Stoccarda: grave situazione scolastica — Lombardi nel Mondo

Stoccarda: grave situazione scolastica

L’On. Narducci segnala al Ministro degli affari esteri e al governo la gravissima situazione che si è creata nella circoscrizione consolare di Stoccarda (capitale del Baden-Wüttemberg). Risposta del sottosegretario di Stato per gli affari esteri, Stefania Craxi

CAMERA DEI DEPUTATI

XVI LEGISLATURA

425^ SEDUTA PUBBLICA

 

Giovedì 27 gennaio 2011

PRESIDENTE. L’onorevole Narducci ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n.

2-00934, concernente iniziative volte ad assicurare i servizi scolastici alla comunità

italiana nella circoscrizione consolare di Stoccarda (vedi l’allegato A).

 

NARDUCCI Franco (PD). Signor Presidente, ben 38 colleghi – non solo del Partito Democratico – hanno sottoscritto questa interpellanza urgente per segnalare al Ministro degli affari esteri, al governo e all’amministrazione degli esteri, una situazione veramente assurda, abnorme, che si è creata nella circoscrizione consolare di Stoccarda (la capitale del Baden-Wüttemberg). Mi riferisco a un console reggente, è questo credo che sia stato già un errore fondamentale da parte dell’amministrazione degli esteri, perché nella più grande circoscrizione europea si manda un console nemmeno con il grado occorrente, con il grado giusto soprattutto dal punto di vista dell’esperienza, per reggere un consolato caratterizzato, da anni, da estrema complessità. Si tratta di oltre 130 mila cittadini italiani che risiedono in quella circoscrizione consolare e che appartengono al periodo della prima emigrazione nel Baden-Wüttemberg, dove era localizzata l’industria pesante tedesca, con problemi veramente gravi di integrazione dei figli di questi nostri concittadini nel sistema scolastico tedesco. È questo il punto.

Il console, con una sua interpretazione particolare delle regole della contabilità, ha deciso, di punto in bianco, di destabilizzare un sistema che era stato costruito nel tempo, vale a dire a partire dal 1993, quando l’allora Ministro della pubblica istruzione, il compianto Beniamino Andreatta, decise di delegare a degli enti gestori l’organizzazione e la conduzione dei corsi di lingua e cultura italiana (quanto meno una parte, la metà dei corsi, mentre la parte restante fu attribuita agli insegnanti di ruolo inviati dall’Italia). Molto è stato costruito. Questo console, di punto in bianco, decide di creare due enti italo-tedeschi a cui affidare la gestione dei corsi di lingua e cultura italiana così come i corsi di sostegno, fino a quel momento gestiti ed organizzati, da molti anni, dall’ENAIP (l’ente di istruzione professionale delle ACLI) e dallo IAL della CISL.

Cosa fa il console? Decide di fare questa operazione con i caratteri della gara pubblica, senza, però, rispettare minimamente, mettendo dei vincoli, la normativa europea che regola una gara pubblica di questo genere. Tutto ciò è stato oggetto di una mia precedente interrogazione e di interrogazioni di altri colleghi, senatori compresi. Si è scatenata una guerra di competenze tra l’amministrazione del Ministero degli affari esteri ed il console dove ci si palleggia le responsabilità; ciò non è un punto a favore di chi ha la responsabilità politica di garantire il servizio, vale a dire il Governo, e, soprattutto, di far sì che il nostro Paese non faccia le solite figure «all’italiana», fuori dai nostri confini, che sono estremamente dannose.

Conosco con quanta puntualità e competenza il sottosegretario Craxi segue le materie di sua competenza, ma non so se abbia dato uno sguardo – e qui ne ho solo una parte, la restante, quella radiofonica e televisiva, è in formato audio sul mio computer – alla rassegna stampa pubblicata sui giornali del Baden-Württemberg in cui si afferma: «Sprachunterricht für Italiener steht auf der Kippe», ossia che l’insegnamento della lingua italiana per i figli degli immigrati italiani è in bilico o, ancora, che il console conferma che non ripartiranno i corsi e che di fronte ai cittadini italiani che protestano, il console chiude le porte. Insomma, ancora una volta c’è veramente da dire «povera Italia».

