Libia, è polemica sul ritorno del giorno della vendetta — Lombardi nel Mondo

Libia, è polemica sul ritorno del giorno della vendetta

Gheddafi si contraddice e festeggia i 35 anni della cacciata degli italiani, dopo aver promesso a Berlusconi di cancellare la ricorrenza. Fini: “Inaccettabile”. Gli Esuli: “Colpa sia della maggioranza, sia dell’opposizione italiana”.

In Libia torna la Giornata della vendetta anti-italiana. Dopo che nell’ottobre 2004 Muammar Gheddafi e Silvio Berlusconi avevano annunciato insieme a Mellitah la decisione di trasformare l’anniversario del 7 ottobre del 1970, data di espulsione degli ultimi italiani dalla Libia, in Festa dell’amicizia, in questo 2005 Tripoli e’ tornata a usare toni ostili verso “l’aggressore italiano”. Ne e’ prova inconfutabile un dispaccio ell’agenzia ufficiale di stampa libica “Jana”, teso a celebrare i 35 annidalla cacciata dei “fascisti italiani che si erano impossessati di tutto”.

A denunciare il voltafaccia del colonnello e’ l’Associazione italiana rimpatriati dalla Libia (Airl), che lamenta come Gheddafi abbia disatteso anche altri impegni assunti con il presidente del Consiglio, ad esempio il rilascio dei visti turistici ai rimpatriati che viene limitato agliultrasessantacinquenni.

Il presidente dell’Airl, Giovanna Ortu, sostiene che la Libia guarda ora con attenzione al centrosinistra (“per intervistare Romano Prodi, e’ arrivato in Italia, nel mese di settembre, il Capo del dipartimento informazioni della Jamahiriya”) ma nella sua denuncia accomuna maggioranza e opposizione, insensibili alle richieste dei rimpatriati. Infatti, lamenta la Ortu, nel 1998 il governo Prodi firmo’ un accordo con Tripoli in cui rinunciava “definitivamente a qualunque forma di compensazione per i beni confiscati” mentre i ministri di quello Berlusconi hanno “dilazionato anno per anno” promesse che “sapevano di non voler mantenere”.

“E’ la conferma che il rapporto con Gheddafi rimane complesso”, e’ il commento del ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, “perche’ accanto a una politica positiva di cooperazione con l’Italia per quanto riguarda la lotta all’immigrazione, ci sono poi comportamenti- spiega il vicepremier-, come questo di ripristinare la Giornata della vendetta, che sono moralmente inaccettabili”.

Meno cautela è dimostrata dal ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, che chiede al governo una chiara presa di posizione. Tremaglia pensa che occorra andare oltre le pur chiare parole di Fini, visto che ”gli italiani in Libia, una comunita’ che si era perfettamente integrata, sono stati molto importanti per il paese, dove hanno costruito strade ed ospedali, e non solo: nesono stati una componente essenziale dello sviluppo”.

E il leader dell’opposizione, Romano Prodi, pensa che dopo 60 anni sarebbe il caso ”di mettersi attorno a un tavolo e risolvere la situazione con la Libia una volta per tutte”, anche perchè all’Italia manca una seria politica mediterranea.

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