Quel bisogno di Musica e l’Inno per l’Expo — Lombardi nel Mondo

Quel bisogno di Musica e l’Inno per l’Expo

«L’Expo 2015 è un’occasione: un concorso aperto ai giovani musicisti per la creazione dell’inno dell’Expo?»

Rincuora constatare che i ragazzi continuino a considerare la Musica un bisogno espressivo che prescinde dal mercato, indica che considerano i valori artistici, umani, sociali che stanno nell’esperienza musicale, qualcosa di importante a cui dedicare tempo ed energie. Sono convinto che la nostra città sarà sempre più aperta se saprà trasformarsi, anche rispecchiarsi nel fresco racconto di suoni che esprime la realtà e i sogni dei ragazzi. Per questo è auspicabile una politica coordinata che sostenga chi è già impegnato sul campo. Che sappia parlare all’ascoltatore e al musicista come fossero una sola cosa, creando occasioni in cui la Musica venga sempre più vissuta per quello che è: una straordinaria unica fonte di comunicazione intergenerazionale che non può essere rinchiusa in ghetti, generi, e vivere di contrapposizioni (Classica contro Pop, Rock contro Jazz…). Questo richiede un impegno su più livelli: un censimento degli spazi in cui si fa Musica per aumentarne il numero. Coinvolgere le scuole, soprattutto le superiori, con iniziative coordinate e, perché no, a tema. Mettere in campo tante piccole correzioni di rotta e meno grandi eventi una tantum. Va bene il grande artista in piazza del Duomo ma questo non può sostituire il sostegno delle attività musicali di base. Londra, New York, Parigi fanno scuola. Tanti piccoli gesti che proiettano la Musica in modo diffuso nel quotidiano, dalle facilitazioni (sconti Siae, meno restrizioni) ai luoghi pubblici che offrono Musica dal vivo, dai ristoranti ai ritrovi culturali. Istituire più licenze per poter suonare in spazi pubblici aperti. La Musica è un mezzo straordinario per creare occasioni di comprensione e integrazione sociale, ma raramente viene usata con efficacia. L’Expo 2015 è un’occasione: un concorso aperto ai giovani musicisti per la creazione dell’inno dell’Expo? Le star di occasioni ne hanno già abbastanza. È un’idea che ho già lanciato, spero venga accolta. Una città dove si suona e si canta di più non è una città più spensierata, ma più sensibile, socialmente e spiritualmente più aperta, e, forse, più libera.

 

Franco Mussida, fondatore di Centro professione musica

 

Fonte: milano.corriere.it

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