Maurizio Macri: l’Uomo Grigio di Parravicini e Don Orione? — Lombardi nel Mondo

Maurizio Macri: l’Uomo Grigio di Parravicini e Don Orione?

Maurizio Macri è un politico e imprenditore argentino di origini reggine, nato a Tandil, provincia di Buenos Aires, l’8 febbraio 1959, da Franco e Alicia Beatriz Blanco Villegas. Padre di quattro figli, tre femmine e un maschio, viene rieletto nel 2011 sindaco di Buenos Aires con il 64,3% di preferenze al ballottaggio. Al primo turno aveva raccolto il 47,1% dei consensi contro il 28% del peronista Daniel Filmus e il 13% di Fernando “Pino” Solanas.

Di Jorge Garrappa Albani

Il paese di origine della famiglia Macri è Polìstena. Un comune italiano di 1070 abitanti in provincia di Reggio Calabria, confinante con Anoia, Cinquefrondi, Cittanova, Melicucco e San Giorgio Morgeto.
Ricorda Maurizio che, quando suo nonno, Giorgio Macri, decide allargare in Africa l’attività dell’azienda edile che poi gestisce da Roma, la moglie Lea Lidia Garlani rompe il matrimonio.
Il primogenito, FrancescoFrancoMacri, nato a Roma il 15 aprile 1930, a sei anni è inviato a casa dei nonni paterni, nel cuore della Calabria. Tornerà alla capitale dello stato sette anni dopo e, nel 1949, a diciannove anni emigra in Argentina.
A fianco di suo padre, Franco ha fatto fortuna ed esperienza nel settore dell’edilizia ecco perchè la sua condizione è privilegiata rispetto a quella di tanti altri emigrati meridionali che raggiungono l’America in cerca di fortuna.
L’ingegner Macri riconosce questa parte della storia di suo padre, ma non ha mai visitato il meridione d’Italia.
Sul finire di una sua breve tournée politica in Europa, si reca a Polistena con sua terza moglie, Juliana Awada .
L’incontro con il Sindaco di Polistena, Michele Tripodi, si fa nel salotto di casa della cugina polistenese Renata, docente collocata a riposo.
La città (che da il benvenuto ai visitatori con un cartellone che avverte “comune antimafia, di pace, città dell’arte“) ad ogni angolo fa riferimento alla famiglia Macri. Anche sul Monumento ai caduti, in Piazza del Popolo, si ricorda a Francesco e Paolo Macri, parenti di Franco.
Il capo del Governo porteño vuole immortalarsi di fronte alla casa natia di nonno Giorgio, dopodiché Renata Lema, lo informa delle sue profonde radici calabresi e gli fa vedere degli articoli giornalistici che ricordano i successi raggiunti dal Boca Juniors sotto la sua guida.
Tutti conoscono Franco e come, lui, umilmente seppe sovrapporsi all’esilio e fondo uno dei conglomerati imprenditoriali più importanti dell’America meridionale.
Il Gruppo Macri-SOCMA spazia in vari settori economici: automobili (Sevel), costruzioni (Sideco), raccolta e smaltimento rifiuti (Manliba), Servizi postali (Correo Argentino), telecomunicazioni (Movicom), servizi bancari (Pago Fácil), industrie alimentari con impianti in Argentina e Uruguay, miniere, ecc.
Maurizio, da giovane, sviluppa le stesse capacità imprenditoriali paterne ma in più possiede una vigorosa passione per la politica che lo allontana da Franco.
Comunque appoggia suo padre in scelte decisive che contribuiscono ad allargare l’impero economico della famiglia.
Nel 1991, la popolarità e ricchezza familiare lo rende bersaglio di una banda di rapitori che lo sequestra. Resta nelle loro mani per quindici giorni e viene rilasciato dopo il pagamento di un riscatto di 6 milioni di dollari.
Il primo balzo alla notorietà internazionale arriva nel 1995 come Presidente del Club Atletico Boca Juniors. Nonostante ciò, la politica resta sempre la sua grande passione e nel 2003 fonda il partitoCompromiso para el Cambio” che fa parte della coalizionePropuesta Repubblicana”, più nota come PRO.
Si candida per la prima volta -senza successo- alla guida di Buenos Aires4 anni dopo tenta di nuovo e vince al ballottaggio con il 61% contro il 39% del delfino del matrimonio Kirchner: Daniel Filmus.
