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La natura che non ti aspetti

PAVIA – Domani riapre il museo di via Guffanti, ingresso gratuito dalle 9 alle 12

PAVIA. La sede provvisoria del museo di storia naturale di Pavia apre il secondo sabato di ogni mese. Domani, dalle 9 alle 12 (ingresso gratuito), sarà quindi possibile visitare l’importante raccolta, tra le più antiche d’Italia, di via Guffanti 13 . Una raccolta dalle grandi potenzialità, fors’anche commerciali, il giorno in cui il museo dovesse trovare la sua collocazione definitiva a palazzo Botta nell’ambito del più ampio progetto volto al recupero dell’edificio. Tempi precisi non ci sono, ma entro il 2015, l’anno dell’Expo, il museo naturale, che è inserito nel sistema museale di ateneo, sarà ricollocato e, di fatto, rifondato. Quasi sicuramente si chiamerà museo Spallanzani, padre dei biologi moderni. D’altronde allo scienziato reggiano di nascita e pavese d’adozione appartiene il nucleo originario del museo di via Guffanti: pezzi particolarmente antichi, risalenti al tardo Settecento, come l’orango, il tucano beccorosso, la “mostruosità”, ossia due vitelli siamesi. Tra i pezzi forti del museo una palma fossile, l’ippopotamo proveniente dalla Celeste Galleria dei Gonzaga di Mantova, tra i più antichi animali tassidermizzati nei musei europei, ma anche il coccodrillo e lo squalo mako. Notevoli le collezioni: ornitologica, ittiologica, dei mammiferi (teriologica)… Molti animali hanno una storia interessante. Come, per esempio, la balena di Groenlandia: mandibola, vertebra e scapola, unici reperti ossei di questa specie presenti in un museo italiano, donati nel 1793 dal chirurgo imperiale Giovanni Alessandro Brambilla che li aveva ricevuti dall’imperatore Giuseppe II. E lo scorso aprile, a palazzo Botta dove il museo di storia naturale ha gli uffici, i laboratori e la biblioteca (con 5000 volumi), sono state inaugurate tre nuove sale, che periodicamente vengono aperte al pubblico (lo saranno per San Valentino). Tra i pezzi di maggior interesse una giraffa tassedermizzata la cui storia mette un po’ di malinconia: un esemplare maschio di 6 anni, acquisito dal museo nel 1858. Faceva parte di un serraglio che si trovava in quel periodo a Pavia. L’animale morì a Lodi a causa del rigore di quell’inverno. Il museo di storia naturale ha in Jessica Maffei, Stefano Maretti, Edoardo Razzetti e in Paolo Guaschi i conservatori. Che, con poche risorse a disposizione, perseguono l’obiettivo di fare del museo uno spazio aperto alla città, da essa amato e conosciuto (ma già ora molti cittadini si rivolgono al museo per determinare l’eventuale pericolosità di insetti o per consegnare dei reperti trovati in riva al Po o al Ticino). In attesa che il museo possa dispiegare appieno le sue indubbie potenzialità in una sede, a palazzo Botta appunto, definitiva. Il museo è visitabile il secondo sabato del mese (calendario nel sito internet httpp://musei.unipv.it/storianat/) o su prenotazione (telefonica o via mail, 0382/986308, centro.museo@unipv.it).

fonte : la provincia pavese

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