Massimo Baldacci: una tesi di laurea sugli italiani nel mondo — Lombardi nel Mondo

Massimo Baldacci: una tesi di laurea sugli italiani nel mondo

“Italiani nel Mondo. Il problema della partecipazione alla vita politica nazionale”: questo il titolo della tesi proposta da Baldacci, che ne sta curando estratti speciali per il Portale Lombardi nel Mondo. L’intervista di Ricky Filosa di Italia chiama Italia

Massimo Baldacci è autore di una tesi di laurea dal titolo: “Italiani nel Mondo. Il problema della partecipazione alla vita politica nazionale”. Italia chiama Italia, che di italiani all’estero si occupa ogni giorno da vicino, non poteva non chiedergli la disponibilità per un’intervista.

 

Il lavoro svolto da Massimo analizza i momenti più importanti del dibattito parlamentare, in riferimento alla politica per gli italiani nel mondo, culminata con l’approvazione del loro diritto di voto, nel dicembre 2001.

 

“Basandosi sulla non rilevante storiografia relativa all’argomento e sugli atti parlamentari – si legge nella presentazione della tesi –  si è preferito dare ampio spazio alla discussione politica della legge 459/2001 (Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero), partendo dai lavori delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, per concludere con la votazione finale del provvedimento. Dopo una breve introduzione sulla storia dell’emigrazione italiana e sull’associazionismo dei nostri emigranti, l’attenzione è andata focalizzandosi sull’acceso dibattito parlamentare, ricavando vari spunti, trattati nel corso del lavoro”.

 

Soprattutto, si legge ancora “è’ stato interessante soffermarsi su particolari momenti della discussione, soprattutto, in riferimento a questioni delicate del testo in esame, come alcune critiche mosse circa l’istituzione della Circoscrizione Estero, con le sue enormi dimensioni e il limite dell’ elettorato passivo ai soli residenti di tale circoscrizione (art. 8 della legge 459/2001). Aspetto qualificante del lavoro è stata, senza dubbio, l’intervista al Ministro Tremaglia, vero protagonista della politica per gli italiani all’estero, nella quale è stato affrontato l’argomento sotto molteplici aspetti, dalle cifre di questo “Sistema Italia”, all’attività del Ministero da lui presieduto; dai motivi che lo hanno spinto a questa battaglia, alle critiche rivolte alla proposta di voto agli italiani all’estero”.

 

Massimo Baldacci, nell’anno accademico 2005-2006, lei ha presentato una tesi di laurea dal titolo: “Italiani nel Mondo. Il problema della partecipazione alla vita politica nazionale”. Come le è venuta l’idea, com’è nato il progetto?

 

L’idea di questa tesi nasce da un desiderio di affrontare un argomento attuale in un’ottica politica ed “emotiva”: mi ha sempre incuriosito il motivo che ha spinto l’on.Tremaglia a dedicare una vita ai nostri connazionali all’estero (mi riferisco a quando egli si recò ad Asmara alla ricerca della tomba del padre, morto prigioniero degli Inglesi, e trovò sulle lapidi dei soldati Italiani fiori freschi portati da chi, dopo la guerra, era rimasto nelle terre africane).

 

Partendo da un aspetto “emotivo”, ho cominciato a delineare il progetto che alla fine mi ha portato alla tesi sugli Italiani all’estero, soffermandomi sull’analisi del dibattito parlamentare per il loro diritto di voto.

 

Durante la preparazione e lo studio del lavoro, ho “scoperto” quanto siano stati fondamentali (e lo sono tuttora) gli emigrati italiani per il nostro Paese, anche  dal punto di vista puramente economico! Troppo spesso e troppo superficialmente, noi diamo per scontata la fama mondiale di cui gode l’Italia, fatta non solo di bellezze paesaggistiche, culturali e storiche, ma anche di impegno e sacrificio di chi ha lasciato il Paese alla ricerca di una nuova e migliore vita.

 

La scelta, poi, di focalizzare l’attenzione sul dibattito parlamentare per il diritto di voto è stata dettata anche dal desiderio di capire quanto, a livello politico, fosse sentita la necessità di dare voce e rappresentanza, nel parlamento nazionale, ai nostri connazionali residenti oltre confine, poiché in concreto, fino ad allora, c’erano voluti anni e anni, tra difficoltà e insuccessi, prima di arrivare ad approvare la legge 459/2001. Una cosa, questa, che mi lasciava interdetto: se tutti si dicevano favorevoli a questa prospettiva, perché solo nel 2001 si è conclusa la battaglia sul voto?

 

Lei è residente in Italia o all’estero?

 

Sono residente in Italia.

 

Ha parenti o amici oltre confine?

 

Si, ho parenti ed amici all’estero, in Europa, in Perù, in Australia, negli Stati Uniti che hanno saputo conquistarsi dei loro spazi nei paesi che li hanno accolti. Gente comune che ha cercato e voluto crearsi una nuova vita fuori dall’Italia, con sacrificio ed impegno.

 

Che idea si è fatto degli italiani all’estero, in generale?

 

Più che positiva! Gran parte degli Italiani all’estero sono i migliori ambasciatori che l’Italia possa permettersi. Persone che sono state costrette o hanno deciso di lasciare il proprio Paese alla ricerca di fortuna o semplicemente di una nuova realtà in cui affermarsi, sono solo da rispettare ed onorare: molto spesso penso che amino molto di più loro l’Italia, rispetto a noi che ci viviamo quotidianamente.

