I passaporti italiani falsi in Argentina — Lombardi nel Mondo

I passaporti italiani falsi in Argentina

È quanto si legge nell’edizione di oggi de “L’italiano”, quotidiano diretto da Gian Luigi Ferretti, in merito al procedimento per i passaporti italiani falsi rilasciati in Argentina seguito alla denuncia del Console Generale a Buenos Aires, Giancarlo Curcio

Roma:  “La Camera Federal ha confermato l’esito delle investigazioni del giudice federale Norberto Oyarbide in relazione alla megacausa dei passaporti italiani falsi”.

 

 

È quanto si legge nell’edizione di oggi de “L’italiano”, quotidiano diretto da Gian Luigi Ferretti, in merito al procedimento per i passaporti italiani falsi rilasciati in Argentina seguito alla denuncia del Console Generale a Buenos Aires, Giancarlo Curcio.

 

“Un anno fa – si ricorda sul quotidiano – fu scoperta l’esistenza di una rete che procurava documenti falsi per procurare la cittadinanza italiana a giocatori che volevano giocare all’estero. In una risoluzione di 111 pagine la II commissione ha confermato 28 dei 30 procedimenti penali per cospirazione per manager, commercialisti e avvocati.

 

La Commissione ha inoltre ratificato il reato di corruzione per due agenti del Registro nazionale delle persone. Ora, la giustizia procederà nei confronti dei giocatori e dei procuratori. Il caso scoppiò nel luglio dello scorso anno. Dopo mesi di intercettazioni telefoniche, Oyarbide ordinò più di un centinaio di incursioni, arresti e chiede inchiesta. Partì tutto da una denuncia da parte del Console Generale italiano in Argentina, Giancarlo Curcio, messo in sospetto della richiesta di cittadinanza del portiere Juan Pablo Carrizo”.

 

“A capo di questa rete – si legge su “L’italiano” – c’era Maria Elena Tedaldi, la proprietaria di Ciutdania Express, che era già stata condannato in Italia per avere falsificare il passaporto di Juan Sebastián Verón, nel 2000. Per ottenere i documenti falsi, veniva falsificata la firma di Curcio ed i sigilli del Consolato. Il sistema poteva usufruire della connivenza di funzionari pubblici”.

 

Fonte: (aise)

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