Alabama e la legge che ricorda il periodo delle lotte per i diritti civili — Lombardi nel Mondo

Alabama e la legge che ricorda il periodo delle lotte per i diritti civili

La legge sull’immigrazione approvata dallo stato dell’Alabama sta scatenando le reazioni delle organizzazioni per i diritti civili e ricorda le drammatiche lotte degli Anni cinquanta e sessanta guidate da Martin Luther King, Jr :

L’epicentro della lotta contro il guazzabuglio di leggi sull’immigrazione americane non è l’Arizona, stato confinante con il Messico, diventata il simbolo dei boicottaggi e neanche gli altri stati in procinto di emanare leggi draconiane in materia. Lo stato su cui dovrà decidere la Corte Suprema  americana è in realtà  uno del Profondo Sud, dove le durissime leggi sull’immigrazione hanno fatto risorgere le immagini degli anni cinquanta relative alla lotta per i diritti civili.

Questa situazione la dice lunga sul cambio demografico della nazione e sulla memoria collettiva dell’Alabama e della violenza associata alla desegregazione.

In questi anni il Congresso non è riuscito a far approvare una legge valida per tutti così che Arizona, Georgia, Utah, South Carolina e Indiana ne hanno prodotte di loro. Ma tutti concordano che quelle messe in campo dall’Alabama sono le peggiori di tutte, con clausole tipo quella che autorizza le autorità scolastiche  a verificare lo regolarità della documentazione degli studenti potenzialmente illegali. La clausola è stata temporaneamente sospesa, ma la Corte Suprema dovrà riconsiderare la precedente decisione che permetteva l’istruzione agli immigrati illegali dall’asilo nido fino alla scuola superiore, e saranno inevitabili i confronti tra gli ispanici di oggi e gli afro americani degli anni cinquanta e sessanta.

 Foster Maer, un avvocato di Latinojustice di New York che contesta la legge, è sicuro che la Corte Suprema avrà la possibilità di ridefinire che cosa significa essere oggi un immigrato negli Stati Uniti. A suo tempo l’Alabama fu il campo di battaglia ideale per la lotta dei diritti civili per le sue dure leggi razziali, la forte popolazione afro americana e la presenza carismatica di Martin Luther King, Jr che guidò il boicottaggio degli autobus nel 1955-56. Gli oppositori della legge evocano le immagini del governatore George Wallace di fronte al portone della scuola per impedire l’integrazione razziale.

Secondo Richard Cohen, presidente della Southern Poverty Law Center, oggi le scuole le scuole sono bloccate in un altro modo, si intimidiscono gli alunni che hanno il diritto costituzionale di frequentarle. 

Da quando è stata introdotta la legge un mese fa, si calcola che  almeno un 10% di alunni ispanici  abbia lasciato la scuola. Alcuni immigrati clandestini intervistati dalla Associated Press hanno parlato di bambini scherniti e invitati a tornarsene in Messico, mentre altri hanno espresso la paura di essere arrestati e deportati.

L’avvocato che difende lo stato dell’Alabama, Luther Strange incolpa invece il dipartimento di giustizia di Barack Obama per avere agitato le acque con la falsa previsione che la legge avrebbe riportato le discriminazioni del passato.

Egli sostiene che l’ idea dell’Alabama con un poliziotto a ogni angolo di strada è completamente fuori luogo : nessuno usa cani poliziotto e idranti contro i cortei per i diritti civili come si faceva a Birmingham negli anni sessanta.

 

 A prima vista l’Alabama non sembra adatto per una battaglia nazionale sull’immigrazione. Non è uno stato di confine e ha meno immigranti illegali di altri stati del Sud.

Il governatore repubblicano dell’Alabama Robert Bentley, che difende la legge,  non riesce a spiegarsi tanta pubblicità. Probabilmente è  la percezione di chi non ci vive, e non si rende conto dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 50-60 anni.

