I Lombardi in Sud Africa — Lombardi nel Mondo

I Lombardi in Sud Africa

Inizia una nuova rubrica del Portale Lombardi nel Mondo: presenteremo una breve e sintetica presentazione dei tratti essenziali dell’emigrazione lombarda nei paesi in cui questa è stata più rilevante. Cominciamo dal Sud Africa.

Il Sud Africa è il Paese africano con la più consistente presenza di Lombardi (e di italiani, in generale). Tra gli episodi significativi che legano l’Italia alla sua storia, va ricordato che in questo Paese venne allestito uno dei più grandi campi di prigionia alleati della Seconda Guerra Mondiale, in cui confluirono circa 100.000 soldati italiani catturati in gran parte nel Nord Africa, dei quali un quinto scelse, a guerra finita, di restarvi. Come sottolinea il “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes , ad essi e ai loro discendenti fa in gran parte riferimento il nucleo dell’attuale collettività, mentre l’altra parte è costituita da flussi di data anteriore e da alcune migliaia di nuovi migranti venuti a partire dagli anni ’60.

La presenza dei Lombardi in questa nazione ha lasciato tracce significative. Come ci riferisce Ciro Migliore, direttore della Gazzetta del Sud Africa, il primo premier di Città del Capo si chiamava John Molteno ed era di origini lombarde, così come dalla nostra regione proveniva il presidente degli ex prigionieri di guerra, Ernesto Colombo.

Molteno fu primo ministro del Capo dal 1872 al 1878; in onore a questo personaggio storico, troverà origine il nome di una città, Molteno per l’appunto, situata nella parte orientale della provincia del Capo, e che è dunque omonima del comune di poco più di 3.000 abitanti in provincia di Lecco.

Per quanto riguarda invece le vicende legate alla Seconda Guerra Mondiale, un altro lombardo prigioniero, il lodigiano Mario Lunghi, racconta  che ancora oggi, ogni anno, la prima domenica di novembre, si celebra nei campi di detenzione una solenne messa, in memoria dei prigionieri di guerra morti laggiù. Nello stesso luogo si può anche visitare il “museo artigianale” allestito esclusivamente con materiale prodotto dai prigionieri. Tra gli oggetti esposti, sono presenti anche dei violini.

Oggi, secondo i dati Aire (aggiornati al maggio 2006), i cittadini Lombardi residenti in Sud Africa sono 2.653, e quella del Paese australe risulta essere la tredicesima comunità lombarda più numerosa all’estero, con l’1,1% per cento del totale. Relativamente alle ripartizioni consolari dei cittadini italiani presenti in Sud Africa, possiamo apprezzare il fatto che ben il 57% di questi risiede nella circoscrizione di Johannesburg, mentre il 22% in quella di Città del Capo, l’11% a Durban e il 10% a Pretoria.  A Johannesburg la presenza italiana fu così numerosa nel dopoguerra che il sobborgo di Orange Grove veniva considerata la Little Italy della regione del Gauteng.

Il presente dei Lombardi in Sud Africa vive situazioni diversificate: da un lato, sono al timone di aziende di grande successo, come ad esempio la famiglia Grandi, attiva nella lavorazione del ferro a Città del Capo . Dall’altro, non sono pochi gli italiani in genere che oggi vivono in condizione di indigenza  e che fanno affidamento sulla locale Associazione Assistenziale Italiana, erede della più antica Società Italiana di Mutuo Soccorso.

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