New South Wales. Ottimi i rapporti tra l’Italia e l’Australia — Lombardi nel Mondo

New South Wales. Ottimi i rapporti tra l’Italia e l’Australia

La scorsa settimana ha avuto luogo la gradita visita alla redazione de La Fiamma dell’Ambasciatore d’Italia in Australia, Gianludovico de Martino, accompagnato dal Console Generale per il New South Wales, Benedetto Latteri

SYDNEY – La scorsa settimana ha avuto luogo la gradita visita alla redazione de La Fiamma dell’Ambasciatore d’Italia in Australia, Gianludovico de Martino, accompagnato dal Console Generale per il New South Wales, Benedetto Latteri. L’Ambasciatore, che si è cordialmente intrattenuto con il personale del quotidiano, ci ha anche concesso una breve intervista nel corso della quale ha parlato dello stato di salute dei rapporti economici e di amicizia fra Italia e Australia, a poco più di un anno dall’inizio del suo mandato, ed ha anche affrontato alcune tematiche che interessano da vicino la comunità italiana in questo Continente.

L’Ambasciatore de Martino ha sottolineato lo stato di “eccellenza” che esiste nei rapporti fra l’Italia e l’Australia. “Solo giovedì scorso – ha ricordato – si è svolto a Melbourne l’evento conclusivo della raccolta fondi per il terremoto in Abruzzo, una raccolta alla quale il Governo federale australiano ha contribuito con un milione e mezzo di dollari, che ha permesso di raggiungere un totale di oltre 3,7 milioni che verranno utilizzati per ricostruire il Nuovo Teatro Stabile de L’Aquila. Questa direi – ha continuato l’Ambasciatore – è la dimostrazione della solidarietà della collettività di origine italiana qui in Australia”, ma è anche l’esempio pratico della “vicinanza fra l’Italia e le istituzioni australiane, sia federali che statali, in momenti difficili e tragici come quello del terremoto dello scorso anno”. 

Un rapporto di profonda e sincera amicizia che si riflette anche nelle relazioni economiche e commerciali bilaterali. “Malgrado una congiuntura generale che ha visto una forte contrazione del commercio internazionale nel suo complesso – ha osservato l’Ambasciatore italiano – la contrazione dell’intercambio tra Italia e Australia è stata inferiore alla media. Nel 2009, le esportazioni italiane nel mondo sono diminuite di circa il 21 per cento”, ma l’export verso l’Australia ha subito una riduzione “solo dell’8 per cento”. Si tratta, inoltre, di una contrazione inferiore a quella complessiva delle importazioni australiane pari a circa il 10%. “Ciò significa – ha osservato de Martino – che abbiamo mantenuto molto meglio di altri Paesi la nostra posizione sul mercato australiano, come confermato dai dati relativi al primo trimestre 2010 che segnano un aumento delle nostre esportazioni pari al 22 per cento”.

L’Italia è l’undicesimo paese esportatore verso l’Australia, il terzo dell’Unione Europea dopo la Germania e la Gran Bretagna. Ma l’attenzione dell’imprenditoria italiana nei confronti di questo paese va ben oltre il settore dell’export: c’è infatti “un forte interesse da parte della nostra industria – ha spiegato l’Ambasciatore – soprattutto per opportunità di investimento e di collaborazione industriale”.

A dimostrazione di questa tendenza, l’Ambasciatore ha fatto riferimento al recente incremento delle missioni di aziende ed operatori economici italiani e ha ricordato le importanti visite politiche, avvenute lo scorso anno, del Vice Ministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso, accompagnato da una delegazione di imprenditori, e del Sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, nonché le recenti missioni di Ance, Invitalia e SACE.

“In questo momento abbiamo più di 150 imprese italiane presenti in Australia sia con uffici di rappresentanza o sedi commerciali, sia con attività produttive come l’Iveco a Melbourne, l’Ansaldo e la Parmalat in Queensland, la Ferrero e la Prysmian a Sydney. Una recente indagine dell’Unione Europea indica in circa 20 mila i posti di lavori generati da aziende italiane in Australia. La presenza delle aziende italiane è molto forte soprattutto nei settori a più a alto contenuto tecnologico. Per fare alcuni esempi, CNH Case New Holland del Gruppo Fiat è leader nel comparto australiano dei macchinari agricoli: trattori, mietitrebbia, rastrellatrici,  e movimento terra. L’Iveco, sempre del gruppo Fiat, impiega oltre 500 addetti e ha realizzato lo scorso anno il primo autobus ibrido in Australia. Prysmian è l’unico produttore australiano di fibre ottiche, la tecnologia richiesta dal progetto federale per la costruzione di una rete nazionale a banda-larga. L’ENI ha avviato lo scorso anno l’estrazione di gas naturale dal giacimento offshore di Blacktip, nel Northern Territory, uno dei depositi più promettenti di tutta l’Australia. Saipem, Tenova, GE Nuovo Pignone, Solimec e Tenaris sono riconosciute come aziende leader nel campo della tecnologia estrattivo-mineraria e lo scorso anno si sono aggiudicate contratti per circa 2 miliardi di Euro. Non bisogna poi dimenticare la presenza consolidata di realtà come Luxottica, Safilo, Nuance Group, tutte aziende leader nei propri segmenti di mercato”.

