Dal ricordo del passato, lo sguardo rivolto al futuro dell’Europa — Lombardi nel Mondo

Dal ricordo del passato, lo sguardo rivolto al futuro dell’Europa

Visita del Presidente Giorgio Napolitano in Friuli e in Slovenia per commemorare il centenario della Grande Guerra
Dal ricordo del passato, lo sguardo rivolto al futuro dell'Europa

Napolitano in Slovenia

“Siamo qui per una testimonianza e un impegno di pace che significa testimonianza e impegno di amicizia. Perché la pace non è solo assenza di guerra, la pace è cooperazione, è comunanza di sforzi, è solidarietà, e il presupposto di ciò è l’amicizia che stiamo costruendo, che abbiamo ricostruito tra i nostri popoli dopo che furono atrocemente divisi nella prima e nella seconda guerra mondiale”. Così si è espresso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inaugurando a Monte Santo, in territorio sloveno, una targa bilingue sulla “panchina della pace”, in memoria dei caduti della prima guerra mondiale sia italiani che sloveni.

Poco prima, attorniato da centinaia di bambini che sventolavano i tricolori, il Presidente Napolitano ha stretto la mano del Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, sul piazzale della Transalpina a Gorizia, un luogo simbolo prima della divisione dell’Europa – qui correva il confine della “guerra fredda” che separava Gorizia da Nova Gorica – e oggi della caduta delle barriere fisiche, dell’allargamento a Est e dell’Unione dell’Europa.

È stato questo uno dei momenti più toccanti e simbolici della visita in Friuli-Venezia Giulia e Slovenia che ha visto il Capo dello Stato impegnato domenica 6 e lunedì 7 luglio, per commemorare il centenario della Grande Guerra.

La visita del Presidente Napolitano è cominciata domenica a Monfalcone. Al suo arrivo il Capo dello Stato, dopo aver visitato la mostra “Alisto – Dalle trincee della grande guerra ai nuovi sentieri della pace e della convivenza”, allestita nella sede del Comune di Monfalcone, è intervenuto nella Sala della Galleria di arte contemporanea dopo i discorsi del sindaco Silvia Altran e del prof. Claudio Magris.

“A cento anni dallo scoppio della Grande Guerra – ha affermato il Presidente Napolitano – siamo chiamati come europei e come italiani a un esercizio di memoria collettiva, di condivisione umana, di riflessione storica sulle vicende del nostro Paese e dei nostri Paesi, sulle vicende del nostro continente del secolo scorso, sulle ragioni e sul percorso del nostro impegno per la pace”. Per il Capo dello Stato, “sentiamo di dover innanzitutto contribuire, e vogliamo contribuire, a una celebrazione d’insieme, di respiro europeo, che si articoli naturalmente in analisi aderenti alle diverse esperienze nazionali, ma non si risolva in una frammentazione asfittica e divisiva”. Serve, quindi, “una presa di coscienza dell’assoluta necessità di sradicare i nazionalismi aggressivi e bellicisti dando vita a un progetto e concreto processo di integrazione e unità dell’Europa. La riflessione sempre attuale su queste lezioni della storia può e deve essere posta – dovunque negli stessi termini – al centro di commemorazioni unitarie della Grande Guerra nella Unione che oggi raccoglie ventotto Stati membri via via riconosciutisi nelle conquiste di pace e di libertà, di cui posero le basi nel 1950 i Paesi fondatori dell’Europa comunitaria”.

In serata il Presidente della Repubblica italiana, il Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, il Presidente della Repubblica di Croazia, Ivo Josipović e il Presidente del Consiglio federale austriaco, Georg Keuschnigg, accompagnati dalle rispettive delegazioni, hanno assistito al Sacrario di Redipuglia alla Messa da Requiem di G. Verdi dedicata alle vittime di tutte le guerre e diretta dal Maestro Riccardo Muti. Per l’occasione musicisti delle nazioni coinvolte nella grande guerra si sono esibiti insieme all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, all’European Spirit of Youth Orchestra e ai Cori provenienti dal Friuli Venezia Giulia, Lubiana, Zagabria e Budapest. (ItalPlanet News)

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