Questa è una responsabilità che il Ministero degli affari esteri deve far propria perché non può essere che un console reggente, con delle motivazioni veramente assurde – va detto che i bilanci di questi due enti sono certificati da istituzioni tedesche di certificazione di bilancio e che sono state prodotte montagne di documenti -, crea lui stesso, insieme al dirigente scolastico, questi due suddetti enti a cui affidare la gestione dei corsi di lingua e cultura italiana, senza che gli stessi abbiano l’esperienza necessaria da un punto di vista didattico ed organizzativo.

Va detto, poi, che, in questo momento, in Germania, dopo le prese di posizione del Ministro Horst Seehofer, ma, soprattutto, dopo il libro Deutschland schafft sich ab, ossia La Germania si distrugge da sola, scritto da un politico di primo piano della scena politica tedesca, Thilo Sarrazin, e diventato un bestseller, il tema dell’integrazione scolastica, per il futuro, per il successo, dei figli degli italiani è fondamentale. Tra l’altro, i tedeschi hanno sempre ritenuto che con gli italiani non ci fossero problemi – pensando che questi fossero problemi delle comunità di origine islamica, turca e via dicendo -, invece, molti studi e statistiche dimostrano che, nel sistema dell’obbligo tedesco, i figli dei turchi sono un bel pezzo più avanti di quelli degli italiani.

Tanto più non si capisce, quindi, come mai alle interrogazioni presentate a tempo debito, in cui si denunciava il rischio che non ripartissero, a gennaio, i corsi di lingua e cultura italiana e i corsi di sostegno all’integrazione, a causa di tutto questo caos messo su dal console reggente, non sia stato dato ascolto. Chi ha le competenze, l’obbligo e il dovere di decidere non ha deciso praticamente niente.

Questo è il tema che ho voluto così brevemente illustrare all’attenzione della Presidenza e della rappresentante del Governo. Non si può più temporeggiare; ci sono state proteste delle famiglie italiane davanti al consolato e ce ne saranno ancora altre. Non è una bella figura per il nostro Governo – perché è il Governo di tutti i cittadini italiani, anche di quelli che vivono all’estero – e non è sicuramente un momento esemplare per l’efficienza amministrativa del Ministero degli affari esteri.

In tutto questo chiedo al sottosegretario Craxi che non si rifugi dietro la solita risposta scritta dagli uffici ma per davvero mandi un segnale non a chi sta parlando ma a questa comunità di centotrentamila cittadini italiani che onora il nostro Paese e che vivono nel Baden-Württemberg.

 

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per gli affari esteri, Stefania Craxi, ha facoltà di rispondere.

 

CRAXI Stefania Gabriella Anastasia, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri.

Il Ministero degli affari esteri segue da tempo, con la massima attenzione, la situazione venutasi a creare nel settore scolastico della circoscrizione consolare di Stoccarda. Appare importante riepilogarne i vari passaggi.

La prima questione che vorrei affrontare è quella relativa ai saldi dei contributi 2010. Il consolato generale, a seguito delle indispensabili verifiche amministrativo contabili richieste dalle vigenti disposizioni, ha ritenuto di non poter procedere alla vidimazione dei bilanci consuntivi del 2009 degli enti gestori ENAIP, IAL-CISL e Progetto scuola, destinatari di contributi ministeriali per la realizzazione di attività di assistenza scolastica, in quanto non rispondenti al reale stato economico e patrimoniale dei predetti organismi. Tale valutazione è stata successivamente confermata dal consolato generale lo scorso 17 settembre, comunicando formalmente ai rappresentanti degli enti interessati gli specifici rilievi evidenziati e richiedendo eventuali controdeduzioni. Queste non sono state, tuttavia, sufficienti a mutare il giudizio di non vidimabilità dei bilanci consuntivi: anzi il 29 ottobre scorso il consolato generale ha trasmesso alla procura della Repubblica di Roma tutti gli atti relativi alle verifiche amministrativo-contabili compiute nei confronti dei predetti enti.

