in Oceania (22,6%).

Giulio Rezzola

Document Actions

Share |


Condividi

Lascia un commento