Documenti non validi»: bloccati i nativi d’America. A rischio il campionato del mondo di lacrosse — Lombardi nel Mondo

Documenti non validi»: bloccati i nativi d’America. A rischio il campionato del mondo di lacrosse

Respinti alla frontiera perché privi di documenti validi per le leggi britanniche, i nativi americani campioni di lacrosse in quanto il loro passaporto irochese non è riconosciuto al di fuori dei confini statunitensi

Rischia di finire, ancora prima di essere iniziata, l’avventura Oltreoceano della nazionale irochese di lacrosse, sport popolarissimo nell’America del Nord da oltre 1000 anni, simile alla pallamano ma giocato con delle retine come quelle della caccia alle farfalle, inventato proprio dalla tribù indiana. L’8 luglio 2010, la nazionale irochese dovrebbe debuttare proprio contro l’Inghilterra ai campionati del mondo, in programma a Manchester. Il governo inglese ha però negato alla squadra l’ingresso in Gran Bretagna, perché i documenti presentati (e liberamente utilizzati dagli irochesi negli ultimi 30 anni) non sono più in regola: alla luce delle nuove e più restrittive disposizioni in materia di spostamenti da una nazione all’altra, infatti, il loro passaporto non è più ritenuto legale e pertanto, se vogliono viaggiare, i membri della tribù (discendente da una delle sei Grandi Nazioni Native d’America) devono usare un documento statunitense, che però i nativi non riconoscono.

 Una situazione di stallo dunque, che arriva al termine del braccio di ferro tra i giocatori e il governo federale degli Stati Uniti: la nazionale di lacrosse è rimasta bloccata per cinque giorni alla partenza per la Gran Bretagna, fino a quando un intervento diretto del Segretario di Stato, Hillary Clinton, ha permesso di risolvere l’empasse, concedendo agli irochesi una deroga speciale. «Considerate le caratteristiche uniche del viaggio – ha spiegato il portavoce del dipartimento di Stato, PJ Crowley – si è optato per la flessibilità con una soluzione una tantum».

 Tutto sistemato, dunque? Neanche a parlarne. Perché ottenuto il via libera dal governo americano, è arrivato lo stop da quello inglese, che ha vietato l’ingresso della nazionale di lacrosse, adducendo come spiegazione l’inasprimento delle norme sui viaggi, applicate dopo l’11 settembre. «Siamo lieti di dare il benvenuto alla nazionale irochese di lacrosse – ha detto un diplomatico inglese al Guardian – ma come tutti quelli che vogliono entrare nel Regno Unito, anche loro sono tenuti a presentare documenti che ci permettano di completare i nostri controlli sull’immigrazione. E se la squadra presenterà il passaporto irochese insieme con quello americano o canadese, non avrà alcun bisogno di visto». Come detto, però, il problema sta proprio qui, perché gli irochesi non riconoscono il governo statunitense o canadese e, considerandosi nazione sovrana, non ammettono l’utilizzo di documenti diversi dai propri. «Questo non è davvero il modo migliore per preparare un campionato del mondo – ha spiegato il presidente del team irochese, Oren Lyons – e a questo punto non faremo in tempo ad arrivare per la partita d’esordio».

Ovviamente siccome le frontiere non sono state stabilite dai nativi, il lacrosse si pratica anche in Canada. A questo proposito il blog www.turismoincanada.blogspot.com ha dedicato a questo sport diversi pezzi. L’ultimo del mese di giugno riportava di una ragazza, con tutta probabilità canadese,  in giro in bicicletta per Milano con una mazza da lacrosse al collo che si dirigeva al campo pratica.

la foto, Percy  Abrams, dirigente della nazionale irochese, mostra il suo passaporto durante una conferenza a New York (Ap)

 

Simona Marchetti  Corriere.it

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

16 luglio 2010

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