A seguito di un ulteriore approfondimento richiesto dal Ministero, il 29 novembre il consolato generale ha confermato il giudizio di non vidimabilità dei bilanci, evidenziando che «le controdeduzioni non hanno potuto offrire nessuna integrazione documentale o smentita delle evidenze contestate».

Conseguentemente, il successivo 9 dicembre, l’amministrazione ha comunicato formalmente a ENAIP, IAL-CISL e Progetto scuola l’assenza dei «presupposti di fatto e di diritto per la vidimazione del bilancio consuntivo 2009» e che «allo stato degli atti, quindi, il saldo del contributo 2010 non può essere erogato».

I corsi di lingua e cultura italiana si sono potuti regolarmente svolgere fino allo scorso 31 dicembre; il consolato generale non ha invece trasmesso le richieste relative alle attività di sostegno ai due enti che le avevano seguite fino a quel momento, nel presupposto che essi non avessero fondi per portarli avanti (vista la mancata erogazione del saldo 2010).

Per quanto riguarda le iniziative scolastiche del 2011, il consolato generale di Stoccarda ha trasmesso al Ministero, oltre alle richieste di contributo degli enti suindicati, le domande presentate per la prima volta dall’associazione – l’onorevole Narducci mi perdonerà la pronuncia – Deutsch-Italienische Gesellschaft (corsi di

lingua e cultura) e dall’istituto Lernerfolg (corsi di sostegno).

I bilanci preventivi presentati da ENAIP, IAL-CISL e Progetto scuola sono però pervenuti ancora una volta non vidimati: il consolato generale non ha in particolare sottoscritto l’indispensabile dichiarazione relativa alla verifica del bilancio ed alla sua approvazione. Conseguentemente, il Ministero non ha potuto procedere alla valutazione delle richieste: si è provveduto ad informarne gli enti con comunicazione del 18 gennaio, tramite il consolato generale a Stoccarda.

Per quanto riguarda la domanda presentata dall’ente Deutsch-Italienische Gesellschaft (DIG) – a cui il consolato generale ha proposto di assegnare la gestione dei corsi di lingua nell’intera circoscrizione consolare – l’associazione non dispone tuttavia di alcuni requisiti (in tal senso si è anche espressa l’ambasciata a Berlino); per l’istituto Lernerfolg – al quale il consolato generale ha proposto di attribuire la gestione dei corsi di sostegno nell’intera circoscrizione consolare – è invece necessario che la collaborazione avviata con la locale autorità scolastica venga previamente formalizzata in un’apposita convenzione, in linea con quanto previsto dalla disciplina della materia.

In tale contesto, nello scorso novembre, l’ente gestore dei corsi di lingua e di sostegno nella limitrofa circoscrizione consolare di Friburgo, ha manifestato il proprio interesse ad organizzare corsi anche nell’area di competenza di Stoccarda presentando a quel consolato generale domanda di contributo.

La sede ha tuttavia rilevato come si trattasse di proposte tardive rispetto al termine fissato dalle istruzioni ministeriali e non le ha inoltrate al Ministero. Il Ministero degli affari esteri è naturalmente ben consapevole della delicata situazione determinatasi per le attività scolastiche nella circoscrizione consolare di Stoccarda. Occorre al tempo stesso tener conto dell’impossibilità di affidare nel 2011 la gestione dei corsi di lingua italiana e di sostegno ai cinque enti di cui si è acquisita la relativa richiesta.

Al fine, però, di consentire lo svolgimento delle iniziative scolastiche nell’anno in corso, l’amministrazione sta esaminando, con la massima urgenza, la possibilità di adottare procedure di carattere straordinario, ad esempio, sottoponendo a una ulteriore approfondita valutazione la domanda di enti gestori già operanti in circoscrizioni consolari limitrofe a Stoccarda e dotati della necessaria esperienza.

Abbiamo dunque intenzione di individuare rapidamente soluzioni di natura eccezionale, per il solo anno 2011, onde tutelare tutti i diritti degli alunni italiani interessati.

