La Partita della loro Vita: Campionato Mondiale di Calcio 1950 — Lombardi nel Mondo

La Partita della loro Vita: Campionato Mondiale di Calcio 1950

La raffazzonata nazionale di calcio americana batté per la prima volta la mitica squadra inglese. Quella che doveva essere un evento imbarazzante diventò la partita che li avrebbe definiti eroi per la vita.

Tra poche settimane la Germania ospiterà mondiali di calcio. I commentatori sportivi italiani ricorderanno le gesta dei nostri giocatori e invariabilmente si parlerà della clamorosa e inaspettata sconfitta dell’Italia contro la Corea. Tali disavventure sono capitate a squadre blasonate come la nostra. E’ interessante che proprio un regista inglese, David Anspaugh abbia diretto nel 2005 un film dal titolo “ La partita della loro vita“ con la scenografia di Angelo Pizzo che racconta la storia incredibile della partita Inghilterra-USA giocata ai Mondiali del 1950.

     Il  film è stato girato in gran parte in un quartiere prettamente italiano di St. Louis nel Missouri  che si  chiama “The Hill” ma che per i locali è semplicemente  “La Montagna” in barba alle traduzioni dall’inglese ovvero  “La Collina.”  The Hill si trova a qualche chilometro dal centro della città e per l’evento è stata scrupolosamente riportata agli anni Cinquanta. Tuttavia l’operazione di “re-styling” è stata facilitata dal fatto che il quartiere, proprio per il suo isolamento, ha mantenuto inalterate molte delle sue caratteristiche. Le casette unifamiliari con il prato ben curato si snodano ben allineate attorno alla chiesa di Sant’Ambrogio. La vita comunitaria continua a svolgersi intorno alle istituzioni locali e la pressione esterna ha soltanto variato in maniera positiva un assetto che dura da decenni e che fa della “Hill” una delle ultime Little Italy, dove la componente italiana è ancora dominante.

I primi italiani che si stabilirono sulla Hill a partire dal 1880 provenivano da Cuggiono e dai paesi limitrofi della provincia di Milano.

Lavoro duro nelle cave d’argilla e poi a poco a poco l’inserimento nella nuova società. Il  livello d’integrazione fu lento

in quanto predilessero la vita semplice della comunità all’arrivismo quasi imposto dal modo di vita americano. La chiesa di Sant’Ambrogio costruita nel 1902,  distrutta da un incendio nel 1921 e ricostruita con il lavoro e i soldi donati dai parrocchiani fu inaugurata il 26 giugno 1926 e  costituì e continua ad essere il collante della comunità. La prima guerra mondiale non cambiò molto l’atmosfera ma sembrava che il quartiere non avesse una direzione precisa.

La seconda generazione di italo americani pareva mancare del senso del domani e di veri rapporti con il presente. La Hill  rimaneva prevalentemente un quartiere operaio con poche prospettive economiche e destinato un giorno a subire la medesima fine di altri quartieri etnici vittime del decadimento urbano. La Depressione contribuì alla distruzione delle enclave  polacche, ebraiche, irlandesi e tedesche e italiane del centro città di St. Louis  ma la Hill era là, per restare.

In pieno Proibizionismo, nell’estate del 1925, arrivò sulla Hill Joe Causino che aveva lavorato come direttore per la ricreazione della YMCA ( Young Men Christian Association- Associazione dei Giovani Cristiani). Causino rivoluzionò la gioventù coinvolgendola in attività sportive.

Sorsero decine di club, le palestre divennero un punto d’incontro quotidiano e Causino coordinò per ottenere fondi all’interno del quartiere

a favore delle varie squadre soprattutto di calcio e baseball. La gioventù, che non aveva mai messo piede fuori dalla Hill e la cui integrazione consisteva soprattutto nei matrimoni misti con i siciliani che si erano trasferiti dalla Little Italy del centro di St. Louis, ebbe l’opportunità di ampliare i propri orizzonti  spostandosi per andare a giocare contro i vari club di irlandesi, tedeschi, polacchi e ispanici.

