Americhe, vertice flop — Lombardi nel Mondo

Americhe, vertice flop

Nessun accordo sui temi caldi come reintegro di Cuba negli organismi interamericani e depenalizzazione della droga. L’unico fronte che ha visto risultati: quello economico , di Alessandro Armato.

Il VI Vertice delle Americhe conclusosi domenica a Cartagena de Indias (Colombia) ha evidenziato una sostanziale mancanza di consenso politico tra gli oltre trenta capi di Stato presenti.

Si è parlato di infrastrutture, sicurezza, accesso alla tecnologia e altre questioni, ma i temi più caldi sono stati il reintegro di Cuba in seno all’Organizción de Estados Americanos (OEA), la disputa tra Argentina e Inghilterra per la sovranità sulle isole Malvinas e l’ipotesi di depenalizzare l’uso di droga per alleggerire il peso della violenza del narcotraffico in America Centrale. Su questi ultimi punti è mancato il consenso e, nonostante gli sforzi del presidente colombiano Santos, non si è arrivati a una dichiarazione finale condivisa.

L’unico aspetto per cui il vertice è stato produttivo è stato quello economico. In margine all’incontro politico si  è tenuta infatti la prima Cumbre Empresarial de las Américas (Vertice imprenditoriale delle Americhe) che, sull’onda del boom che numerosi Paesi latinoamericani hanno vissuto nell’ultimo decennio, ha portato a ripetuti annunci di nuovi massicci investimenti in Colombia e nella regione da parte di grandi imprese transnazionali.

La mancata presenza di Cuba al vertice aveva già causato la defezione del presidente ecuadoriano Rafael Correa ed è stata sicuramente una delle ragioni che ha spinto il presidente venezuelano Hugo Chávez a rinunciare all’ultimo momento a prendere parte all’incontro, anche se la ragione ufficiale sono stati ¨motivi di salute¨.

Nonostante Cuba godesse di ampio appoggio, Obama è stato inflessibile nel reiterare l’impossibilità di un ritorno dell’Isola in seno agli organismi interamericani prima di una sua completa normalizzazione politica. Al termine del vertice, il presidente statunitense ha dichiarato di essere “un fervente credente nei principi” della Carta Democrática Interamericana e di attendere di vedere una vera transizione a Cuba. “Voglio che il popolo di Cuba si integri al continente, che i suoi cittadini si possano esprimere e possano criticare i loro leader”, ha dichiarato.

Quanto alla proposta di depenalizzazione del consumo di droga, sostenuta principalmente dal neo-presidente guatelmalteco Otto Pérez Molina e da altri Paesi centroamericani, c’è stata disposizione a discuterla, anche da parte degli Stati Uniti, ma non appoggio. Prima ancora che cominciasse il vertice, Obama ha dichiarato che “personalmente la mia posizione e quella della mia amministrazione è che la legalizzazione non è la risposta… Ci sarebbe un massiccio commercio di droghe e se non esistono limiti le condizioni potrebbero essere pi dannose di quelle che esistono in questo momento”. Nel corso dell’incontro il tema della depenalizzazione della droga si è progressivamente sgonfiato e tutto si è concluso con uno studio commissionato alla OEA sui possibili cammini alternativi da seguire nella lotta alla droga.

Anche sul tema delle Malvinas, nonostante la grande maggioranza delle nazioni latinoamericane appoggiasse le rivendicazioni argentine, non si è arrivati a una dichiarazione unanime. Gli Stati Uniti si sono dichiarati neutrali e hanno detto di voler mantenere buone relazioni sia con la Gran Bretagna che con l’Argentina. Appoggiano l’avvio di processo di dialogo tra le parti in causa, ma  non sono ancora disposti a riconoscere i diritti argentini sulle Malvinas.

Fonte: missioneonline

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