 

PRESIDENTE. L’onorevole Narducci ha facoltà di replicare.

 

NARDUCCI Franco (PD). Signor Presidente, io ringrazio il sottosegretario Craxi, anche se devo dire che sono assolutamente insoddisfatto della risposta. C’è stato un lungo elenco di quello che io che ho chiamato il palleggiamento delle responsabilità.

Dunque, il console, in base a una sua veramente assurda interpretazione della contabilità, decide che due enti nel consuntivo debbano mettere tutte le entrate che

hanno, anche se hanno venduto dieci gelati, altrimenti non può vidimare il consuntivo. Vengono prodotte montagne di atti, controdeduzioni. Niente. Ma perché questo? Perché il console ha deciso che deve creare lui stesso due enti – Lernerfolg e il DIG di Karlsruhe, nemmeno di Stoccarda – a cui affidare la gestione. Ma per quali ragioni? È qui che il Ministero degli affari esteri ha delle responsabilità gravissime, signor sottosegretario. Esistono prove documentali che la domanda di contributo inoltrata dai due enti italo-tedeschi – italo-tedeschi si fa per dire – sia stata redatta direttamente dal console e dal dirigente scolastico. Questo è grave! Questo è grave!

Poi, le lettere in lingua tedesca, che io ho, dei due enti voluti e creati dal console, dicono espressamente: il contributo che noi chiediamo allo Stato italiano è destinato ai corsi di lingua e cultura per i figli degli immigrati, e non esclusivamente per i figli dei cittadini italiani. Il che sarebbe come dire: nel campo della promozione della lingua e della cultura italiana possiamo avere corsi di lingua e cultura italiana a cui partecipano – e questo esiste, ed è positivo per il nostro Paese – anche i figli di cittadini di altre nazionalità, ma non che i soldi e le risorse finanziate dallo Stato italiano vengano destinati ad organizzare corsi magari dove vengono «ospitati» i figli dei cittadini italiani. Questa è una cosa assurda, veramente incredibile. Ma allora quale sono le ragioni?

C’è un terzo motivo, poi, tra l’altro grave. All’atto dell’inoltro della domanda di contributo e, quindi, dei preventivi ex novo da parte di Lernerfolg e del DIG, il tribunale di Stoccarda attesta che i due enti non erano registrati come associazioni senza scopo di lucro e con le credenziali giuste per poter accedere e poter presentare i preventivi. Ma per quale ragione avviene questo? Ebbene, esistono – perché poi è diventato un po’ come il Colosseo, e anche questa è una testimonianza di come il Ministero debba intervenire con urgenza – anche copie di e-mail intercorse tra il console e il dirigente scolastico, che è in pensione dal 1° gennaio, da cui risulta, secondo queste e-mail tra i due, che quest’ultimo sarebbe destinato a  dirigere uno di questi due enti, il Lernerfolg o il DIG.

Allora io veramente mi chiedo: qui non ci sono ragioni politiche, qui ci sono ragioni di dignità del nostro Paese, di buona amministrazione di un servizio che non viene erogato.

Lei, inoltre, non ha detto, però è cosa risaputa – lo dicono gli organi di rappresentanza della comunità italiana in Germania che lo hanno denunciato -, che l’ambasciatore, nel tentativo di evitare questo sfacelo e quindi di fare ripartire i corsi già a gennaio, propone che i due enti vengano sostituiti da un altro ente, non Lernerfolg o DIG, e cosa fa il console? Non esprime il parere favorevole, secondo la nostra prassi amministrativa deve esprimere il parere, e quindi l’operazione, voluta dall’ambasciatore, praticamente non parte e i corsi sono sospesi, e lei ora mi dice che si sta facendo il tentativo di riprendere questa strada.

Credo che questo sia veramente troppo, che qui ci si dimentichi che ci sono dei problemi, capisco che nessuno all’amministrazione degli affari esteri voglia magari avere sul proprio curriculum qualche macchietta nera, ovvero minacce e controminacce nei propri confronti, ma è ora che il Governo, che ne ha la responsabilità, assuma delle decisioni, dica alle direzioni generali cosa deve essere fatto, che venga richiamato questo console perché ci sono evidenti interessi di parte

e che si torni a una normalità e ad erogare un servizio fondamentale per la comunità

italiana.