La legge dell’Alabama è stata voluta da una nuova legislatura a maggioranza repubblicana, ma attualmente contestata nei tribunali federali dal dipartimento di giustizia, almeno 30 organizzazioni di diritti civili e da molti esponenti delle varie chiese. I giudici hanno bloccato alcune clausole, ma sussistono ancora quelle che permettono il controllo dei documenti al semaforo, e impediscono a un immigrato illegale di ottenere la patente di guida.

Alvin Holmes, rappresentante dell’Alabama e membro anziano afro americano della legislatura, ha dichiarato che i repubblicani non possono cambiare il voto democratico degli afro americani, e così se la prendono con chi ha la pelle scura per impedire loro di votare. Secondo lui hanno paura che gli ispanici, una volta entrati  e in grado di votare, si uniscano agli afro americani per prendere il potere in Alabama. 

I sostenitori della legge asseriscono che la razza non ha niente a che fare,  che è il risultato dell’incapacità del governo federale e un modo per dare lavoro al 10% dei disoccupati legali dell’Alabama.

Il senatore Scott Beason, un altro sponsor della legge, sostiene che molti hanno fatto del razzismo un modo di vivere, ma ha anche pubblicamente usato un linguaggio scurrile  per invitare i colleghi a farla finita con il problema dell’immigrazione. Un’altra volta ha definito “aborigeni” i frequentatori afro americani di un cinodromo.

Gli oppositori della legge hanno aumentato il confronto tenendo manifestazioni nei luoghi storici della lotta per i diritti civili con l’appoggio di molte associazioni per i diritti civili.

Una decina d’anni fa, quando la popolazione ispanica era scarsa,  nessuno parlava di leggi sull’immigrazione. Il Pew Hispanic Center stima che il numero di immigrati illegali in Alabama sia cresciuto da 25.000 a 120.0000, anche se la percentuale è minima rispetto agli 11 milioni di immigrati illegali di tutti gli Stati Uniti.  La loro rapida crescita ha creato lamentele tra i residenti, che li hanno accusati di avere portato via il lavoro, accettando salari bassi senza alcun beneficio.

Tuttavia, adesso che molti lavoratori impiegati nel settore edile e agricolo sono scappati via, non è stato possibile trovare dei residenti legali desiderosi di sostituirli.

Il  governatore afferma che i legislatori di altri stati stanno prendendo come modello la legge dell’Alabama, ma alcuni pensano che la notorietà  potrebbe  avere un prezzo esorbitante : l’immagine internazionale dello stato come hub del settore automobilistico.

 

Nel 1993, pochi mesi dopo che i funzionari dello stato avevano ammainato la bandiera confederata dalla cupola del Campidoglio, la Mercedes aveva scelto l’Alabama per installare una fabbrica con catena di montaggio. A seguire Honda, Toyota, e Hyundai. 

Il direttore generale del sistema pensionistico statale David Bronner che contribuì al reclutamento di queste fabbriche, adesso teme che l’Alabama abbia danneggiato la possibilità di continuare a farlo.

Che piaccia o meno si dà l’immagine di chi non vuole gli stranieri. Punto e basta. E i leader di altri stati fanno leva sulla cattiva pubblicità per accaparrarsi nuove opportunità.

La cattiva pubblicità si è fatta strada fino a Hillsboro, Wisconsin dove un uomo d’affari del mondo della tecnologia informatica, Charles Manser e 11 dei suoi amici hanno cancellato una vacanza golf di 10 giorni in Alabama. Un paio di suoi amici, uno nato n Puerto Rico e un inglese erano preoccupati perché temevano di essere fermati e interrogati.

Legittimo o meno, questo è quanto percepiscono le persone che vorrebbero andare in Alabama.

Fonte : www.internetpress.com – www.guardian.co.uk/world/feedarticle/992069

Tradotto e adattato da Ernesto Milani

 

Ernesto Milani

Ernesto.milani@gmail.com

31 ottobre 2011

 

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