Già nel 1928 la prima squadra di calcio vinse la Foundry League battendo gli irlandesi e nel 1938 con i colori della parrocchia di Sant’Ambrogio, la Hill primeggiò nello stato del Missouri. Il motto protestante alla base della YMCA, volto a meglio integrare gli italiani, ebbe successo attraverso lo sport. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale oltre mille giovani della Hill si arruolarono per dimostrare la loro fedeltà alla patria. Il calcio non aveva ancora dato lustro alle squadre della Hill mentre nel 1943 Yogi Berra, i cui genitori erano originari di Malvaglio  in  provincia di Milano fu ingaggiato come ricevitore nella squadra di baseball dei New York Yankees così come  Joe Garagiola, i cui genitori provenivano da Inveruno, provincia di Milano era stato preso dai St. Louis Cardinals come ricevitore già nel 1941. I calciatori avrebbero raggiunto la gloria pochi anni dopo. Infatti la squadra di calcio americana si qualificò per i primi campionati mondiali del dopoguerra in Brasile del 1950.  Decisivi furono gli incontri con Cuba finiti con un pareggio per 1-1 e una larga vittoria per 2-2 che bilanciò le due sconfitte patite contro il Messico. I componenti della squadra americana erano : Frank Borghi portiere, Harry Keough  difensore,Joe Maca difensore, Ed McIlvenny mediano,  Charlie  Colombo difensore centrale, Walter Bahr mediano, Frank Wallace  attaccante, John. Souza  interno, Joe Gaetjens centravanti, Gino Pariani interno, Ed.Souza. aattaccante. Chi erano questi giocatori? Dilettanti. L’unico professionista era lo scozzese McIlvenny di Filadelfia. Frank Borghi faceva l’autista per la ditta di pompe funebri dello zio Paul Calcaterra sulla Hill. Joe Maca lavorava in una ditta di carta da parati di Long Island.. Joe Gaetjens faceva il lavapiatti a New York dove si era trasferito dalla natia Haiti. Harry Keough faceva il postino a St. Louis. Charlie Colombo lavorava in una macelleria a St. Louis. Walter Bahr insegnava educazione fisica  a Filadelfia. Gino Pariani aveva 22 anni, si era appena sposato e faceva  l’operaio alla Continental Can, produttrice di contenitori metallici. Anche Wallace era della Hill. I due Souza erano di origine portoghese. della zona di Fall River nel Massachusetts.

Gli inglesi avevano inventato il calcio chiamandolo foot-ball ma nell’America del 1950  era diventato soccer ed era giocato soprattutto dagli

immigrati europei ed era, praticamente, sconosciuto ai più. C’erano tuttavia degli entusiasti e la squadra era riuscita, anche se miracolosamente, ad approdare alle qualificazioni e ad appagare quindi le loro aspirazioni. Tra i giocatori  ben cinque provenivano dalla Hill e tre di loro erano lombardi. La loro avventura fu raccontata in sordina dallo speciale bollettino parrocchiale della Hill fondato da padre Koester nel 1942 come mezzo di informazione per il migliaio di soldati in giro per il mondo. Il Crusader Clarion del giugno 1950 riportò

che cinque membri dei Simpkins della Hill che avevano vinto il campionato americano erano stati scelti per far parte della nazionale USA  in partenza per Rio de Janeiro : Gino Pariani, Charlie ”Lefty” Colombo, Frank “PeeWee” Wallace, Frank Borghi e Bob Annis. La vittoria della prima partita di finale contro il Ponta Delgada di Fall River era terminata 2-0 con goal di Gino Pariani e Bill Bertani mentre quella di ritorno finì 1-1 con il goal del pareggio firmato Buddy Marshak ma caratterizzato soprattutto dalla difesa del portiere Frank Borghi  aiutato da Charlie Colombo, Johnny Galimberti e Bob Annis ( anch’egli della Hill e riserva in Brasile).

