Polonia: il gas Shale per battere la crisi — Lombardi nel Mondo

Polonia: il gas Shale per battere la crisi

Durante il suo secondo expose dopo la riconferma alla guida del Governo, il Premier polacco, Donald Tusk, ha individuato nell’oro blu non convenzionale una possibile soluzione per preservare l’economia di Varsavia dal trend al ribasso del resto dell’UE. Il colosso francese Total interessato all’operazione

Il gas non convenzionale come soluzione per battere una crisi senza precedenti. Nella giornata di venerdì, 12 Ottobre, il Primo Ministro polacco, Donald Tusk, ha dichiarato l’intenzione del Governo da lui guidato di investire 10 Miliardi di Euro nel settore del gas.

 

Come riportato dalla radio pubblica polacca Polskie Radio, Tusk ha sottolineato l’importanza ricoperta dal settore energetico per lo sviluppo e il sostentamento dell’economica polacca, ed ha dichiarato la volontà di sostenere i lavori per l’individuazione, e il successivo sfruttamento, di gas shale.

 

Noto anche come gas di scisto, lo shale è una tipologia di oro blu naturale intrappolato nelle rocce poco porose situate ad alta profondità che richiede tecniche di trivellazione più sofisticate rispetto a quelle tradizionali.

 

Secondo studi recenti, la Polonia conserverebbe nel suo sottosuolo la riserva più consistente di gas shale di tutta l’Europa. Se sfruttata, essa consentirebbe a Varsavia di soddisfare il fabbisogno interno dell’Unione Europea, e di imporsi su scala mondiale come Paese esportatore di energia.

 

“Lo shale rappresenta una priorità strategica per la sicurezza dei polacchi – ha dichiarato Tusk durante il secondo expose pronunciato dopo la riconferma alla guida del Governo del 2011 – per questo, il Parlamento deve trovare una posizione condivisa, e non lasciare che l’iniziativa sullo scisto sia mero appannaggio del Gabinetto dei Ministri”.

 

In Polonia, i lavori per l’individuazione di giacimenti di gas non convenzionale sono già stati avviati da tempo dalle compagnie statali PGNiG e Orlen. Esse hanno iniziato nel Voivodato di Lublino e in Pomerania le trivellazioni orizzontali – necessarie per verificare la presenza dello shale – mentre altri enti polacchi, come Tauron, Lotos e KGHM, hanno confermato il cofinanziamento delle ricerche fino al 2016.

 

Partecipazione ai lavori per lo studio della presenza di giacimenti shale in Polonia è stata confermata anche dalla francese Total.

 

In un’intervista alla Bloomberg, l’Amministratore Delegato dell’ente transalpino, Christophe De Margerie, ha evidenziato la volontà della Total di continuare le operazioni già avviate, nonostante gli scarsi risultati finora ottenuti nelle trivellazioni operate in territorio polacco su permesso del Governo nazionale.

 

“Il potenziale della Polonia è indubbio – ha dichiarato De Margerie – ma la sua vera entità resta un’incognita. Succede sempre quando si tratta di gas non convenzionale”.

 

Differente è la posizione assunta da colosso statunitense ExxonMobil, che, dopo alcune trivellazioni, condotte in partnership con la Total, ha abbandonato il progetto per via dei risultati poco incoraggianti finora ottenuti.

 

Anche all’ENI interessa il gas non convenzionale in Europa Centro-Orientale

 

La ricerca di giacimenti di shale in Europa è contrastata dalla Russia, che vede nella presenza di gas non convenzionale in Polonia una minaccia per il mantenimento dell’egemonia del monopolista del gas russo, Gazprom, nel campo delle forniture di oro blu al Vecchio Continente.

 

Tuttavia, concreto interesse per lo scisto è stato espresso da uno dei principali partner di Gazprom nel Mondo, il colosso italiano ENI. Nella giornata di giovedì, 4 ottobre, il Cane a Sei Zampe ha rilevato dalla compagnia ucraina Cardogan Petroleum alcune licenze per le trivellazioni nella Regione di Leopoli.

 

Come riportato dall’autorevole Natural Gas Europe, con l’acquisto delle quote di maggioranza nella joint venture Westgasinvest – compartecipata da ENI e dalle compagnie ucraine Cardogan Petroleum e Nadra Ukrainy – il colosso energetico italiano si è assicurato l’esclusiva sugli studi in un serbatoio dalle enormi potenzialità.

 

Secondo gli studi, il Bacino di Leopoli, situato nell’Ucraina Occidentale, rappresenta la continuazione di quello presente nel sottosuolo del Voivodato di Lublino, ubicato in Polonia Sud-Orientale.

 

Matteo Cazzulani

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