 

Ci parla, brevemente, dei punti principali affrontati nella sua tesi?

 

Considerati i miei studi (laurea in Scienze Politiche) non potevo che affrontare il tema degli italiani all’estero da un punto di vista politico, ripercorrendo le tappe fondamentali dell’emigrazione italiana con alcuni cenni sull’associazionismo. Ho descritto brevemente la “lunga marcia” del diritto di voto dal 1955 ad oggi, ma la parte principale ha riguardato il dibattito politico in tutto il suo iter (commissioni parlamentari e aula) della legge 459/2001. Un dibattito acceso in alcuni suoi punti e molto serrato che alla fine si è concluso positivamente per i nostri connazionali residenti all’estero. La tesi si è conclusa con un’intervista all’allora Ministro per gli italiani nel mondo, on. Tremaglia.

 

Ecco, lei – per arricchire la sua tesi – ha voluto anche sentire l’ex ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, padre del voto all’estero, che noi di Italia chiama Italia abbiamo intervistato più volte. Cosa le ha detto Tremaglia?

 

L’on. Tremaglia  si è mostrato subito interessato e disponibile al mio lavoro, ricevendomi negli studi del Ministero degli Esteri e concedendomi l’intervista, nella quale mi ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a dedicarsi a questa “battaglia di civiltà”, ripercorrendo alcune tappe per il diritto di voto e sottolineando i numeri di quest’altra Italia.

 

Una bellissima esperienza che mi ha permesso di capire quanto l’on. Tremaglia vivesse ( e vive) con passione il tema “italiani all’estero” e quanta parte della sua vita avesse dedicato ai nostri connazionali.

 

Secondo lei, cosa c’è che non va – se c’è – nella legge Tremaglia, o nel meccanismo elettorale all’estero?

 

Come tutte le leggi, anche questa non è perfetta e sicuramente migliorabile negli aspetti tecnici, ma quel che conta, a mio avviso, sta nella sostanza della stessa: aver reso effettivo un diritto sacrosanto ed averlo difeso contro ogni tentativo di “normalizzarlo”. Se, poi, delle modifiche dovranno esserci, ben vengano purchè tutte partano da questi presupposti, senza minimamente mettere in discussione tale diritto.

 

Parlando da persona non competente in materia, potrei dire che andrebbero riviste, forse, le ripartizioni della Circoscrizione Estero, si potrebbe aumentare di qualche unità il numero dei rappresentanti assegnati a tale circoscrizione e soprattutto, si dovrebbe trovare soluzione sulle modalità di voto: devono finire le polemiche, le accuse di brogli, di mancanza di informazione, di poca trasparenza. Le istituzioni devono rendere effettivo il diritto di voto a 360 gradi, coordinandosi con le associazioni, ambasciate e consolati vari.

 

E’ giusto, al di là di tutto, che gli italiani all’estero possano candidare, votare ed avere 18 loro rappresentanti in parlamento?

 

Lo trovo giusto. Che senso avrebbe avuto una legge che avesse permesso l’elettorato passivo a chi non residente oltre confine? Avremmo visto le segreterie di partito accaparrarsi i seggi in gioco, calando dall’alto i loro “protetti”, residenti in Italia! Sarebbe venuta meno l’essenza stessa della legge.

 

Riconoscere un tale diritto e non tutelarlo, salvaguardando la candidabilità nella Circoscrizione Estero, sarebbe stata una vera beffa per gli elettori oltre confine, dopo anni di attese.

 

La sua tesi ha per noi un titolo molto importante: a quali conclusioni è arrivato, una volta completato lo studio? Insomma, qual è, per gli italiani nel mondo, “il problema della partecipazione alla vita politica nazionale”?

 

Il titolo stesso della tesi riassume le conclusioni del lavoro: dopo anni di battaglie e difficoltà, stava per essere raggiunto un traguardo storico con l’elezione di 18 rappresentanti “esteri”. Cosa avrebbe provocato tutto questo?

 

Con una situazione politica così incerta, quei 18 eletti avrebbero avuto un peso notevole nella vita politica nazionale: sarebbe stato visto come un problema una presenza determinante di italiani residenti all’estero o sarebbe stata una cosa positiva per superare momenti di scontro politico anche durissimo?

 

Personalmente, ho sempre ritenuto che la presenza di questi rappresentanti fosse una nota positiva per la politica italiana: oggi, sono convinto che con il passare del tempo, la loro partecipazione alla vita politica nazionale possa rappresentare sempre più una risorsa. Non sarà facile, ma è indispensabile se si vuole continuare sulla strada intrapresa nel 2001.

 

Ora lei di che cosa si occupa? Progetti per il futuro?

 

Attualmente lavoro nel settore sociosanitario. Ho appena concluso un master universitario in Sviluppo delle risorse umane, con la speranza di affermarmi in questo settore: niente a che vedere, quindi, con gli Italiani all’estero! Proprio in questi giorni ho iniziato a collaborare con il Dr. Marconcini Daniele, presidente dell’Associazione Mantovani nel mondo, per una serie di articoli sulla mia tesi, per contribuire a tenere aperto il dibattito sul voto degli italiani all’estero.

 

Ricky Filosa

http://www.italiachiamaitalia.net/news/143/ARTICLE/10185/2008-07-31.html

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