L’Arcivescovo Scola: Martini come Sant’Ambrogio e San Carlo — Lombardi nel Mondo

L’Arcivescovo Scola: Martini come Sant’Ambrogio e San Carlo

Il Capo dell’Arcidiocesi di Milano durante la celebrazione dei funerali dell’Arcivescovo Emerito meneghino illustra l’alto spessore morale e spirituale del compianto religioso. Presso il Duomo presenti le massime Autorità politiche, e migliaia di fedeli assiepati anche fuori dalla cattedrale gotica

 

L’Arcivescovo Emerito di Milano, Carlo Maria Martini, ha seguito appieno l’esempio dei suoi più eminenti predecessori, e nei secoli a venire merita di essere ricordato nella medesima maniera dei Santi Amborgio e Carlo. Sa di candidatura alla beatificazione il discorso pronunciato dall’Arcivescovo di Milano, Angelo Scola, durante i funerali del Cardinale Carlo Maria Martini, suo predecessore dal 1979 al 2002.

Durante l’omelia, pronunciata in seguito della lettura delle Sacre Scritture – un passo tratto dal Vangelo secondo Giovanni – Scola ha espresso apprezzamento per la perseveranza e per la fede nella Resurrezione fatta propria da Martini durante tutto il suo sacerdozio.

Inoltre, l’Arcivescovo della Diocesi più importante d’Europa ha evidenziato come la grandezza del suo predecessore sia insita nella capacità di avere letto in maniera adeguata le esigenze della modernità, le differenti sensibilità, e, secondo una condotta agostiniana, di avere garantito l’unità della Cristianità nella sua

pluriformità.

“Pensiamo alla lunga catena dei nostri arcivescovi – ha dichiarato Scola – soprattutto a Sant’Ambrogio e a San Carlo. E’ nostro vivo desiderio che Carlo Maria Martini venga annoverato tra i santi e i pastori del gregge del Signore”.

Commovente, al punto da riscuotere gli applausi della folla – assiepata entro il Duomo di Milano e fuori dalla cattedrale gotica del capoluogo meneghino, dove, nonostante la pioggia, migliaia di fedeli hanno seguito la cerimonia tramite i maxischermi – è stato il saluto di chi è succeduto all’Arcivescovo Martini alla guida dell’Arcidiocesi di Milano nel 2002, il Cardinale Dionigi Tettamanzi.

Martini è ricordato come l’Arcivescovo del dialogo e dell’apertura. I suoi sforzi spesi in favore del dialogo con l’Islam, con l’ebraismo e con le altre confessioni cristiane, ha fatto sì che tra i presenti al funerale figurassero esponenti di spicco di altre religioni.

Inoltre, l’Arcivescovo Emerito di Milano è ricordato, ed apprezzato, anche per il coraggio dimostrato nel Governare l’Arcidiocesi meneghina secondo una linea moderna e liberale. Egli ha infatti sostenuto la necessità di ammettere i divorziati al Sacramento dell’Eucarestia, ed ha ammesso, in certi casi, l’uso del preservativo e di altre forme di contraccezione.

 

Tra i presenti alle esequie di Martini, anche le principali autorità dello Stato e del Governo locale. Oltre al Premier, Mario Monti, a dare l’estremo saluto all’amato Arcivescovo sono stati anche il Governatore di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il Presidente della provincia di Milano, Guido Podestà, il Sindaco di Milano,

Giuliano Pisapia, il Leader dell’Unione Di Centro, Pierferdinando Casini, la Presidente del Partito Democratico, Rosy Bindy, e il Capo di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola. Accorsi in Duomo anche altri politici ed esponenti della borghesia milanese, tra cui il Presidente della squadra di calcio Inter, Massimo Moratti.

Terminati i funerali, l’Arcivescovo Martini, con una cerimonia privata, è stato tumulato all’interno della Cattedrale meneghina, sotto il Crocifisso di San Carlo.

 

Matteo Cazzulani

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