Allegato A

 

TESTI ALLEGATI ALL’ORDINE DEL GIORNO

della seduta n. 425 di Giovedì 27 gennaio 2011

 

INTERPELLANZE URGENTI

Iniziative volte ad assicurare i servizi scolastici alla comunità italiana nella circoscrizione consolare di Stoccarda – n. 2-00934

 

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere – premesso che:

prendendo spunto da una decisa presa di posizione inviata all’ambasciatore d’Italia a Berlino da quattro consiglieri del Consiglio generale degli italiani all’estero eletti in Germania, il primo firmatario del presente atto aveva presentato un’interrogazione a risposta immediata (n. 5-03534), discussa il 5 ottobre 2010 in Commissione affari esteri e comunitari. L’interrogazione riguardava la situazione critica determinata dall’autorità consolare di Stoccarda sul fronte delle attività scolastiche italiane in quella circoscrizione consolare, la più grande d’Europa, come dimensione numerica, della comunità italiana residente nel Baden-Württemberg, come per altro risulta dall’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) del consolato stesso;

in sintesi, il primo firmatario del presente atto si rivolgeva al Ministro interpellato chiedendo se un console, in base ad una concezione discutibile della contabilità e a un’interpretazione particolaristica del suo ruolo, possa bloccare i servizi scolastici che lo Stato italiano eroga alla comunità italiana, innescando un processo distruttivo in un contesto contrassegnato, tra l’altro, da forti e perduranti difficoltà d’integrazione nel sistema scolastico locale da parte dei ragazzi italiani;

l’integrazione – nella sua più vasta accezione, non solo scolastica – è al centro di un serrato dibattito in Germania, a causa anche di discutibili prese di posizione come quelle del Primo Ministro bavarese Horst Seehofer o di Thilo Sarrazin con il suo bestseller dell’anno (Deutschland schafft sich ab, «La Germania si distrugge da sola»), posizioni che mettono in relazione l’appartenenza etnica e il successo del processo d’integrazione, per sostenere che vi sono immigrati «migliori e peggiori».

Ricercatori e specialisti del settore, invece, dimostrano che i figli degli «immigrati più amati» dai tedeschi, gli italiani, presentano un grado di inserimento scolastico mediamente preoccupante e caratterizzato da insuccesso: la percentuale dei ragazzi confinati nella «scuola differenziale» (Forderschule o Sonderschule), o che frequentano la Hauptschule è consistente e in molti casi superiore a quella di altri gruppi etnici immigrati;

sempre nella sopracitata interrogazione a risposta immediata in Commissione, si paventava che il discutibile atteggiamento del console reggente potesse determinare il «blocco delle attività scolastiche italiane nella stessa circoscrizione, cioè dei corsi di lingua e cultura italiana per gli alunni italiani delle scuole locali e iniziative di sostegno ad altri alunni italiani purtroppo ancora inseriti nelle scuole differenziali, nonché per alunni con problemi di apprendimento (Sonderschule)»;

il console reggente ha addotto pretesti incomprensibili per escludere gli enti gestori che, con collaudata esperienza, hanno garantito, da oltre un decennio, i sopramenzionati servizi scolastici e sostituirli con un nuovo ente completamente tedesco (Lernerfolg), da lui voluto non si sa per quali finalità e, comunque, privo per quanto risulta agli interpellanti della minima esperienza organizzativa e didattica per gestire servizi e personale docente;

come si temeva, «l’interventismo» del console reggente ha determinato, nonostante le rassicurazioni fornite dal Governo in sede di risposta alla già citata interrogazione, il blocco dei corsi di lingua e cultura italiana nel Baden- Württemberg: il 10 gennaio 2011 circa 2000 scolari italiani non hanno potuto riprendere le lezioni. Il console reggente, inoltre, ha dato luogo a quello che agli interpellanti appare come uno stucchevole palleggiamento delle responsabilità per la situazione creatasi, tendente di fatto a scaricare le responsabilità stesse sulla competente direzione generale del Ministero degli affari esteri. Il console reggente, infatti, con un comunicato apparso il 5 gennaio 2011, pubblicato sul solo sito del consolato, fa sapere che «i corsi organizzati nel 2010 dall’Enaip potrebbero subire dei ritardi alla ripresa scolastica, in attesa che le decisioni del Ministero degli affari esteri circa la scelta dell’ente a cui affidarne l’organizzazione per il 2011 (…)».