Carismatico e di uno spiccato intuito riesce a intercettare il forte sentimento anti-kirchnerista che soffia nella capitale dello stato.
Il successo di Macri ha un significato travolgente per gli avversari peronisti che non avevano mai perso la guida del distretto federale.
Macri da questa piazzaforte punta l’attenzione sul tema della sicurezza e non risparmia critiche alla classe dirigente peronista. Va dritto ai problemi dei suoi concittadini con la determinazione e lo charme che lo contraddistingue raccogliendo ampi consensi.
Nel 2007 annuncia il valore nazionale della sfida che ha appena lanciato: “Il Pro è un ponte, siamo un gruppo, una squadra di persone che non viene dalla politica. Lavorerò per un’alternativa che riequilibri il sistema politico”.
La complessità dei problemi della città di Buenos Aires –specie dovuti ai continui allagamenti d’acqua piovana- riceve critiche e contestazioni, anche di potenti entità, ma sempre gli affronta con la verità.
Deve sopportare scioperi e manifestazioni in Plaza de Mayo, come quelle del 2008, contro il piano di tagli, che prevede licenziare oltre 2500 dipendenti pubblici per ridurre le spesse pubbliche.
Macri non molla e continua avanti con grande determinazione essendo protagonista dello sgombero del parcoIndo americano”, vasto spazio verde del sud della città, invaso da migliaia di migranti senza permesso di soggiorno, specie boliviani, paraguaiani e peruviani.
Lo sgombero, forzato, dura diversi giorni e provoca degli scontri che lasciano quattro morti e centinaia di feriti.
Siamo tutti coscienti che l’Argentina è esposta a una politica fuori controllo, dove lo Stato non si fa carico del proprio ruolo. Sembra che sia la città di Buenos Aires a doversi far carico dei problemi abitativi dei paesi limitrofi” replica Macri alle accuse di scelte xenofobe che arrivano dalla Casa Rosada.
Non solo l’attività politica occupa la vita privata di Maurizio Macri, anche il suo matrimonio si svolge come un evento nazionale seguito dall’affetto dei concittadini.
La bella e giovane Juliana è una fascinosa imprenditrice tessile, di ascendenza libanese. E’ per Maurizio un colpo di fulmine. Si confida con suo amico, il rabbino Sergio Bergman: “E’ finita la ricerca, questa ragazza cambierà la mia vita”.
I festeggiamenti del matrimonio alla tenutaLa Carlota” di Tandil, diventano un vero e proprio evento social – mondano, che unisce la politica, l’imprenditoria e lo spettacolo.
Questo matrimonio contribuisce a migliorare l’immagine di Macri come sindaco, leader politico e rende più facile la sua scalata alla presidenza del paese.
Juliana, dalla bellezza classica e rassicurante, attira tutti gli sguardi su di lei e supera la prova della “corte macrista” che la considera la candidata ottima come prima donna.
Dall’unione Macri-Awada nasce poco dopo Antonia, la figliola che allarga la gioia e l’equilibrio famigliare.
La domenica 22 novembre 2015, Maurizio Macri è eletto presidente dell’Argentina battendo al ballottaggio il candidato kirchnerista, Daniel Scioli.
In un clima teso e di forti rumori di frode elettorale -per la supposta manipolazione dei voti da parte del governo della vedova KirchnerMacri ottiene “ufficialmente” il 51,42% dei voti, con un vantaggio di tre punti sullo sfidante Scioli.
In mezzo all’esultanza della vittoria, Maurizio ringrazia il popolo che ha reso possibile il miracolo e gli fa un sentito omaggio a chi lo ha curato sin da piccolo, Anita
Chi è Anita?
Ana Moschini andò in pensione dieci anni fa, però continua a lavorare. Ne ha oggi 70 di anni ed è instancabile. Dopo essere stata la segretaria di Franco alla SOCMA, Anita gestisce la fitta e pesante agenda personale del Capo del Governo Porteño.
