INDONESIA, il grande privilegio delle Mentawai – Parte V — Lombardi nel Mondo

INDONESIA, il grande privilegio delle Mentawai – Parte V

prosegue il viaggio di Ferruccio Brambilla alla scoperta dei singolari usi e tradizioni delle popolazioni locali

L’indomani di buon’ora iniziano ad arrivare al nostro accampamento i figli di Aman Lau Lau. Poi tutti gli altri. Ogni famiglia porta in dono una gallina chiusa in una gabbia, per il cerimoniale della benedizione che avviene proprio col passaggio degli stregoni che, tenendo per le zampe i poveri polli bagnati, li usano come strumento di benedizione. I bambini con le percussioni sono invece molto bravi, fuochi e balli rumorosissimi sopra il legno rimbombante e traballante della costruzione a palafitta. Le povere galline inzuppate d’acqua per la benedizione vengono poi affidate ai bambini che si cimentano come in una gara tirando loro il collo (foto), per poi rosolarle, mezze vive, su di un fuoco acceso per l’occasione.

 

Ogni due per tre le mamme allattano i pupi mostrando con indifferenza i seni i cui capezzoli sono diventati enormi e penzolanti causa proprio il continuo allattamento nel corso della giornata e causa il fatto che i bambini non si limitano a ciucciare, ma seguitano per tutto il giorno a giocare proprio con i capezzoli della mamma. La tipa dei frutti rossi, ho scoperto che è una maestra di Pio ed insegna non so cosa nella scuola appena ultimata e per la quale domani ci sarà la cerimonia di inaugurazione con tutti i bambini, padri, madri, stregoni (e stregone?). No non ci sono stregoni al femminile. Le donne non si differenziano dagli uomini solo per il fatto che non portano il machete, ma anche per certi atteggiamenti che, nonostante la presenza di “ospiti”, evidenziano senza falsi pudori una certa civetteria, che non avrei mai immaginato di trovare in una tribù primitiva e selvaggia come quella dei Sakuday, come già detto gli ultimi eredi della cultura Mentawai.

 

 

Da queste parti capita che, se la comunità viene a sapere che un uomo si è “intrattenuto” nella foresta con la donna di un altro, più del tempo dovuto (ma dovuto per far cosa?), questo uomo viene semplicemente multato. La multa, decisa da uno stregone è rappresentata, a seconda della gravità dalla cessione di uno o più animali alla “parte lesa”, animali più o meno grossi. Un tradimento ad esempio vale tre galline. Curiosa ed immaginabile a questo riguardo l’osservazione di Pio che condivido… io darei volentieri tre galline per una passeggiata nella jungla con la maestrina. Sempre il mitico Pio suggerisce, prima del pranzo, di cospargersi di un liquido repellente, perché la zona è altamente malarica e non si sa mai…

Il pasto è a base di pesce essiccato, già inconsistente, dopo la cottura non rimane più niente, solo ossa carbonizzate.

 

Poco dopo, l’incontro ed il raduno degli stregoni per organizzare la festa del giorno dopo, sotto la sapiente ed impareggiabile regia di Barnabas, mentawaiano doc. Molto elegantemente, i guerrieri di queste tribu non portano mai gli strumenti atti ad offendere all’interno della uma, così chi vuole sapere se all’interno di queste tipiche abitazioni c’è un raduno di stregoni, basta che osservi l’imponente ammasso di macheti parcheggiati fuori, nel nostro caso abbandonati sulla veranda della vecchia scuola, dove abbiamo pranzato a base di banane cotte e sago.

 

Barnabas ha 28 anni, fantastico ed in gambissima, nato e cresciuto alla Mentawai, grazie a Pio è riuscito ad ultimare gli studi semi-universitari (6 anni elementari, 3 di medie più altri 3 di superiori), parla correttamente inglese e suona la chitarra come pochi. Conosce molti brani dei complessi anni 70. Una favola! La sera prima dell’incontro con lo stregone “ostile”, lui alla chitarra io ai bonghi, ci cimentiamo con brani di Clapton, Pink Floyd, Eagles che conosce a menadito grazie ad un parente inglese di Pio che gli regala i cd, che può ascoltare solo quando si trova a Padang.

Ho anche scoperto che Pio, proveniente da famiglia molto facoltosa, veneto di Gambellara, ha abbandonando tutto per l’Indonesia, missionario prima e sacerdote “indipendente” poi. Questioni sorte coi superiori in merito alle modalità di svolgimento dell’apostolato, ora è Pastor Pio in bermuda e t-short, la persona più conosciuta in tutto l’arcipelago, nonché Ambasciatore delle Mentawai, nominato grazie ai buoni auspici del Bupati. Pio ha dedicato quasi quarant’anni a diffondere istruzione tra i giovani indigeni mentawaiani che vivono in questo meraviglioso arcipelago. Come dicevo per questi giovani l’istruzione equivale a sopravvivenza, non solo nel senso di sussistenza, ma soprattutto di indipendenza e conservazione della cultura autoctona. E’ fondamentale consentire l’accesso all’università dei migliori studenti affinchè, ritornando poi nell’arcipelago, possano entrare a far parte della “classe dirigente” delle Mentawai e proteggere gli interessi e le tradizioni del loro popolo, al riparo dalle sempre insistenti ingerenze del governo di Jakarta.

– Continua –

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