Personale dedicata a Monti a Manila — Lombardi nel Mondo

Personale dedicata a Monti a Manila

Del grande scultore lombardo Riccardo Monti, di origine cremonese e vissuto per molti anni nelle Filippine, viene rivalutata l’importanza attraverso questa esposizione. Le sue opere sono punti di riferimento fondamentale per lo sviluppo dell’arte nel paese del sud-est asiatico.

La committenza delle Gallerie d’Arte, la Commissione Nazionale per la Cultura e le Arti, la Cal Foundation, il Museo delle Arti e Scienze dell’Università Santo Tomas  con la cooperazione dell’Ambasciata d’Italia e dell’Associazione Filippina- Italiana hanno aperto al pubblico il 12 agosto  2005, nella suggestiva cornice e nel contesto di altissimo pregio storico – architettonico dell’UST Museum of  Arts and Sciences dell’University of Santo Tomas, Espana, Manila,  una prima grande  mostra postuma dedicata allo scultore italiano Francesco Riccardo Monti che si protrarrà fino al 30 settembre.

L’antologica rende omaggio all’artista, proponendo un itinerario emozionante attraverso un percorso evolutivo e  scelte espressive degli anni della maturità, ricchi di esperienze  e di mutamenti che hanno segnato una tappa particolarmente significativa con la ricerca di un linguaggio moderno e sempre più originale che definitivamente si allontana dagli esempi del suo maestro Leonardo Butti. L’Esposizione offre, quindi,  l’occasione di riconsiderare la figura dell’artista, importantissimo per la scultura decorativa e la cultura artistica filippina nel periodo che va dagli anni 1930 al 1958.

 Le sue sculture  sono, infatti, “punti di riferimento essenziali” della grande Metropoli di Manila  e di altre importanti città delle isole filippine.

L’artista, che aveva scelto nel 1930 le Filippine come sua nuova residenza,  seppe, generosamente, offrire il suo talento nello scolpire statue di grandi dimensioni che si possono ancora oggi ammirare sulla facciata della chiesa di San Domenico e dell’edificio della biblioteca dell’Università del Visayas,  sul tetto della grande Università di Santo Tomas e sul tetto del Tabayas Campidoglio.

La mostra presenta le collezioni private della famiglia della scultrice Virginia Ty-Navarro e dello scultore Ting Ping Lay, già allievi del Monti, primo insegnante in Manila a sviluppare il programma di scultura per la Facoltà d’Architettura e Belle Arti dell’Università Santo Tomas. Sono visibili anche le sculture che si trovano presso lo studio di architettura House Precast e riconoscibili sono i busti di personaggi eminenti come il ritratto del Presidente Manuel Quezon e della moglie Aurora , del Presidente Manuel Roxas ed Eulogio  “Amang” Rodriguez.

Sono tutti lavori in gesso e di piccolo formato, utili per  poter tracciare un cammino ideale della produzione dell’artista le cui figure armonizzano con  il classicismo occidentale perché permeate da suggestioni cremonesi e con l’iconografia locale rivissuta attraverso lo stile  orientale.

La rassegna offre, inoltre, un inusitato impatto visivo non comune per le enormi gigantografie di alcune opere pubbliche ed altre architettoniche, poco note al pubblico italiano, ma anche agli stessi Filippini, che si trovano a Malacanan Palace Grounds and Presidential Museum di Manila, al Quezon Provincial Hall, all’Università del Visayas, al Negros Municipal Hall Parck di Bacolod City, al Molo City (Iloilo) e nelle chiese di Pasay City, di Santo Domingo e di Sta Cruz.

I lavori furono eseguiti prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Ting Ting Lay e Napoleon Abueva, scultori viventi formati da Monti, insieme a Anna Filippicci Bonetti e alla contessina Francesca Arcelli Fontana han tagliato il nastro per l’apertura della mostra.

Anna Filippicci Bonetti è l’autrice del libro “L’Orto dei Marmi”, edito a Cremona e prima pubblicazione contenente la completa documentazione delle opere dello scultore in Italia e di parte delle sculture di Manila e delle isole dell’arcipelago documentate con fotografie effettuate a suo tempo dallo stesso Monti e in possesso dei familiari. Francesca Arcelli Fontana è, invece, la nipote del Monti che  per la prima volta si è recata a Manila, ma il viaggio le era stato anticipato dai molti racconti della mamma Sandra, figlia  dell’artista, che aveva vissuto per più di vent’anni in quella grande metropoli.

