“Stampe messicane dagli Archivi Kyron: 1972-2004” all’Istituto Cervantes di Roma — Lombardi nel Mondo

“Stampe messicane dagli Archivi Kyron: 1972-2004” all’Istituto Cervantes di Roma

La mostra, si svolge nell’ambito delle celebrazioni del 200° Anniversario dell’Inizio della Lotta d’Indipendenza e del 100° Anniversario della Rivoluzione Messicana, è stata presentata in Egitto, India e Francia. Giunta a Roma presenta una collezione di 82 opere fra litografie e serigrafie, realizzate fra il 1972 ed il 2004 da 24 artisti famosi

Roma: “Stampe messicane dagli Archivi Kyron: 1972-2004” è la mostra inaugurata il 13 ottobre scorso negli spazi della Sala Cervantes a Roma, dove sarà allestita sino al 5 novembre per iniziativa dell’Ambasciata del Messico e dell’Instituto Cervantes stesso.

 

 

La mostra, che si svolge nell’ambito delle celebrazioni del 200° Anniversario dell’Inizio della Lotta d’Indipendenza e del 100° Anniversario della Rivoluzione Messicana, è già stata presentata in Egitto, India e Francia. Ed ora è giunta a Roma, dove presenta al pubblico una collezione di 82 opere fra litografie e serigrafie, realizzate fra il 1972 ed il 2004 da 24 artisti del calibro di Francisco Toledo, Rufino Tamayo e Raúl Anguiano.

 

La grafica rappresenta una delle espressioni artistiche più vive, originali e dinamiche del XX Secolo. Durante i tre decenni che racchiude la mostra, il Laboratorio Kyron si è dedicato ad appoggiare e diffondere l’opera di gran parte degli artisti visuali che lavoravano in Messico in un periodo di grandi trasformazioni, quando si concludeva il ciclo del nazionalismo ed iniziava un’apertura al mondo e ad altre espressioni e linguaggi.

 

Il Laboratorio Kyron, specializzato in stampe litografiche, incisioni su metallo e serigrafie, ha avuto fra i principali meriti quello di aver incentivato opere di artisti di grande talento, contribuendo al rinnovamento e tutela di tali tecniche. La sua traiettoria è stata lunga ed importante e si è consolidata grazie ad artisti di riconosciuta fama internazionale le cui opere si trovano attualmente nelle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.

 

La mostra offre una selezione di 82 opere prodotte da 24 artisti di prestigio mondiale che molto hanno influito sul vasto panorama delle arti visuali, e che sono riusciti a sviluppare un linguaggio espressivo personale, grazie all’arrivo in Messico del pittore francese Jean Charlot ed alla “scoperta” del gran incisore messicano José Guadalupe Posada.

 

Nel percorso museale si possono notare tre tappe: “Postrivoluzione” che comprende opere mature di alcuni fra i pilastri dell’arte messicana, come Rufino Tamayo, Raúl Anguiano e Francisco Zúñiga; “Generazione di Rottura” i cui componenti si sono opposti al muralismo ed alla pittura di stampo nazionalista come Francisco Toledo, Rodolfo Nieto e José Luis Cuevas; e “Postmodernismo” in cui spicca il neomessicanismo che rielabora i simboli e le figure nazionali come Lucía Maya, di fondamentale importanza nel recupero dell’iconografia di Frida Khalo, Maximinio Javier, Alejandro Colunga, Alfredo Castañeda e Mario Martín del Campo.

 

La mostra è itinerante dal 2009 grazie all’appoggio del Ministero degli Affari Esteri (SRE) del Messico. Viene presentata nella capitale italiana in collaborazione con l’Istituto Cervantes di Roma ed il patrocinio del Consiglio per la Promozione Turistica del Messico.

 

Fonte: (aise)

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