 

Una piattaforma per tutta l’area dell’Asia-Pacifico

Per le imprese italiane, l’Australia detiene un potenziale molto interessante anche come piattaforma per tutta l’area dell’Asia-Pacifico. “Esiste quindi un interesse ben preciso a trovare partner per rafforzare o affermare una presenza in questa area geografica, e non solo verso il mercato interno australiano”.

Dal canto loro anche “gli australiani – ha continuato de Martino – vedono il nostro come un paese con il quale sviluppare collaborazioni dirette anche al più vasto mercato europeo. Fra le imprese australiane presenti in Italia si parla molto, per esempio, della Po Valley Energy, che opera nel settore degli idrocarburi nel Nord Italia; ma va segnalato che anche altre società innovative come Brambles, Cochlear, Amcor e Dyesol hanno avviato operazioni in Italia. Senza, infine, dimenticare la rilevante presenza australiana nel comparto italiano dei servizi, con Sky Italia, e della finanza, con QBE, Macquarie e Bovis Lend Lease”. 

L’Ambasciatore de Martino ha poi fatto notare che, a suo parere, anche l’immagine italiana in Australia gode di buona salute. Episodi come l’offensiva vignetta apparsa lo scorso novembre sull’Inserto dell’Australian Financial Review sono da considerarsi, per l’appunto, episodi, stonature. “Non bisogna soltanto guardare a questi episodi, – ha detto de Martino –  l’Italia ha in Australia un’immagine che riflette sostanzialmente la sua posizione di sesta economia mondiale, paese fondatore dell’Unione Europea, membro del G-8 e del G-20, primo paese occidentale per il “peacekeeping” sotto l’egida dell’ONU, e detentrice del 50% del patrimonio culturale mondiale. Numerosissimi sono gli australiani che hanno una diretta conoscenza della nostra realtà: nel 2008 gli arrivi australiani in Italia hanno superato le 680.000 unità. Gran parte delle nostre esportazioni è rappresentata da beni ad alto valore aggiunto, icone dell’Italia odierna.

Molti sono in Australia gli importanti eventi  italiani per la loro natura, per la provenienza delle opere: proprio in questi giorni si apre a Perth la mostra “A Day in Pompeii” che già tanto successo ha riscosso a Melbourne. La presenza di cultura italiana è permanente e significativa. Basta guardare il cartellone dell’Opera di Sydney e dei principali teatri lirici e orchestre australiane. Solo nell’arco di due mesi tra Sydney e Canberra abbiamo l’Italian Opera  Gala, il Requiem di Verdi, il Salut Baroque. O pensare al successo dell’Italian Film Festival che si svolge ogni anno in tutta l’Australia o ancora alla numerosa letteratura sull’Italia presente nelle librerie. Italia e Australia godono, inoltre, di ottimi rapporti nel campo scientifico. Basti pensare alla fitta rete di contatti tra istituti di ricerca e università nei campi più svariati, dalla biomedicina alle energie rinnovabili, all’utilizzo da parte della comunità scientifica sia italiana che australiana di infrastrutture scientifiche internazionali presenti sui due territori, come il sincrotrone Elettra a Trieste e il sincrotrone australiano a Melbourne, al Memorandum di collaborazione sul progetto astronomico Square Kilometer Array, alla partecipazione italiana, sia governativa che dell’ENEL, al Global Carbon Capture and Storage Institute, lanciato dall’Australia nel 2009”.

