Plebani: “La mia esperienza, valore aggiunto per l’Italia” — Lombardi nel Mondo

Plebani: “La mia esperienza, valore aggiunto per l’Italia”

CANDIDATI LOMBARDI 2008 – 2) Giuseppe Plebani, candidato alla Camera per la Circoscrizione Europa per il Popolo delle Libertà, vive e lavora in Svizzera mantenendo saldi i legami con la Lombardia.

Giuseppe Plebani è nato a Bellinzona, Svizzera, il 21 agosto 1967. Laureatosi in medicina presso l’Università di Losanna (Svizzera), è poi approdato all’industria farmaceutica e attualmente ricopre la funzione di Capo Affari Medici presso la filiale svizzera di una delle maggiori imprese farmaceutiche mondiali. Giuseppe Plebani, è candidato alla Camera per la Circoscrizione Estero (Ripartizione Europa), per il Popolo delle Libertà

 

1) Per quale ragione, a suo giudizio, gli elettori italiani residenti all’estero dovrebbero nella sua circoscrizione scrivere il suo nome sulla scheda elettorale?

 

Ritengo che i motivi principali siano due.

Innanzitutto non appartenendo a nessun apparato di partito sono una “persona normale”, che lavora per vivere, fa la spesa al supermercato ed è confrontata con i problemi quotidiani del gestire una famiglia. Per questo mi ritengo particolarmente vicino ai bisogni e alle esigenze del cittadino qualunque.

Oltre a questo il fatto di essere nato e di vivere in un altro paese mi ha dato la possibilità di accumulare esperienze di vita al di fuori della realtà italiana, che costituiscono un “valore aggiunto” che mi piacerebbe mettere a disposizione della mia Patria d’origine.

 

2) Quali sono le ragioni che l’hanno spinta a scegliere la forza politica con la quale è in lista per il parlamento italiano?

 

Il Popolo della Libertà è una vera coalizione, formata da partiti quali Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord; che condividono un programma comune e hanno una reale unità di intenti. Il centrosinistra invece ha sempre e solo mostrato un’unità di facciata avente come scopo la conquista del potere, per poi crollare come un castello di carte.

Oltre a questo il PdL è molto più aperto a candidati che non appartengono alla nomenclatura del partito ma rappresentano l’Italia che lavora per vivere e che, di conseguenza, è molto più vicina al cittadino.

L’inevitabile conclusione è che il PdL è l’unico schieramento che ha la capacità, ma soprattutto la volontà di portare avanti delle riforme atte a creare uno Stato moderno, efficiente e, soprattutto, che risponda ai reali bisogni del cittadino.

 

3) Se sarà eletto, quale sarà il suo primo atto da deputato?

 

Al di là degli schieramenti politici e delle ideologie dei singoli, i rappresentanti eletti all’estero possono, costituendo una vera e propria rete mondiale, difendere i diritti di tutte le comunità italiane sparse nel mondo. Per questo motivo come primo atto prenderei contatto con tutti loro, per cercare di allestire immediatamente un piano di lavoro e di azione per portare la voce degli italiani all’estero ai massimi livelli istituzionali.

 

4) Quale pensa che possa essere il contributo che i deputati e i senatori eletti all’estero potranno dare nel Parlamento di Roma?

 

Spesso giustamente, gli italiani all’estero si sentono cittadini si serie B; pertanto il contributo principale che deputati e senatori eletti in questa circoscrizione potranno dare sarà quello di far sentire forte e chiara la voce di questi nostri connazionali, portando avanti le loro rivendicazioni e ridando loro a pieno titolo la dignità di cittadini veramente italiani.

Su un altro piano l’eletto all’estero potrà mettere a disposizione dell’Italia tutto quel bagaglio di esperienze e competenze accumulate in una realtà diversa da quella italiana.

 

5) Quali sono, secondo lei, i bisogni più urgenti degli italiani all’estero nella circoscrizione che intende rappresentare e che il parlamento dovrebbe affrontare con maggiore urgenza?

 

I problemi variano molto a seconda della regione di residenza, logicamente i bisogni, ad esempio, dell’italiano in Svizzera sono molto diversi da quelli dell’italiano in Sud America.

Un preciso dovere morale degli eletti all’estero deve essere quello di farsi interprete di tutte le realtà particolari e non unicamente di quella in cui il candidato eletto risiede.

Fatta questa premessa l’elenco dei problemi da affrontare è decisamente lungo e va dalla tutela degli italiani all’estero, in particolare per quanto riguarda le agevolazioni per coloro che vogliono rientrare in Italia per vivere o studiare, al miglioramento dei servizi consolare, passando per la promozione della lingua e cultura italiana, della difesa del “made in Italy” e molto altro ancora.

 

 

6) Qual è oggi il suo rapporto con la Lombardia e con l’Italia in generale?

 

Il mio legame con la Lombardia è molto stretto, perché lì vivono e lavorano molti parenti e amici di famiglia. Inoltre, nel Canton Ticino, dove risiedo, circa un terzo degli abitanti ha origini italiane e quindi l’aggiornamento su tutto quanto accade nella penisola avviene in tempo reale.

Essere nato e cresciuto in questa particolare realtà di confine mi permette di conoscere approfonditamente le problematiche transfrontaliere; impegnarmi attivamente nel contribuire alla risoluzione di questioni che si trascinano da molti anni sarebbe quindi una delle mie priorità.

 

 

7) Come giudica i due anni di attività parlamentare dei Senatori e Deputati italiani eletti nelle circoscrizioni estero durante la legislatura uscente?

 

Giudico questi primi due anni in modo decisamente negativo!

Gli eletti all’estero sono stati praticamente tutti inghiottiti immediatamente dalle logiche partitiche dei loro schieramenti di appartenenza, annullando completamente il loro ruolo di rappresentanti di una comunità di importanza così fondamentale per l’Italia.

Sono fermamente convinto che solo dimostrando una reale unità di intenti, al di là del proprio credo ideologico, si possa agire in modo incisivo per rappresentare efficacemente gli italiani all’estero.

 

Redazione Lombardi nel Mondo

 

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