Parla almeno 5 lingue e accompagna a Maurizio da quando il Presidente eletto dell’Argentina si tuffò nella politica, poco prima di diventare Capo della Capitale dello Stato.
Macri assumerà la pesante carica, il prossimo 10 dicembre ponendo fine a dodici anni della cosiddetta “era K”, avviata da Nestor Kirchner (2003 al 2007), il marito di Cristina Fernández, deceduto nel 2010.
Esultano negli Stati Uniti e la Comunità Europea, esultano pure i moderati dell’America meridionale come il presidente del Chile, della Colombia, Juan Manuel Santos che gli offre “tutto” il suo appoggio o  il collega paraguayano, Horacio Cartes, che si congratula con gli argentini che “riaffermano il loro impegno per la democrazia“, dice.
Bestemmiano invece i capi dei regimi populisti radicalizzati come Maduro del Venezuela, Correa dell’Ecuador, Morales di Bolivia e la Presidente del Brasile.
Al riguardo commenta la RAI: “Le forze moderate del continente confidano che Macri sottrarrà l’Argentina all’abbraccio con il fronte chavista e di sinistra formato da Bolivia, Brasile, Ecuador e Venezuela che aveva caratterizzato l’era Kirchner, durante la quale erano stati rafforzati i legami con Russia, Cina e Iran”.
Il neoeletto Presidente ha condannato immediatamente gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 partecipando al dolore del popolo Francese.
Ciò ha fatto si che François Hollande abbia deciso visitare l’Argentina nel prossimo mese di Febbraio.
Quelli che credono alle profezie dicono che c’era già scritto, sia da Solari Parravicini sia di Don Orione, l’avvenimento del cosiddetto “uomo grigio”.
Don Orione lo conosciamo tutti, ma per chi non conosce Benjamin Solari Parravicini, lui era un pittore italo-argentino nato a Buenos Aires nel 1889 e morto nel 1974.
Oltre che per le sue doti nella pittura, Parravicini è famoso per i suoi disegni profetici. Con degli schizzi, fatti a mano libera, mostrava avvenimenti futuri accompagnati sempre da brevi messaggi profetici.
In uno di essi Parravicini parla della venuta di un uomo grigio che salverà l’Argentina:
Nuovo sole, nuova luna. L’albero marcio dell’Argentina saprà di una era di nuova pioggia. Arriverà al suolo la benedizione dopo serie lotte, d’incontri e scontri, di superbi in urli e grida sconfitti. Arriveranno tre capi e diranno, non saranno, ma dopo saranno in forza e verità. Loro chiameranno l’uomo a essere ed egli sarà. Egli sarà un uomo grigio
Spunta l’alba. Il ciclo dei superbi che rovinarono l’Argentina urlando è finito, arriverà la benedizione. I tre capi potrebbero essere Macri, Carrió e Sanz. Due di loro appoggeranno il vincitore ed egli sarà l’uomo grigio.
“L’uomo umile nell’Argentina giovane si reca per governare. Lui sarà di una casata giovane e sconosciuta in quell’ambiente, ma sarà santo in maniere, credenze e saggezza. Lui arriverà dopo la terza giornata!
L’umiltà è il contrario della superbia. Appartiene a una casata sconosciuta nell’ambito della politica. Santo in maniere, cioè ben educato, affabile. Credente, senza dogmi né ideologie. Saggio, empatico, capace, di nobili intenzioni. Arriverà dopo la terza giornata: saranno i tre turni elettorali? Primarie, generali e ballottaggio?
Don Orione, a sua volta, profetizzava che:
Un grande civile cattolico governerà il Paese brillantemente e ci saranno la pace e la prosperità per molti anni nel secolo prossimo. L’uomo che salverà e governerà l’Argentina non saprà di essere stato lo Scelto. Nessuno saprà, né i suoi genitori, né la Chiesa … sarà un uomo molto intelligente e totalmente apolitico”.
La maggioranza degli argentini spera senz’altro che sia proprio Maurizio Macri quell’uomo grigio, anticipato dalle profezie, capace a riportare il Paese al posto in cui non dovrebbe mai aver lasciato.

 

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