Naturalmente il console non comunica che il veto, il quale, a quanto consta agli interpellanti, sarebbe stato da lui posto sulle soluzioni alternative, proposte presumibilmente dall’ambasciata e dal Ministero degli affari esteri, ha impedito la ripresa delle attività scolastiche. Vi è da dire che in un Paese «normale», una siffatta gestione amministrativa avrebbe, ad avviso degli interpellanti, quanto meno comportato l’allontanamento e il richiamo in sede del console reggente;

tutto ciò vale evidentemente anche per i corsi di sostegno, bloccati fin dal mese di settembre 2010, per i quali il console reggente scrive che «potranno, per le stesse ragioni, subire un analogo ritardo nell’avvio preventivato»;

il console reggente non ha nemmeno «avvertito il bisogno» di inviare il comunicato agli insegnanti, agli organi di rappresentanza della comunità (Comites e Consiglio generale degli italiani all’estero), alle associazioni, ai patronati e ad altri, al fine di garantire la più vasta informazione sui ritardi che si sarebbero verificati;

la situazione creatasi a Stoccarda ha evidentemente allarmato le autorità scolastiche tedesche, tanto che se ne è parlato in una conferenza stampa e la stessa è approdata più volte sugli organi di informazione; sono apparsi numerosi articoli sulla stampa locale, unitamente a notizie radiofoniche e televisive, con notevole danno d’immagine per l’Italia e la sua «efficienza amministrativa», come si può ben intuire dai seguenti titoli: «L’insegnamento linguistico per gli italiani è in bilico – Sprachunterricht fü Italiener steht auf der Kippe» (sottotitolo: Il Console generale blocca i contributi agli Enti gestori – Gli insegnanti non possono essere retribuiti) oppure «La controversia tra gli italiani arriva fino a Roma – Der Streit der Italiener dringt bis nach Rom»;

giovedì 13 gennaio 2011 i genitori dei ragazzi rimasti senza i corsi hanno protestato davanti al consolato generale di Stoccarda; si tratta di una protesta che, ancora una volta, ha suscitato l’interesse dei media tedeschi, e si può ritenere che sia stata la prima di una serie di azioni di protesta -:

se il Ministro interpellato sia pienamente informato della situazione altamente critica esistente in questo momento a Stoccarda e del danno d’immagine che l’Italia sta subendo presso l’opinione pubblica e le istituzioni tedesche (Kultusministreium, in particolare) e quali misure intenda adottare per ripristinare al più presto le attività scolastiche dei corsi di lingua e cultura italiana e dei corsi di sostegno, considerando che anche nella ex-circoscrizione di Mannheim – affidata al consolato di Stoccarda nell’ambito della ristrutturazione della rete consolare – si profilano già varie criticità a causa di decisioni assunte dal console reggente senza la minima interlocuzione con gli organismi di rappresentanza della comunità italiana.

(2-00934)

 

«Narducci, Ghizzoni, Gozi, Amici, Barbi, Bobba, Boffa, Bressa, Marco Carra, Causi, Ceccuzzi, Corsini, D’Antoni, De Torre, Duilio, Froner, Graziano, Laratta, Lenzi, Lolli, Marchioni, Garofani, Cesario, Misiani, Nicolais, Oliverio, Mario Pepe (PD), Rosato, Rossa, Rugghia, Sbrollini, Soro, Federico Testa, Sposetti, Calearo Ciman, Lucà». – (18 gennaio 2011)

Document Actions

Share |


Condividi

Lascia un commento