Lanzani: «apro in periferia come si fa a Londra e a NY» — Lombardi nel Mondo

Lanzani: «apro in periferia come si fa a Londra e a NY»

Chiamatela sfida, chiamatela scommessa. Alessandro Lanzani la chiama «follia»: investire oltre mezzo milione di euro per aprire un locale che unisce arte, design, ottimo cibo e vini di qualità in una delle vie più «difficili» di Brescia.

«In tanti mi hanno chiesto se sono pazzo – spiega lui – io credo semplicemente nella riappropriazione delle periferie e degli spazi urbani dismessi, nella contaminazione dei generi, come avviene a Londra o a New York. Sono affascinato dalla multietnicità. La mia proposta deve essere da stimolo alle attività già presenti, dai kebab al negozio di vestiti indiani, per alzare la qualità dell’offerta».

Il nuovo spazio si chiama «Laboratorio Lanzani», 600 mq al coperto più una corte esterna di 200 mq e un enorme parcheggio a cui si accede da via Villa Glori. Nasce in un pezzo del comparto Dall’Era, dove un tempo c’era la farmacia, al civico 49.

Alla trasformazione hanno lavorato due architetti, Stefano Rabolli Pansera per l’allestimento, Livio Palatini per la parte strutturale. Cinque mesi di cantieri per creare un locale che richiama la factory di Andy Warhol, con pareti argentate, vecchi portoni recuperati come tavoli, fiori e piante a suddividere gli spazi. Ci sono proiettori che trasmettono in diretta quel che avviene in cucina o opere d’arte come «Salut, Hallo, Hello» di Diego Marcon.

«È nato come laboratorio – spiega Lanzani – con una gestione informale». Si potrà mangiare e bere. Il locale è suddiviso in cocktail bar, fish bar (dove il pesce sarà cucinato a vista), ristorante. «Ma non sono divisioni rigide». Se la gastronomia-bistrot di via Albertano resterà per gustare salumi e formaggi, in via Milano si punterà più su ristorazione e pesce.

Nelle prime due settimane di giugno il locale è stato aperto in via sperimentale. Ora è chiuso per l’impegno di Lanzani a Floating Piers (gestisce il wine bar Franciacorta). Si riapre in «soft openining» a metà luglio, dalle 18 all’una. Poi l’apertura vera e propria a settembre, dalle 12 fino a tarda sera. Per gestire il Laboratorio servono 15 persone, in pratica nuovi posti di lavoro.

fonte: giornale di brescia

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