Prima della partenza per il Brasile, i Simpkins erano però stati sconfitti duramente per 5-0 prima dal Manchester e poi dai turchi del Besiktas.

Un  breve articolo del Crusader Clarion di luglio forniva pure una foto dei giocatori che oggi definiremmo in Italia come l’avanguardia dell’Armata brancaleone. Ma avevano fegato da vendere e niente da perdere.

La partita d’esordio fu giocata contro la Spagna il 25 giugno 1950 nella città di Curitiba. Gli USA andarono in vantaggio con Gino Pariani e resistettero fino quasi alla fine. Poi anche Charlie Colombo, il  grande difensore della squadra, non riuscì a contenere le furie rosse che prevalsero per  3-1. La sconfitta ma non disfatta incoraggiò gli americani non abituati ad essere acclamati da folle di 10.00 spettatori.

La partita della loro vita ebbe luogo il 29 giugno 1950 a Belo Horizonte,al nord del Brasile lontano dai luoghi delle finali. Gli inglesi snobbarono chiaramente gli americani e lasciarono negli spogliatoi molto giocatori per risparmiarli per gli incontri  importanti, non tenendo conto che gli americano erano usi a giocare su campi difficili e  poco curati. Gli inglesi si accorsero ben presto di non essere in grado di dominare gli americani. E il pubblico cominciò a tifare per i più deboli. La svolta decisiva avvenne al 37’ del primo tempo. Ed McIlvenny lanciò Walter Bahr,che tirò in porta alla sinistra di Bert Williams, il portiere inglese il quale tentò invano di parare ma fu anticipato da Joe Gaetjens che infilò il pallone dalla parte opposta. Gli inglesi non volevano crederci.  Cercarono in tutti i modi di ribaltare il risultato ma la difesa primeggiò con Charlie Colombo prima e poi  con gli eccezionali  salvataggi di Frank Borghi. Nel finale Frank Wallace fallì il raddoppio su un passaggio di Gino Pariani. Ma, ormai, era fatta. Gli inglesi che si vantavano di essere gli imbattibili  furono battuti da una squadra  su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo.

L’avventura ai Mondiali del 1950 finì anticipatamente con la sconfitta a Recife il 2 luglio contro il Cile per 3-2. Il goal del vantaggio definitivo del Cile fu segnato da Atilio Cremaschi di chiara origine Lombarda..

La vittoria sull’Inghilterra del 1950 rimane ancor oggi l’avvenimento più importante nella storia del calcio americano.

Uno degli ultimi numeri del Crusader Clarion dell’agosto 1950 dedica un breve pezzo alla clamorosa vittoria, quasi in punta di piedi.

Frank Borghi , il portiere salvatutto portato in trionfo dai brasiliani è finalmente esaltato  ma senza l’enfasi degli sbruffoni.

In prima pagina l’annuncio del futuro censimento dei parrocchiani di Sant’Ambrogio  ovvero delle 1.600 famiglie quasi tutte italiane della Hill.

Niente esagerazioni. Gioia contenuta. Quasi sessanta anni dopo, alcuni libri e un film, non ancora giunto in Italia, per una celebrazione doverosa. Lode agli inglesi  che hanno raccontato una sconfitta con dignità e senso della storia.

Dedicato alla memoria di tutti i giocatori di calcio della Hill

Frank Borghi, portiere  nato a St. Louis il 9 aprile 1925.

Gino Pariani, interno nato a St. Louis il 21 febbraio 1928

Charlie Martin Colombo, difensore centrale nato a St. Louis il 20 luglio 1920. Morto a  St.Louis il 7 maggio 1986.

Bill Bertani, attaccante,  che dovette rinunciare ai Mondiali per un infortunio.

Lombardi nel mondo anche loro..

 

Ernesto R Milani

Milano, 7 maggio 2006

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