Prato e Cordoba unite da Domenico Zipoli — Lombardi nel Mondo

Prato e Cordoba unite da Domenico Zipoli

La sua opera in Europa è di una tecnica barocca cosi fantastica che chiama l’attenzione l’adattamento alla musica indigena guaranì. Sfortunatamente, una parte del suo repertorio andò perso quando le missioni furono praticamente smantellate nel 1767. Di Jorge Garrappa

Nato a Prato, il 16 ottobre 1688, da Sabatino ed Eugenia Varrocchi, mori a Córdoba, Argentina, nel 1726.

Compositore di nota, allievo di A. Scarlatti, ingresso alla Compagnia di Gesù da organista e compositore di musica strumentale per tastiere.

Nel 1706  a Roma, dove compose le sue prime opere tra cui Sonate d’Intavolatura.

Nel 1716 giunse a Siviglia, dove ingresso all’ordine dei gesuiti. Dopo finire gli studi di teologia e filosofia, andò a Córdoba (Argentina), dove rimase fino alla morte.

Fu il musicista più noto, impegnato presso le missioni gesuitiche di Mojos e Chiquitos, tra Paraguay e Bolivia.

La sua opera in Europa è di una tecnica barocca cosi fantastica che chiama l’attenzione l’adattamento alla musica indigena guaranì. Sfortunatamente, una parte del suo repertorio andò perso quando le missioni furono praticamente smantellate nel 1767.

Le sue opere più rappresentative sono la Messa Zipoli,  i Vespri Solenni e gli inni Ave Maria Stella, O Gloriosa virginum e Tantum ergo Sacramentum.

Prato è una bella città della Toscana, erede dell’Etruria. Quando Roma non era ancora nata, già gli etruschi possedevano una cultura avanzata e le loro navi percorrevano tutto il litorale italiano.

In Toscana nacque il “Rinascimento” e videro la luce Dante, Michelangelo, Petrarca, Leonardo, Galileo, San Francesco ed altri geni immortali.

Nel barocco, la musica esprimeva il meglio della vita artistica pratense con l’attività delle accademie legate alle famiglie fiorentine Salviatti e Bardi.

La Chiesa del Gesù, chiesa madre dei gesuiti a Roma, inizio la sua costruzione nel 1568 sul progetto di Giacomo Barozzi, detto il Vignola. Poi Barozzi continuerà i lavori, cominciati da Michelangelo, a San Pietro in Vaticano.

All’interno della Chiesa del Gesù, proto tipica delle chiese della Riforma, si trovano le spoglie di San Ignazio.

All’epoca di Zipoli, questa chiesa possedeva un organo fatto dal flamenco G. Hermans, su cui diceva Tagliavini: “Contava con delle risorse sonore, ricche e variate”.

Quante volte Zipoli avrà ricordato quell’organo romano mentre deliziava con la sua musica i fedeli che frequentavano la Chiesa della Compagnia (sull’angolo di Obispo Trejo e Caseros a Cordoba), “A cui armonia perfetta, niente più dolce e lavorato poteva anteporsi”, seppe dire il sacerdote gesuita Jose Manuel Peramas.

Gli abitanti della città mediterranea seppero godersi la genialità di Zipoli, dimostrata parecchio in feste religiose solenni, soprattutto in quella di San Ignazio il 31 luglio, per essere il fondatore dell’ordine gesuitico e patrono dell’Università, in cui chiesa avevano luogo questi eventi religiosi.

Jorge Garrappa Albani – Redazione Portale Lombardi nel Mondo–20/09/2011

jgarrappa@hotmail.com – jgarrappa@arnet.com.ar

 

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