Il momento, però, più emozionante della manifestazione è stata la presentazione da parte della Commissione per la Cultura e dell’Arte di un attestato quale riconoscimento postumo per il contributo all’Arte Filippina, su proposta di Napoleon Abueva, Artista Nazionale per la scultura e del Presidente della NCCA Ambeth Ocampo.

L’attestato è stato consegnato alla contessina Francesca Arcelli Fontana e alla sig.ra Anna Filippicci Bonetti dal sig. Sid Gomez-Hildawa, direttore del Comitato per le Gallerie d’Arte della NCCA che aveva raccolto i fondi per il progetto della mostra.

Maria Victoria Herrera, professoressa presso il Department of Art Studies, College of Art & Letters, University of the Philippines Diliman, curatrice del progetto della mostra “Francesco Riccardo Monti in the Philippines” e del catalogo, aiutata dai ricercatori Jaime de los Sanctos e Joy  Rosal-Sumagaysay e dell’assistenza di Silvana Ancellotti Diaz, ha precisato che l’esposizione raccoglie i lavori del Monti, un artista espatriato da Cremona, che ha contribuito ai progetti di costruzione durante il periodo coloniale Americano  e negli anni dopo la guerra. Monti arrivò nel 1930 e da allora elesse le Filippine come  sua casa. Arrivò nel periodo in cui i maggiori progetti di costruzione ed infrastrutture erano all’apice. Aveva una grande stima per la gente di questo paese ed era molto colpito dalla  larghezza di vedute degli uomini di comando sia  politici sia di cultura. Venne per iniziare una nuova vita e vi trovò anche una nuova libertà nella sua arte. Per circa trenta anni, fino alla morte nel 1958, collaborò con architetti locali e scultori sui maggiori progetti  commissionati sia dal governo sia da privati.

La curatrice della mostra ha evidenziato inoltre che lo scopo del progetto è di aumentare la consapevolezza e la preoccupazione per le condizioni delle  sculture pubbliche e luoghi storici del paese. Nel raccogliere la documentazione dei lavori del Monti nei diversi luoghi pubblici, ci si è accorti dei problemi che sorgono per la loro  conservazione, che non si differenziano da altre sculture esterne. Come per gli edifici pubblici, anche le sculture necessitano di cura e protezione. A prescindere dall’identità e nazionalità dell’artista, non possiamo negare che questi lavori fanno parte della nostra cultura e storia.

Infatti, il palazzo della Meralco Building, sede dell’azienda Meralco del trasporto e dell’alimentazione (Manila Eletric Rail e Light Company), una delle costruzioni più moderne in Manila prima della guerra, progettata secondo un linguaggio che presenta collegamenti con l’Art Dèco, si sta lentamente dissolvendo per l’abbandono e l’incuria, dovuti anche alla scarsa conoscenza che i Filippini hanno dell’edificio. Il lento degrado è dovuto all’uso inadeguato della struttura che ha snaturato quasi tutta l’opera architettonica. Occorre richiamare l’attenzione delle autorità competenti affinché si prodighino ad arrestare il progressivo degrado, e degli storici dell’arte affinché con studi e ricerche pongano in luce l’importanza del monumento e le sue peculiarità artistiche per la salvaguardia anche della sua pregevole decorazione scultorea  nell’ambito degli esempi più incisivi dell’architettura civile del territorio filippino.

Paulo Alcazaren, giornalista del The Philippine Star,  ha sottolineato nell’articolo “The Eritage Conservation”, che l’edificio della Meralco Building va salvaguardato in quanto la  caratteristica peculiare della costruzione è un alto rilievo sculturale di Francesco Monti. Sopravvive ancora perché aspetta l’asta immobiliare per poi far demolire il palazzo per farne un condominio. Sarebbe bene restaurarlo o conservare il rilievo e trasferirlo a Rokwell.

A parte il discorso sulla conservazione dei monumenti, la mostra assume particolare importanza perché offre alla conoscenza del pubblico  il contributo che Monti seppe dare  alla crescita della loro Arte.

L’Esposizione sarà trasferita nel mese di novembre a Iloilo City alla Università Visayas Campus sotto l’egida della Direzione del Comitato dell’Arte e della Cultura, nell’edificio della biblioteca, originariamente “The Iloilo College”, costruzione disegnata dall’architetto Juan Arellano e con le sculture della facciata opera del Monti.

Anna Filippicci Bonetti

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