 

Stereotipi che non riflettono la realtà

L’Ambasciatore ha ammesso che talvolta l’informazione, almeno quella per il grande pubblico, non approfondisce appieno la realtà dei rapporti italo-australiani, “ma questo – ha  giustamente osservato – vale nei due sensi, perché anche in Italia ci sono stereotipi che, in qualche modo, non riflettono di certo la realtà dell’Australia. “E ciò dipende dalla prospettiva con cui si danno certe notizie. Ai lettori che volessero un ampio quadro della realtà italiana odierna consiglio di sfogliare l’Almanacco delle eccellenze pubblicato sul sito del Ministero degli Affari Esteri italiano, www.esteri.it”. Tirando le somme, l’Italia se la cava bene e “il suo profilo è stato senz’altro aiutato – ha fatto rilevare l’Ambasciatore – dalla presenza della nostra collettività e dagli illustri esponenti che essa annovera in tutte le espressioni della società australiana: nella politica, nell’imprenditoria, nelle professioni, nella cultura e nell’arte. Gli italiani in Australia sono molto apprezzati e perfettamente inseriti nel tessuto sociale e  hanno certamente dato un’impronta a quella che è l’Australia odierna”.

Sulla questione dell’importanza del mantenimento e della diffusione della lingua italiana in Australia l’Ambasciatore de Martino si è dichiarato consapevole degli sforzi che vengono fatti, dei buoni “numeri” relativi allo studio dell’italiano a livello soprattutto primario (circa 208.000 studenti), ma anche dei “problemi” che esistono a livello secondario e college (con circa 112.000 studenti) e universitario, dove gli iscritti a corsi di italiano sono, in totale, solo circa quattromila. L’Ambasciatore ha assicurato che le istituzioni seguono molto da vicino quello che succede in questo settore e sono costantemente in contatto sia con il Governo federale che con quelli statali. Ha sottolineato il contributo dato dal Ministero degli Esteri agli Enti gestori, riconoscendo però che, dal punto di vista finanziario, l’impegno maggiore è sostenuto dalle istituzioni australiane. Per dare una spinta ulteriore alla diffusione dello studio della lingua italiana, secondo de Martino, bisognerebbe puntare verso il settore “nuovo”, quello cioè dell’insegnamento bilingue in scuole statali australiane. Lavorando quindi per “avere un ciclo di lingua completo, partendo da un livello di scuola primaria per arrivare fino al termine della scuola secondaria e quindi all’università”. 

Seguendo questa direzione si stanno già vedendo risultati positivi, ha spiegato l’Ambasciatore, che ha anche sottolineato l’opportunità di distinguere fra due profili diversi dell’insegnamento della lingua: quello più culturale che linguistico, per il quale possono anche bastare due o tre ore d’insegnamento settimanale, come già avviene, e quello propriamente linguistico, che necessita di un intero ciclo. “Allora – ha detto – veramente si sviluppa una capacità linguistica bilingue. Ed è questo l’ambito in cui si possono ottenere maggiori risultati”.

Qualche riflessione anche sui giovani, sulla loro italianità spesso da stimolare e sostenere.  Secondo de Martino si parte da un punto di forza, che è l’interesse di base per l’Italia delle nuove generazioni di giovani di origine italiana. Un interesse che, fortunatamente, è comune e diffuso anche fra gli australiani.

Il viaggio nel Belpaese è diventato un po’ una consuetudine, una regolare esperienza, ma l’interesse per l’Italia e il senso di identità possono essere consolidati tramite il coinvolgimento dei giovani in iniziative concrete che possono essere d’interesse per la collettività. Nel corso della riunione sul futuro dell’italiano in Australia e della riscoperta delle radici, organizzata dall’Ambasciata nel novembre scorso a Canberra, sono stati anticipati progetti che si spera di poter effettivamente attuare, dove i giovani, sulle basi di un impegno volontario, possono fornire un contributo attivo. “E’ particolarmente interessante l’iniziativa di raccogliere le testimonianze filmate in formato ‘otto’ e ‘superotto’ e poi digitalizzarle, in collaborazione con il National Film and Sound Archive. Questo è il classico esempio di attività che può avvalersi del volontariato di persone giovani che possono dedicare un weekend, o qualche settimana, a un progetto che si indirizza  verso la fascia più anziana della collettività italiana. C’è poi un’iniziativa sul cinema e il Risorgimento su cui stiamo lavorando per il prossimo anno – ha spiegato l’Ambasciatore – in occasione delle celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia. Vorrei incoraggiare la partecipazione dei giovani a queste attività. Si tratta di opportunità concrete per collaborare con le istituzioni e le altre organizzazioni della nostra collettività al fine di attirare l’interesse generale verso l’Italia e produrre qualcosa di tangibile. Lavorando insieme, possono scaturire anche altre idee e suggerimenti per raggiungere un più ampio bacino.”.

DARIO NELLI

http://italianmedia.com.au/w3/index.php?option=com_content&view=article&id=4037%3Aottimi-i-rapporti-tra-litalia-e-laustralia&catid=8%3Adal-new-south-wales&Itemid=1&lang=it

 

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