D’Elia tra Mapuche e Benetton — Lombardi nel Mondo

D’Elia tra Mapuche e Benetton

Il subsecretario de Tierras y Hábitat Social italo-argentino in difesa della popolazione indigena contro l’esproprio della terra

Buenos Aires – Il subsecretario de Tierras y Hábitat Social argentino, Luis D’Elia ha dichiarato che interverrà nella contesa che contrappone i Mapuche all’impresa italiana Benetton rispetto al possesso di terre in Patagonia; una contesa già in atto da anni “aggravata” da quella sorta, di recente, in attuazione a terreni aggiudicati dallo statunitense Douglas Tompkins, a Corrientes.

 

Il funzionario argentino di origine italiana ha detto che sosterrà, nel rispetto della legge, la comunità indigena contro l’impresario italiano. In questa ottica, d’Elia ha elogiato la dichiarazione della Comisión Episcopal de Pastoral Aborigen de la Iglesia, che ha richiamato ad una politica dello Stato che eviti “il crescente livello di vendita delle terre agli stranieri “. Gli espropi sono un ricorso giuridico e legislativo legittimo – ha sottolineato d’Elia -; per tale motivo si attiverà che le terre della Patagonia “siano espropriate ” della presenza di impresari stranieri.

 

La compagnia italiana conta circa un milione di ettari di terra tra Neuquén, Chubut, Río Negro, Santa Cruz ed è coinvolta nelle dispute con le comunità native per il permesso di transito di Corrientes.

 

Nei primi mesi del 2006, il gruppo multinazionale Benetton aveva sostenuto la cessione di 7.500 ettari di terra posseduta in Patagonia al Governo provinciale del Chubut , regione meridionale dell’Argentina, a 50 chilometri dalla località di Gualjaina ed a 150 da Esquel. L’intento era finalizzato alla destinazione di terra per rispondere “ai bisogni delle popolazioni indigene” Mapuche che da tempo reclama il diritto di proprietà sulla terra controllata dal gruppo italiano .

 

L’azione segue un lungo braccio di ferro tra il gruppo italiano e i sostenitori della causa dei Mapuche, dopo che la multinazionale trevigiana aveva acquistato circa 900.000 ettari dalla società britannica Compañía de Tierras del Sur Argentino S.A., che fa capo alla Edizione Holding, nel 1991.

 

La protesta era stata emblematicamente simboleggiata dalla lotta dei coniugi di origine india Atilio Curiñanco e Rosa Nahuelquir, citati in giudizio da Benetton alla fine di agosto del 2002 per la presunta occupazione abusiva di 385 ettari assegnati alla coppia dall’Istituto Autarchico di Colonizzazione nello stesso anno. Il 31 maggio del 2004, il Tribunale competente della città di Esquel aveva dato ragione all’azienda italiana .

 

 

News ITALIA PRESS 

 

 

 

 

 

 

 

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