Il Brasile va bene o il Brasile va male? Riflessione globale — Lombardi nel Mondo

Il Brasile va bene o il Brasile va male? Riflessione globale

Sto scrivendo nel giorno dedicato a San Giorgio, San Giorgio Guerriero molto venerato in Brasile ed in modo particolare a Rio de Janeiro. I devoti sono moltissimi, non solo cattolici che vedono in lui il martire o il difensore della cristianità, ma anche i praticanti delle religioni afrobrasiliane, di Marco Stella

Sto scrivendo nel giorno dedicato a San Giorgio, San Giorgio Guerriero molto venerato in Brasile ed in modo particolare a Rio de Janeiro.

 

I devoti del Santo Guerriero sono moltissimi, non solo cattolici che vedono in lui il martire o il difensore della cristianità, ma anche i praticanti delle religioni afrobrasiliane: candomblè e umbanda che sincretizzano San Giorgio con Ogum, dio africano della guerra.

 

Inoltre San Giorgio è visto dagli adepti dell’esoterismo come archetipo del guerriero che combatte il male. È questo il concetto di fondo. Il bene contro il male. Semplice.

 

Migliaia di devoti raggiungono chiese, centri spiritualistici e templi, per rendere omaggio all’affascinante guerriero abbigliato un po’come un marte romano, avvolto nel suo manto rosso, che con una lancia d’argento trafigge il drago e con la spada è pronto a sferrare il colpo di grazia.

 

Il fedele si rispecchia nel santo per ricercare qualche personale vittoria contro una situazione negativa o per chieder protezione come “angelo custose ausiliare” in una Rio de Janeiro che con i suoi scontri armati tra polizia e narcotrafficanti conta più morti dell’Afganiztan. Il cittadino non può fidarsi completamente della polizia per l’alto grado di corruzione, allora il fedele chiede protezione al Santo Guerriero.

 

Gli ospedali pubblici di Rio e molte altre città funzionano a ritmi rallentati per mancanza di medici e nelle lunghe file, dove deve aspettare ore anche chi è grave, la cosa migliore è pregare, pregare, pregare. Come deve pregare un padre che guadagnando solamente lo stipendio minimo (200 euro circa) non sa come garantire al proprio figlio un futuro degno sapendo che dalla parte di uno stato affamatore e ingrato non ha nemmeno garantite salute e educazione.

 

Ma il Brasile non è solo questo, il Brasile è il paese del futuro, uno dei paesi che cresce maggiormente al mondo. Esistono differenze di classe sociale, ma allo stesso tempo i contrasti sociali non sono forti, convivono con pochi incidenti di razzismo molte razze e culture. L’economia é organizzata in modo da dare la possibilitá al grande investitore di muoversi liberamente. è questo il punto, il fatto che il Brasile sia una terra dove le grandi imprese multinazionali possano investire in mano d’opera a basso costo e dove trovare una sempre più ampia fetta di potenziali acquirenti dei prodotti stessi.

 

Il Brasile che va male, va bene perchè inserito in quel nuovo ordine mondiale dove sta svolgendo un ruolo prestabilito da una gerarchia internazionale non eletta, quella che conta molto di più dei politichetti volutamente ignoranti e corrotti che amministrano il Brasile e la maggior parte di tutti gli altri paesi del mondo.

 

Il successo dei vari caudiglietti populisti è spesso enfatizzato e sostenuto dalla stessa “cupola internazionale” perchè stanno svolgendo il ruolo prestabilito: quello di aumentare gradualmente la classe media  quanto basta per farli comprare di più senza spezzargli le catene che li legano ad una vita alle soglie della miseria. Creare un mercato sempre più ampio ed allo stesso tempo avere uma mano d’opera a basso costo.

 

Vanno bene i caudiglietti populisti e non vanno bene quelli che con lungimiranza vorrebbero un paese indipendente, non supino agli interessi della cupola internazionale, della cosca del potere globale.

 

Il Brasile che va bene, va male. Ma è una questione di punti di vista. Va bene per chi guadagna almeno 2000 reali e può permettersi di farsi curare nelle cliniche private, di mandare i figli alle scuole private per gli altri cittadini rimane la preghiera.

Per questo esiste la fede, per questo esistono i santi, per ricevere la speranza di un intero popolo. Ma sarà sufficiente? Cosa ha fatto il San Giorgio leggendario dei racconti medievali di fronte al drago? E’ stato forse inerte ad aspettare che Dio risolvesse per lui la questione? Se ci si vuole rispecchiare nel santo, che lo si faccia sino in fondo allora forse il drago del nuovo ordine mondiale potrá avere di fronte a sè un nemico degno di rispetto. Sarà sepre l’uomo il fautore della propria fortuna, il santo o la divinità sono  semplicemente quella spinta in più.

 

Marco Stella

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