L’Italia e i suoi detrattori — Lombardi nel Mondo

L’Italia e i suoi detrattori

Un incauto articolo dell’Australian Financial Times ripropone il tema della diffamazione e del ruolo della stampa italiana all’estero.

Nella polemica relativa alla decurtazione dei fondi alla stampa italiana all’estero, si inserisce il riprovevole comportamento di Silvia Greco, che in un articolo apparso il 20 novembre 2009 sull’Australian Financial Review, denigra l’Italia oltre ogni misura.

La direzione dell’IMC, il gruppo editoriale che pubblica in Australia i quotidiani Il Globo e La Fiamma, oltre a trasmettere programmi radio attraverso il paese, ha un gran da fare da quando, il 25 febbraio 2009, Silvia Greco ha diffuso un articolo denigratorio, se non offensivo nei confronti dell’Italia. A differenza di altri Paesi come Argentina o Stati Uniti, con emigrazioni soprattutto secolari, quella verso l’Australia è più recente. L’insularità degli emigrati ha rallentato il processo di acculturazione e di integrazione, preservandone fortunatamente la grande italianità. La dicotomia della loro identità li mantiene sempre vicini  all’Italia,  e qualsiasi situazione legata ad essa tocca i  loro nervi etnici, sempre molto scoperti. Quando poi a suscitare queste reazioni è un membro della comunità seppur diluito, la faccenda crea maggior disagio.

L’articolo incriminato riflette le realtà italiane indubitabili riguardanti Berlusconi, il suo impero multimediale, le escort ; la corruzione a livello politico e la presenza della malavita in molti settori. Tutte verità che l’autrice aveva già avuto dalle sue fonti australiane, francesi e inglesi ( chissà perché non da fonti italiane, magari locali) e che ha verificato durante un viaggio in Italia ( senza aver letto né Goethe né Stendhal ovviamente). Italiani inetti di fronte allo sfacelo. Lettura divertente per australiani desiderosi di dimenticare le beghe di casa propria senza andare a perdersi nei bar di Bangkok. In fondo, un’analisi molto succinta e da ignorante, che tralascia temi molto importanti quali  disoccupazione, inquinamento, sanità, immigrazione, e non rileva niente di positivo. Che tristezza.

L’articolo intitolato “Via Dolorosa, Italia” diventa becero, razzista, francamente irritante con il corredo di una vignetta che rappresenta l’Italia vista dagli australiani. Per vignette di questo tipo, allora contro Maometto, l’autore sta tuttora rischiando la vita, e la Danimarca è Paese non grato in gran parte del mondo islamico. Da far imbufalire gli italiani d’Australia. Libertà di parola, di espressione va bene.  Libertà di offendere gratuitamente, con tanta mancanza di conoscenza, no grazie. Cartina italiana già intravista, ma mai con toni così accesi. Italia cambiata in Berlusconia, con tanto di effigie militar – bonapartiana di alloro cinta., e sovrastata da un putto e da una puttana, con la dicitura Promo e potente capo di Berlusconia. E passi. La Sicilia ovviamente cambiata in Mafia con le città di Capone, Polluta, Terrore e Dumbo. La costa calabra è Costa Nostra. La toponomastica è arricchita da : Fascisti ; Venerea (Venezia), Puta (Roma), Omertà, Criminale, Tarantula ; Slutti, Venomma, Burpi ( corruzioni di puttana, veleno, rutto). Non si riesce a capire con chi ce l’abbia. Merda è una località non meglio precisata vicino a Ferrara ; la Lombardia si allunga fino a diventare il territorio del Lombastardi. Basta così. Potrebbe essere opera di qualche italiano in rotta con l’Italia, con un avallo dell’Australian Financial Times. La vicenda è stata tenuta sotto vetro. Gli italiani d’Australia non hanno assolutamente gradito. In fondo il loro paese d’adozione non ha brillato granchè in tema di tolleranza. Ne sanno qualcosa gli aborigeni, o i pochi rimasti, (vedi il film “Australia” con Nicole Kidman per una averne un’idea, magari da approfondire) e i cinesi. E perché no, gli stessi italiani. Un recente articolo a firma Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di Milano ha fatto conoscere questo increscioso episodio a un pubblico di lettori italiani molto vasto.

Spiace che questo putiferio sia stato causato da una emigrata italiana. La sua ignoranza in antropologia etnica è talmente esagerata che non si è mai accorta che gli italiani d’Australia, lei compresa, sono soltanto acculturati e a tratti integrati. Non sono australiani. Hanno sempre il trattino in mezzo. Non sono come gli argentini e gli americani che hanno una storia più vecchia. I loro nervi sono ancora scoperti, perchè la loro dicotomia include sempre l’Italia dopo l’Australia.

 

Ernesto R Milani      Ernesto.milani@gmail.com     26 marzo 2010

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