Tiffany, due mostre raccontano Il sogno americano — Lombardi nel Mondo

Tiffany, due mostre raccontano Il sogno americano

Curata da Denis Curti, la mostra che dopo l’inaugurazione si sposterà a Palazzo Ruspoli fino al 29 maggio, è una delle due esposizioni con cui Tiffany, il più celebre gioielliere americano, festeggia l’apertura del secondo negozio a Roma. L’altra è una speciale mostra di alcuni gioielli

L’ immagine più rappresentativa della mostra “Il sogno americano”, è forse quella in bianco e nero che immortala Jackie Kennedy, in tailleur rigoroso con bottoni di perle, alle prese con sua figlia Caroline, due anni, bionda e riccioluta, in piedi su un tavolo della Casa Bianca, mentre aiuta la celebre madre a sistemare i fiori in un vaso. E’ il sogno di Camelot dell’America anni Cinquanta. Il desiderio del popolo di una nazione “giovane”, di avere una famiglia reale, avvistata nel potente clan Kennedy, che con John aveva conquistato la presidenza degli Stati Uniti e attraverso la grazia di Jackie, il cuore degli americani. Un sogno catturato in quella scena d’intimità domestica nella foto del 1961 di Eve Arnold, una delle celebri fotografe americane a cui è dedicata la mostra, The Female Portrait: Photography by American Women, 30 importanti autrici americane raccontano la storia di un grande Paese al femminile. Curata da Denis Curti, la mostra che dopo l’inaugurazione si sposterà a Palazzo Ruspoli fino al 29 maggio, è una delle due esposizioni con cui Tiffany, il più celebre gioielliere americano, festeggia l’apertura del secondo negozio a Roma, 365 mq in via Condotti. L’altra è una speciale mostra di alcuni gioielli che fanno parte degli archivi storici Tiffany & Co., pezzi di alta gioielleria che vanno dagli anni Venti ai Cinquanta, per la prima volta esposti in Italia.

I ritratti di donne celebri vedono riunite le foto di nomi illustri come Diane Arbus, Margaret Bourke White, Imogen Cunningham, Linda McCartney, Sheila Metzner, Judy Dater, Doris Ulmann, Dorothea Lange, Judy Dater, Annie Leibovitz, Lisette Model, Eve Arnold, Mona Kuhn,Cindy Sherman, Nan Goldin, Lee Mille, Vivian Maier, Florence Henry. Trenta immagini scelte per raccontare la storia di un grande paese, attraverso lo sguardo femminile e dentro lo sguardo femminile. “Del resto – spiega la curatrice della mostra – raccontare l’America per certi versi, significa passare in rassegna la storia del cinema e forse ancora di più la storia della fotografia. Probabilmente le ragioni vanno cercate nella vicinanza dei grandi eventi di questo Paese con l’epoca delle grandi invenzioni, o nell’innata capacità di accogliere e riconoscere il valore dei nuovi linguaggi”.

Per la maison la scelta del tema espositivo acquisisce un valore personale. La fotografia diventa il filo conduttore attraverso il quale le autrici interpretano se stesse e altre donne, contribuendo e segnando il racconto di bellezza di un grande Paese”. Su questo livello di lettura il punto di partenza del viaggio che attraversa la mostra non può che essere l’opera di Margaret Bourke White: svolta nella fotografia moderna la copertina del primo numero di Life del 1936 con l’immagine in bianco nero della diga di Fort Peck, nel Montana, realizzata in pieno New Deal. Sempre lei fotografa New York dall’alto arrampicandosi sulle cime dell’Empire State Building. Da allora sarà chiamata Maggie l’indistruttibile.La mostra dei Tesori dagli archivi Tiffany & Co, collezione di gioielli che testimonia la grande storia del marchio considerato un’istituzione americana fondata a New York nel 1837, sarà ospitata dal nuovo negozio Tiffany fino al 5 giugno. Due i temi, American Deco e Tiffany’s New York Glamour, con le tappe più importanti della storia della maison, il design e gli straordinari diamanti che per 175 anni hanno influenzato la società arte, letteratura e cinema, a partire dal 1961 con il film Colazione da Tiffany che ne cattura magia ed essenza.

(ANSA)

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